Parità di genere e lavoro, ecco le migliori aziende per le donne in Italia

Parità genere - Uomini e Donne - Gender Imc

Parità genere - Uomini e Donne - Gender Imc

Il Winning Women Institute ha rilasciato il Bollino Rosa a sette aziende che si sono distinte su retribuzione, carriera, maternità e accesso al lavoro. Tra queste, anche Allianz Partners, la divisione del gruppo assicurativo tedesco operante nell’assistenza, nell’assicurazione viaggi e nei servizi alla persona

L’Italia è all’82° posto sul tema del Gender Gap, come rilevato dal World Economic Forum 2017. La parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro è uno degli obiettivi da perseguire per la crescita civile del nostro Paese, ancora indietro in questo senso rispetto al confronto con altri paesi. Molte aziende si stanno attrezzando per diminuire il divario di genere con specifiche iniziative di promozione della parità su diversi fronti critici: la retribuzione, la carriera, la maternità, l’accesso al lavoro. E i dati dimostrano che laddove esiste una sostanziale parità, ossia il cosiddetto gender balance, il business e l’ambiente di lavoro in generale ne risente positivamente. La Banca d’Italia ha stimato che un aumento del tasso di partecipazione femminile al 60% comporterebbe un aumento del Pil fino al 7%. Per McKinsey la parità di genere può valere il 26% del Pil mondiale in più entro il 2025 (12 trilioni di dollari).

Al tema etico, quindi, si aggiunge la consapevolezza “matematica” che la parità di genere produce benessere (in senso lato) e ricchezza. In Italia sono diverse le aziende si stanno distinguendo per l’introduzione di attività e iniziative in tale senso e sette realtà, in particolare, hanno ricevuto la Certificazione della Parità di Genere di Winning Women Institute, il cosiddetto Bollino Rosa. Le prime aziende in Italia con il Bollino Rosa sono: Allianz Partners (la divisione del gruppo assicurativo tedesco operante nell’assistenza, nell’assicurazione viaggi e nei servizi alla persona), Alés GroupAmgen, Cameo, Biogen Grenke e Sanofi.

Queste sette aziende, spiegano dal Winning Women Institute, hanno ricevuto il Bollino “a seguito di un innovativo processo e percorso di certificazione denominato Dynamic Model Gender Rating. Si tratta di un modello di indagine esclusivo che Winning Women Institute ha studiato ed elaborato insieme ad un comitato scientifico composto da esperti di settore, manager e docenti universitari per analizzare lo status sulle pari opportunità nei contesti organizzativi aziendali. La rilevazione e l’analisi dei dati del processo di certificazione è affidata ad un ente terzo e indipendente, la Rai Grant Thorton, società multinazionale di consulenza e revisione,”.

“La Certificazione di parità di genere del nostro istituto è un bollino di qualità che viene rilasciato solo a imprese che rispettano indicatori molto stringenti sulle pari opportunità  – spiega Enrico Gambardella, presidente di Winning Women Institute (nonché responsabile delle Risorse umane e membro del comitato direttivo di Aviva Italia) –. La nostra iniziativa si propone, con l’idea del Bollino Rosa sugellata da un comitato scientifico d’eccezione, di colmare il gap salariale, la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e di parità in senso ampio nel contesto lavorativo e aziendale tra uomo e donna favorendo e stimolando comportamenti virtuosi nelle aziende e tra i dipendenti. Si tratta di un’evidente esigenza di crescita culturale del mondo del lavoro in generale la cui consapevolezza in tal senso è fortemente cresciuta in questi anni ”.

Per quanto concerne le motivazioni che hanno sostenuto la scelta di Allianz Partners, l’azienda guidata dalla CEO e DG Paola Corna Pellegrini negli ultimi sei anni ha visto una crescita del fatturato aziendale pari al 20%, e con questa, passare il numero dei dipendenti da poco più di 600 ad oltre 700 persone. Accanto a questa crescita, in materia di valorizzazione del talento femminile, una serie di azioni messe in campo permettono oggi alla società di registrare una presenza femminile pari al 39,7% di donne manager,  al 38,5% tra le figure dirigenziali, al 42,9% all’interno del top management ed al 54,8% sul totale dipendenti.  Un dato a dimostrazione dell’impegno in tema di diversità è confermato dalle percentuali di promozione dedicate alle donne (54,1%), con un numero di neoassunte negli ultimi mesi del 2018 pari al 77,3% rispetto al totale assunzioni.

Nell’ambito dei progetti di welfare in azienda e tra le iniziative volte a favorire il work-life balance, l’azienda ha lanciato iniziative dedicate al telelavoro e lo smart working. Per le neomamme, in aggiunta, da diversi anni è stato introdotto il progetto moms@work, un percorso di coaching che si propone di fornire supporto e  formazione sui temi della genitorialità al lavoro, della flessibilità organizzativa e del work-life balance.

In particolare, il progetto è dedicato a favorire il reinserimento professionale delle mamme lavoratrici dopo il periodo di assenza per il congedo di maternità, e prevede degli incontri di coaching individuale che vengono svolti nell’arco dei quattro mesi successivi al suo rientro in azienda. Oltre a quanto previsto dal CCNL, infine, per le mamme sono previste anche delle specifiche policy aziendali dedicate alla tutela della maternità, quali permessi per la malattia dei figli, permessi per figli con disturbi specifici di apprendimento (DSA), prevedendo la trasformazione del contratto da full time a part time, quando necessario, oppure attraverso il mantenimento dei benefits durante la maternità.

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