PATRONCINI (GENWORTH): INDIPENDENTI E LIBERI DI INNOVARE, ANCHE IN MULTICANALITA’

Bruno Patroncini primo piano Imc

Bruno Patroncini ImcDurante l’ultimo Italy Protection Forum, Bruno Patroncini (nella foto), Country Sales Leader di Genworth in Italia, ha presentato ufficialmente la nuova soluzione del gruppo statunitense “Genworth Cancer Plus”, una particolare tipologia di polizza che rientra nella linea Lifestyle Protection della compagnia. Abbiamo raccolto le sue impressioni su questo tema e sulle altre sollecitazioni giunte dalla tavola rotonda IPF 2013 “E’ tempo di fare qualcosa di diverso”. Patroncini è in Genworth dal 2007, dopo una consistente esperienza maturata in Willis Re, GE Insurance, Ace e Axa.

Si dice spesso che il sistema assicurativo sia piuttosto tradizionale e che rifugga, nel suo insieme, da ricerca e novità. Genworth Financial è, in questo senso, un’anomalia positiva. Da cosa nasce questa attenzione all’innovazione e alla ricerca di nuove strade?

Genworth è una public company, totalmente indipendente, e Lifestyle protection ne incorpora tutti i valori principali, inclusa la totale indipendenza da banche o finanziarie. Non essere una Compagnia di Assicurazioni captive di un canale impone una continua innovazione, nella ricerca della soddisfazione dei bisogni esistenti o emergenti nella clientela. L’evoluzione della normativa a livello sia europeo che nazionale, unitamente alla nostra attenzione al consumatore, rappresenta un ulteriore incentivo all’innovazione.

All’Italy Protection Forum avete lanciato “Cancer Cash Plan”. Di cosa si tratta esattamente?

In effetti ne abbiamo preannunciato la disponibilità sul nostro mercato; il lancio è avvenuto in altri Paesi in cui siamo presenti ed ora, dopo specifici studi ed analisi attuariali, siamo pronti a distribuirlo anche in Italia. Il prodotto assicurativo in sè è piuttosto semplice e l’obiettivo è quello di sostenere economicamente le persone che, colpite da un tumore maligno, non siano in grado di tornare al lavoro o debbano assentarsene per esami diagnostici, visite, trattamenti terapeutici, con ricovero o senza, mediante la corresponsione di un indennizzo giornaliero, prescelto dall’assicurato in fase di stipula, per tutti i giorni in cui sia stato totalmente inabilitato a svolgere la propria attività.  Siamo partiti da alcune evidenze fattuali: in Italia, secondo i dati del World Cancer Research Fund, ogni 100.000 persone, 252 donne e 310 uomini si ammalano di tumore. Inoltre,  i continui tagli all’assistenza pubblica fanno emergere un crescente bisogno di coperture sanitarie integrative.

Il Decreto Crescita Bis promuove in Italia l’Agenda digitale e spinge il Sistema Paese verso la multimedialità. Genworth Lifestyle Protection ha recentemente ricevuto il “Model Insurer Award”, che ne ha riconosciuto l’efficacia nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Come avete sviluppato questa eccellenza?

Il premio rappresenta per Genworth un riconoscimento prestigioso per un’iniziativa europea di gestione integrata dei sinistri on-line, intrapresa ben prima degli ultimi sviluppi normativi italiani, a dimostrazione della nostra capacità d’anticipare la legislazione nell’interesse sia del cliente che del business. L’iniziativa è partita anche qui dalle nuove esigenze di una clientela sempre più esigente.

Abbiamo così raggiunto il risultato di ridurre l’onere a carico dell’assicurato e migliorare la “customer experience” del processo di gestione dei sinistri, fornendo un servizio web in tempo reale che consente ai nostri clienti di registrare i sinistri online, seguire lo sviluppo della pratica e produrre con facilità per via telematica la documentazione richiesta, semplificando radicalmente un percorso complesso basato sulla documentazione cartacea. Il positivo riscontro ricevuto da parte dei nostri clienti è stata una soddisfazione pari al premio ricevuto.

Qual è il livello di sviluppo della Protection in Italia e quali le attese di Genworth per il 2013 (nel settore e in generale)?

Il settore della Protection è ancora tutto da sviluppare, al pari di tutte le altre principali tipologie di assicurazioni in Italia se eccettuiamo la RC Auto, siamo molto indietro rispetto a tutti gli altri principali Paesi Europei a cui ci dovremmo paragonare.

Con nemmeno 3 miliardi di euro di raccolta premi (dato specifico per la sola CPI vita e danni) nel 2011 l’Italia si pone al quinto posto fra i 27 paesi membri dell’Unione europea. Il nostro settore di elezione, la protection, resta quindi ancora un mercato di nicchia, sia in Europa che in Italia, ma con grandi potenzialità nel medio termine. Nel 2013 ci aspettiamo una modesta crescita, compatibilmente con l’attuale delicata situazione economico-sociale che, se da un lato sensibilizza i consumatori verso il bisogno di protezione, dall’altro limita la diffusione dei prodotti per la ridotta capacità di spesa.

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