Pensioni integrative, «bisogna aprire subito due nuovi paracadute»

Assoprevidenza (2) HP

Assoprevidenza (2) HP(di Andrea Salvadori – Corriere Economia)

Le proposte di Assoprevidenza: le case per la terza età possono rendere il 6% l’anno. Corbello: contro i costi dell’invecchiamento rendere obbligatoria la copertura «long term care»

L’introduzione di una copertura obbligatoria per la sopravvenuta inabilità, la cosiddetta «long term care», che consenta di incrementare la rendita pensionistica all’insorgere della non autosufficienza. Coniugare sociale e business attraverso il mercato, facendo comprendere che l’investimento diretto o indiretto nelle residenze sanitarie assistenziali, le Rsa, garantisce la remunerazione del capitale investito con flussi certi e al riparo dell’inflazione.

Sono queste, secondo Assoprevidenza, l’associazione italiana per la previdenza e assistenza complementare, le strade da percorrere per far sì che la gestione dei bisogni degli anziani non diventi in Italia un problema sociale di sempre più difficile soluzione.

In un Paese dove gli importi medi delle pensioni erogate dall’Inps e dalle casse professionali sono già oggi in media bassi (circa 7 milioni ricevono infatti assegni che non superano i 1.000 euro lordi, mentre altri 4 milioni arrivano a 1.500 euro, su una platea complessiva di 16,2 milioni), il 52 per cento della spesa per le strutture residenziali per anziani è a carico dello Stato, mentre il resto, in media si va dai 1.500 ai 3.400 euro al mese, spetta all’anziano e alla sua famiglia. E’ dunque evidente che le pensioni future saranno sempre meno adeguate per affrontare la non autosufficienza, mentre di pari passo la spesa pubblica in ambito sanitario tenderà sempre più a diminuire.

«E’ imprescindibile trovare fin da subito delle soluzioni che permettano di colmare il gap tra costo delle rette e rendite pensionistiche — spiega Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza —. L’obbligatorietà della copertura Long Term Care permetterebbe al sistema di fare un grande passo in avanti. Con pochi euro di spesa al mese, ogni cittadino avrebbe infatti la possibilità di affrontare con maggiore serenità il proprio futuro di anziano a rischio di disabilità. Così avviene in Germania ormai da diversi anni, mentre in Italia solo alcune categorie, come i bancari e gli assicurativi, hanno introdotto la Long Term Care nell’ambito della contrattazione collettiva».

Le residenze sanitarie assistenziali sono oggi presenti nelle regioni centro-settentrionali del Paese e pressoché assenti nel Sud. La richiesta di questi servizi è in continua crescita e lo sarà sempre di più in futuro. «E’ dunque importante che il fabbisogno assistenziale legato all’invecchiamento della popolazione sia considerato non solo come fattore di costo, ma piuttosto come un’opportunità per il sistema economico. Già oggi il ritorno di questi investimenti è infatti in media superiore al 6 per cento all’anno e potrebbe ragionevolmente migliorare», aggiunge Corbello.

L’auspicio di Assoprevidenza, dunque, è che le casse di previdenza dei professionisti, i fondi di previdenza complementare, le compagnie assicurative, così come le fondazioni bancarie, investano sempre di più nei fondi immobiliari che gestiscono queste strutture.

«Anche perché immettere risorse nelle residenze sanitarie assistenziali ha un valore sociale non indifferente — conclude Corbello —. Non solo perché queste strutture erogano servizi di assistenza ad una fascia debole della popolazione ma anche per i riflessi occupazionali e di sviluppo che questi investimenti garantiscono».

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