Pensioni, oltre il muro dei 40 anni

Previdenza: talvolta il calcolo contributivo è migliore di quelle retributivo

Fondi pensione (3)Il calcolo contributivo delle pensioni è peggiore di quello retributivo. E’ vero, ma mica sempre! Ne sanno qualcosa, ad esempio, i lavoratori che versano più di 40 anni di contributi e che hanno diritto alla pensione con il sistema retributivo. Vediamo cosa succede in questi casi.

Per chi ha pagato più di 40 anni di contributi. l’attuale sistema contributivo, che noi continuiamo a ritenere sempre e comunque peggiore per i lavoratori, in realtà si dimostra più favorevole del sistema retributivo. E questo perché calcola tutti gli anni di versamento, senza il taglio applicato dal retributivo. Come è già capitato a Berlino, anche qui in Italia si è abbattuto un muro che era in piedi da tanti decenni: quello dei 40 anni di anzianità.

Infatti il sistema retributivo calcola solo i primi 40 anni di contributi. Se perciò un lavoratore ha versato, ad esempio, 42 anni, l’Inps tiene conto solo di 40 anni e non riconosce quelli eccedenti. Anche se per il calcolo materiale della rendita gli uffici considerano sempre le retribuzioni degli ultimi 5-10 anni, compresi quelli “cancellati“. Il metodo contributivo invece non conosce alcuno stop. Se un lavoratore ha pagato 42 anni di contributi, tutti confluiscono nella pensione. Ora la riforma Fornero ha introdotto il calcolo contributivo per tutti a partire da gennaio 2012. Questo fatto è importantissimo per i lavoratori perché con esso automaticamente recuperano gli anni oltre i 40 anni.

Facciamo un esempio. Il lavoratore ha versato 42 anni di contributi e chiede la pensione con decorrenza gennaio 2014 con contributi versati fino a dicembre 2013. Ebbene: a) fino al 2011 gli vengono contati i 40 anni dì contributi in modo integrale in quanto l’interessato non supera il tetto; b) a essi si aggiungono i 2 anni successivi, che vengono valutati per intero dall’Inps non essendo più applicabile il sistema retributivo. Per il lavoratore la riforma Fornero è una benedizione: recupera 2 anni che altrimenti avrebbe perduto. Tutto però dipende da quanti anni sono stati versati entro il 2011. Perché se gli anni superano i 40 già entro il 2011, allora anche in questo caso ci sarà un taglio dei versamenti.

Riproponiamo l’esempio ma con 43 anni. Poiché l’interessato ha versato 41 anni di contributi entro il 2011 scatta il taglio di un anno, sempre per il solito blocco a 40 anni. Quindi il soggetto perde un anno ma ne guadagna sempre due (e non più tre) ín più, rispetto al collega che ha avuto con 43 anni di contributi la pensione prima della riforma Fornero.

Autore: Bruno Benelli – La Stampa

Related posts

Top