Per il private insurance l’ora di puntare sulle multiramo

Piacciono le polizze che investono sulle gestioni separate francesi: più trasparenti e sicure

Testamento - Successione ImcHa un nuovo volto il private insurance. Stop alle polizze di tipo unit linked, che espongono oltre che ai sali e scendi di mercato anche alle incursioni di debitori e fisco. Ormai la giurisprudenza civile ha mostrato tutte le lacune dello strumento. Meglio puntare su polizze multiramo che, prevedendo l’associazione tra ramo I e ramo III, si sono rivelate, finora, a prova di pignoramento e sequestrabilità.

Così se in Italia vanno per la maggiore, anche tra i possessori di grandi patrimoni, le polizze di ramo I, rivalutabili, che pure in questo 2014 stanno facendo la parte del leone con 6,350 milioni di euro raccolti dalla nuova produzione Vita (+69,3%), per i clienti più esigenti si propongono polizze multiramo. In Italia le ha appena lanciate sul mercato Banca Generali con la polizza Bg Stile Libero. Vi sono poi soluzioni più sofisticate utilizzate tipicamente dai family office per la pianificazione successoria. «Ora il focus si sta spostando su un’altra categoria di prodotti – conferma Andrea Bazzani, broker assicurativo specializzato nel segmento private –. Si tratta delle polizze multiramo lussemburghesi o meglio franco-lussemburghesi». La componente ramo I, infatti, viene investita su gestioni separate francesi (fond general), preferite a quelle italiane e non solo per la solidità patrimoniale delle compagnie, ma anche per la maggiore trasparenza e perchè tra gli asset in cui investe la compagnia sono di solito più sicuri rispetto ai titoli di Stato italiani, presenti invece in misura massiccia nelle gestioni nostrane. Nel dettaglio, le polizze multiramo sono opzioni che offrono, all’interno dello stesso contratto, la possibilità a scelta del sottoscrittore di combinare coperture assicurative diverse (di ramo I cosiddetto fondo Generale e di ramo III cosiddetto fondo dedicato). In sostanza consentono di investire in una gestione separata con garanzia del capitale e di rendimento minimo e contemporaneamente o alternativamente in fondi assicurativi interni di tipo unit linked, per usufruire degli andamenti favorevoli del mercato.

Leader di mercato in questo ambito sono al momento Credit Agricole, Allianz SA e Cardif Vie che, a quanto risulta al Sole-24 Ore nel 2013 hanno raccolto nuovi premi per 4,5 miliardi di euro. La componente che arriva dal mercato italiano è ancora bassa: circa il 10% del totale. Tuttavia, sono da poco diventati sostituti d’imposta in Italia: é il caso di Allianz che ha iniziato a operare nel Belpaese con questi strumenti da febbraio. In vantaggi del matrimonio tra ramo I (polizze tradizionali) e III (polizze unit) sono molteplici. Innazitutto, sul ramo I il capitale iniziale è sempre garantito, come pure il consolidamento del risultato; nonchè, talvolta, c’è anche la garanzia di un rendimento minimo. Non c’è il bollo dello 0,2% annuo, altro fattore molto importante per chi investe ingenti patrimoni, inoltre l’aliquota di tassazione dei capital gain varia tra il 12,5 e il 26 per cento. Ma non va dimenticato in caso di premorienza dell’assicurato tale tassazione non sussiste (come pure per il ramo III). Il ramo III consente invece di dare pepe al portafoglio con una parte più o meno residuale, potendo tra l’altro inserire tra gli asset anche strumenti poco liquidabili (Hedge o addirittura opere d’arte).

Ovviamente, i clienti di elevato standing possono trattare sulle commissioni di ingresso e di gestione annua, a differenza dei piccoli risparmiatori che entrano sui contratti vita tradizionale. Visto che si parla di premi medi tra i 2 e i 5 miliardi di euro.

Autore: Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore

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