Per la durata della fideiussione fa testo l’accordo fra le parti

Cassazione - Esterno Imc

Cassazione - Esterno Imc

(di Laura Ambrosi – Quotidiano del Diritto)

La proroga dei termini di accertamento non prolunga la garanzia. Solo una previsione contrattuale può «legare» l’assicurazione alla scadenza per i controlli

La proroga dei termini di accertamento dell’amministrazione finanziaria, non si riflette automaticamente sulla durata della fideiussione rilasciata per un rimborso Iva. A fornire questo chiarimento è la Corte di cassazione con l’ordinanza 7884 depositata ieri.

Ma partiamo dai fatti. Una società richiedeva un rimborso Iva e presentava una polizza fideiussoria così come prevista dall’articolo 38 bis del Dpr 633/72. L’agenzia delle Entrate erogava le somme. Successivamente, però, beneficiando anche delle proroga di due anni dei termini previsti per il potere di accertamento (introdotta con la legge 289/2002), riteneva non spettante il rimborso ed escuteva così la garanzia fideiussoria.

La compagnia assicurativa conveniva in giudizio l’Agenzia delle Entrate, ritenendo che la polizza fosse già scaduta quando era stata escussa la somma. Nel contratto, infatti, la scadenza era fissata nel 10 gennaio 2007, mentre l’ufficio aveva escusso le somme il 20 dicembre 2007. L’amministrazione, sul punto, si difendeva rilevando che la scadenza della fideiussione era legata alla decadenza del potere di accertamento, con la conseguenza che la proroga di due anni introdotta, aveva di fatto efficacia anche per la garanzia.

Il Tribunale accoglieva la domanda condannando l’Agenzia al risarcimento delle somme, ma la decisione veniva integralmente riformata in grado di appello. In particolare, la Corte riteneva evidente la comune volontà dei contraenti (compagnia assicurativa e agenzia delle Entrate) di mantenere in vita la garanzia per tutto il tempo necessario affinchè l’ufficio potesse esperire i propri accertamenti. La compagnia assicurativa ricorreva così in Cassazione lamentando un’errata interpretazione della norma.

I giudici di legittimità, accogliendo il ricorso della società, hanno innanzitutto rilevato che la finalità della polizza fideiussoria è di garantire all’amministrazione finanziaria l’immediato recupero di eventuali rimborsi, che in occasione di un successivo approfondito esame della richiesta, risultino in tutto o in parte non dovuti. Si tratta, però, di un contratto autonomo di garanzia, con il quale il garante (la compagnia di assicurazione) nell’esercizio della sua attività professionale e liberamente valutando il relativo rischio, assicura l’amministrazione finanziaria a prescindere da ogni altra questione. La durata di tale contratto è normalmente collegata con i tempi di accertamento dell’imposta.

La Corte di cassazione ha rilevato che, nella specie, la scadenza della polizza era stata fissata in precisi termini consensualmente definiti, non essendo stata più genericamente collegata alla decadenza dei poteri per l’accertamento tributario. Non c’era quindi alcuna deroga che consentisse una proroga tacita della scadenza. In ogni caso, poi, la Cassazione ha affermato che non è “pensabile” la durata a tempo imprecisato di un’obbligazione di garanzia.

In conclusione, quindi, in assenza di una specifica previsione contrattuale, l’eventuale proroga dei termini di accertamento non si riflette anche sulla durata della polizza fideiussoria.

Related posts

Top