Per l’omicidio stradale concorso più leggero

Auto - Incidente stradale Imc

Auto - Incidente stradale Imc

(di Maurizio Caprino – Quotidiano del Diritto)

Maxiemendamento del Governo al Ddl, oggi il voto al Senato. Arresto in flagranza «esteso» per gli autisti professionali

Attenuanti più ampie quando la responsabilità dell’incidente non è tutta dell’imputato, arresto obbligatorio in flagranza per i conducenti professionali anche in caso di ebbrezza “media” e revoca della patente “lunga” anche per chi ha una licenza di guida non italiana. Con queste inattese novità l’omicidio stradale si avvia a diventare legge, dopo una giornata difficile che ha visto il Governo costretto a preparare in fretta un maxiemendamento e a porvi la questione di fiducia, sulla quale il voto è atteso per oggi. Così, per l’approvazione definitiva, il testo dovrà fare ancora un passaggio alla Camera, che dovrebbe essere rapido e possibile comunque entro la fine dell’anno, in modo da rispettare le promesse fatte dalla politica alle associazioni delle vittime della strada.

La novità più importante contenuta nel maxiemendamento riguarda i casi in cui c’è concorso di colpa, che comporta la diminuzione della pena fino alla metà. Questi casi in cui spetta il beneficio sono stati ampliati: si avrà diritto ogni volta in cui la responsabilità non sia solo del colpevole, mentre nel testo che era stato licenziato a fine ottobre dalla Camera ciò era previsto esclusivamente quando emerge «una condotta colposa della vittima». Quindi, a parte il paradosso per il quale non si poteva ottenere il beneficio in caso di dolo da parte della vittima, il guidatore imputato non poteva fruire del dimezzamento della pena nemmeno in caso di colpa di terzi (per esempio, dell’ente proprietario della strada, che non di rado mette chi guida in condizione di sbagliare oppure omette interventi necessari per ridurre le conseguenze degli incidenti). In sostanza, si torna allo stesso trattamento che era stato previsto dalla versione licenziata a giugno dal Senato.

Il maxiemendamento torna nella sostanza alla prima versione del Senato anche per quanto riguarda l’arresto obbligatorio in flagranza. Esso è sempre previsto per chi causa un incidente mortale mentre si trova in stato di ebbrezza grave (tasso alcolemico oltre 1,5 grammi/litro) o di alterazione da droghe; il Senato, per i conducenti professionali, lo aveva esteso anche al caso di ebbrezza “media” (da 0,81 a 1,5 g/l), che era stato poi escluso dalla Camera creando una sperequazione molto criticata che ora il maxiemendamento elimina.

Altra disparità eliminata riguarda il periodo di revoca della patente. In caso di omicidio stradale, per arrivare alla revoca a vita (il cosiddetto ergastolo della patente, che sarebbe incostituzionale), si è stabilito che non se ne potesse comunque ottenere una prima di 15 anni (30, in caso di fuga). Ma ciò non sarebbe stato applicabile alle patenti rilasciate da Stati esteri. Il maxiemendamento “trasporta” dal Codice penale al Codice della strada le sanzioni per omicidio e lesioni personali stradali relative alla patente, col risultato che così si può applicare l’istituto dell’inibizione alla guida in territorio italiano, previsto dall’articolo 135 del Codice della strada per le patenti straniere proprio in sostituzione della revoca (che non può essere disposta da un’autorità italiana).

Il maxiemendamento contiene pure alcune modifiche di dettaglio nel coordinamento di altre disposizioni di carattere penale.

Fino a ieri mattina, nessuno sembrava mettere in discussione l’accordo raggiunto alla Camera, che rispetto al testo licenziato a giugno dal Senato aveva soprattutto ampliato (in modo controverso, si veda “Omicidio stradale, la Camera approva il disegno di legge: spazio alle maxi-sanzioni ma l’arresto in flagranza è limitato ad alcol e droga”, di Maurizio Caprino, Quotidiano del Diritto, 29.10.2015) i casi in cui scattano i nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali: oltre a ebbrezza grave, droga e velocità, erano stati inclusi il passaggio col rosso, la circolazione contromano, l’inversione di marcia in corrispondenza di dossi, curve e incroci e il sorpasso con linea continua o vicino alle strisce pedonali. Questo ampliamento e il difettoso coordinamento con il Codice di procedura penale e con il Codice della strada avevano alimentato le perplessità di non pochi senatori, emerse anche durante i lavori in commissione. Non sembrava però che ciò fosse sufficiente per rimettere mano al testo della Camera. Ieri mattina, invece, è emerso che i “mal di pancia” tra i senatori avrebbero potuto mettere a rischio l’approvazione definitiva del disegno di legge. Di qui l’intervento del Governo, con la presentazione del maxiemendamento e la questione di fiducia.

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