PERDITA DI IMPIEGO E DISOCCUPAZIONE: UN BUSINESS PER LE COMPAGNIE?

Una indagine di Iama Consulting spiega perché per il settore assicurativo le nuove tendenze del mercato del lavoro rappresentano un’opportunità. 

«Pur non essendoci a oggi importanti esperienze di assicurazione privata sulla copertura della perdita d’impiego (Fonte: Sigma, SwissRe 2011) lo scenario attuale e prospettico dei mercati apre nuove e interessanti opportunità nell’offerta di servizi che possono tutelare il lavoratore a fronte della perdita di lavoro». È quanto sostiene Andrea Bellucci di Iama Consulting, società di consulenza aziendale, in una newsletter dal titolo Unemployment. C’è spazio per una nuova offerta di servizi?

Per Iama, «le motivazioni che nel tempo hanno ostacolato lo sviluppo dell’offerta assicurativa in questo settore sono legate all’esistenza di asimmetrie informative e alla difficoltà di raggiungere ampie collettività che possano fin da subito generare una mutualità sostenibile. A tale proposito realtà come fondi previdenziali e sanitari sono in grado di sensibilizzare gli iscritti e integrare le loro prestazioni con una nuova offerta assicurativa e altri servizi per l’unemployment. L’arretramento del welfare pubblico e la concentrazione delle risorse disponibili su sussidi di tipo monetario e su politiche passive», sempre secondo Bellucci, «lasciano aperti spazi di offerta per iniziative imprenditoriali. In tale ambito banche e compagnie di assicurazione possono acquisire il ruolo di aggregatori di servizi nei diversi momenti del ciclo lavorativo: formazione, coaching e check up carriera nella fase dell’impiego, tutela legale e counseling nel momento della cessazione del rapporto di lavoro, sviluppo di idee imprenditoriali e outplacement per facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro».

Tenendo conto che le politiche del lavoro, in prospettiva, tenderanno a creare le condizioni per una mobilità attiva del lavoratore riducendo i tempi di permanenza nella disoccupazione, per il settore assicurativo diventa importante cogliere le opportunità attraverso un approccio mirato. E cioè: identificando popolazioni con caratteristiche omogenee quali precari vs. tempo indeterminato, livelli di scolarità, target età, settori economici; individuando le aree e le modalità di tutela: politiche attive, sostegno economico a tempo e integrativo, approccio complementare e in abbinamento con altre tutele (copertura di esigenze immediate legate alla perdita del lavoro, copertura di impegni finanziari quali mutui e credito al consumo, pagamento quote fondi pensione e fondi sanitari); individuando le modalità di accesso al mercato: canali, collettività, gruppi di affinità.

Redazione – Intermedia Channel

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