PICARO (GAA SAI): «CON UNIPOL AUSPICHIAMO UNA RELAZIONE INTENSA E PROFICUA»

Per il presidente del Gruppo aziendale agenti Sai il passaggio alla nuova proprietà induce comunque a non stare tranquilli. Preoccupano, infatti, i paletti imposti dall’Antitrust.

Il gruppo Fondiaria Sai, da qualche settimana, è ufficialmente passato a Unipol Gruppo Finanziario. Comincia, dunque, una nuova avventura anche per le reti. Per le divisioni Sai e Fondiaria (ma anche per Milano Assicurazioni e Liguria), si tratta di ripartire, dopo sette mesi di stop. Intermedia Channel ha intervistato Nicola Picaro (nella foto), 48 anni, presidente del Gruppo aziendale agenti Sai (Gaa Sai), pugliese trapiantato in Friuli.

Domanda. Con quale stato d’animo avete vissuto questi mesi di trepida attesa?

Risposta. La preoccupazione è stata forte, in quanto l’attesa sugli sviluppi dell’operazione e le situazioni che si sono venute a creare non ci hanno messo nelle condizioni di essere sereni. Ovviamente la preoccupazione ha riguardato anche il mantenimento del rapporto con il cliente, perché il battage mediatico spesso è andato e va oltre la realtà, influenzando quindi anche la relazione con i nostri assicurati. Inoltre, una certa difficoltà operativa legata all’incertezza per il futuro c’è.

D. Quindi le preoccupazioni non sono finite.

R. Mi sembra normale che sentire che un miliardo e 700 milioni circa di portafoglio devono comunque fuoriuscire metta in ansia un po’ di colleghi che in qualche modo si interrogano sul loro futuro. C’è la presentazione del piano industriale di Unipol e c’è la delibera dell’Antitrust che indica di scendere sotto il 30%, facendo riferimento anche alle province più esposte. La preoccupazione nasce dal fatto che non basta solo vendere un marchio o una compagnia, ma che poi si debba intervenire a livello di singole province in modo più dettagliato. Speriamo di riuscire ad avere una relazione intensa e proficua con il nostro futuro interlocutore. In questo momento abbiamo bisogno di avere a fianco entrambe le organizzazioni sindacali di categoria perché ci troviamo di fronte a una situazione sicuramente di eccezionalità, e a situazioni eccezionali bisogna rispondere con soluzioni eccezionali.

D. Lo Sna ha sottolineato il fatto che molte agenzie sono a rischio chiusura. Secondo lei, le più indiziate sono quelle strutturalmente più piccole?

R. No, non credo. Non sono convinto di questo. Tutto dipenderà dal portafoglio che la singola agenzia ha su quella determinata provincia. L’antitrust ha indicato quali sono le province più esposte: si trovano in Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e alcune nelle regioni meridionali. Se in una determinata provincia c’è una forte esposizione dell’aggregato finale è necessario che lì si scenda sotto il livello del 30%. Pertanto, che l’agenzia sia grande o piccola, non mi sembra rilevante.

D. L’accordo integrativo aziendale del 2004 è stato prorogato?

R. Sì. Il gruppo aziendale agenti Sai (che conta 220 iscritti per un totale di circa 180 agenzie, ndr) è arrivato al 31 dicembre 2011 impossibilitato a concludere quello che era un processo di trattativa già avviato per il rinnovo degli accordi integrativi. Una trattativa, peraltro, condotta su binari paralleli insieme con l’altra rappresentanza agenziale, il Ga Sai, anche se i due accordi sono leggermente diversi. Poi, all’inizio del 2012 si è manifestata in tutta la sua gravità la situazione di crisi che tutti conosciamo e, infine, le ipotesi, ora realtà, di una nuova proprietà hanno rallentato definitivamente la possibilità che qualunque trattativa venisse portata avanti. A quel punto il nostro lavoro si è concentrato sulla proroga degli accordi, senza modifiche sostanziali.

D. La proroga che durata ha?

R. Per tutto il 2012. Adesso stiamo lavorando per il rinnovo. L’obiettivo è concludere almeno entro la fine di quest’anno quella che è tutta la parte preliminare. È chiaro che un accordo integrativo del 2004 non è più attuale, nel senso che va reso aderente con le nuove esigenze che il mercato impone.

D. Il consiglio di amministrazione di Fondiaria Sai, in pratica, è decaduto qualche giorno fa. Con l’ex amministratore delegato, Emanuele Erbetta, come erano i rapporti? Qualche settimana fa siete usciti con dei comunicati non propriamente teneri…

R. Con l’ex amministratore delegato i rapporti sono stati sempre cordiali. I comunicati di cui lei parla ci hanno aiutato a far capire le modalità di grande chiarezza con cui improntiamo i rapporti con la compagnia. Noi siamo gli agenti, loro sono l’azienda, nel rispetto dei reciproci ruoli.

D. Anche i gruppi aziendali agenti di Milano Assicurazioni non sono stati teneri nei confronti della mandante…

R. Certo. Siamo tutti convinti, al di là dei comunicati, che il vero valore di questa compagnia siano le reti agenziali.

D. In questi mesi, il gruppo aziendale agenti Sai ha trovato il modo e il tempo di parlare con la mandante di nuovi prodotti, di Rc auto e via dicendo?

R. Direi di sì. I tavoli di confronto con la direzione della compagnia su tutti gli argomenti operativi hanno subìto un rallentamento, ma sono convinto che ripartiranno subito. Non si fermeranno nemmeno ad agosto. Per quanto riguarda i prodotti, potremmo anche fornire dei consigli su nuove polizze o nuovi approcci, ma con quale prospettiva temporale?

D. Come si muoverà il Gaa Sai nelle prossime settimane?

R. Il nostro obiettivo è quello di continuare la relazione con la compagnia per cercare di risolvere una serie di problematiche quotidiane. Tenteremo, inoltre, di ripartire con una trattativa su più largo raggio finalizzata alla creazione di un quadro generale che ci possa permettere di riscrivere gli accordi integrativi. Lo faremo integrandoci con gli altri gruppi agenti di Fondiaria Sai, con i quali abbiamo intenzione di programmare entro il prossimo mese di settembre una convention nella quale discutere e confrontarci tutti quanti insieme sulle nuove realtà.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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