Picaro (GAA UnipolSai): La Forza del Silenzio

Nicola Picaro (4) Imc

Nicola Picaro (4) Imc

Dopo la firma del Patto 2.0, incontriamo il Presidente del GAA UnipolSai Nicola Picaro (nella foto) per comprendere le ragioni profonde di una trattativa durata 14 mesi che si è conclusa con la ratifica di tutti i Gruppi Agenti della galassia UnipolSai ma che sembra, allo stesso tempo, aver lasciato tanti dubbi e la consapevolezza che non sia proprio il miglior accordo possibile. Una sensazione che si avverte anche negli altri presidenti di Gruppo, pur con tutti i distinguo del caso e le posizioni con diverse sfumature.

Picaro ha la voce stanca di chi sa di aver fatto quel che ha potuto ma non è contento del risultato ottenuto. Un po’ roca ma ferma, come le sue considerazioni che rispondono ad una concezione virile e romantica del suo ruolo di rappresentanza. Lo incontriamo perché ci ha colpito il suo “no” secco e allo stesso tempo la volontà di costruire un vero Patto solido con l’impresa. Alzando i toni, se necessario, ma rispettando i ruoli. Un personaggio scomodo che sa di esserlo.

Presidente Picaro, il suo gruppo è stato l’unico ad esprimersi con chiarezza con un secco “no” al Patto, lasciando aperta l’Assemblea in attesa di sviluppi futuri. A distanza di un mese avete deciso di firmare. Cosa è cambiato nel frattempo?

Premesso che non abbiamo cambiato la nostra opinione sul accordo che riteniamo troppo complesso, contradditorio e in definitiva non idoneo alla programmazione del lavoro in agenzia, quello che è cambiato radicalmente è lo scenario complessivo nel quale era maturato il “no”. Confidavamo in una tenuta dell’intero mondo degli agenti ex-FSM (Fondiaria-Sai-Milano, ndIMC) ma soprattutto, eravamo forti, grazie anche ai pareri dei nostri legali, dell’applicazione per i non firmatari dell’applicazione della cosiddetta aliquota di garanzia RCA prevista dal Patto 1.0. La decisione unilaterale della compagnia comunicataci il 31/10 di considerare terminata la fase di rinnovo anche senza la nostra firma e conseguentemente di applicare una nuova specifica aliquota oscillante tra il 7% e il 10% avrebbe messo in dubbio la sopravvivenza stessa delle agenzie associate.

La mozione conclusiva è stringata, quasi ermetica. Il silenzio è la miglior risposta? Ci aiuta ad interpretarla?

La mozione, nel suo essere “silenziosa”, dice molto di più di fiumi di parole. La compagnia ha forzato le interpretazioni di accordi siglati e noi per far valere le nostre ragioni avremmo dovuto trascinare i colleghi in lunghe azioni giudiziarie… a questo punto l’Assemblea ha ritenuto di mantenere un comportamento composto e dignitoso, il nostro “no” era stato affermato e motivato… a volte si è costretti a subire la protervia delle compagnie; dimostreremo nei fatti la nostra dignità e professionalità da qui in avanti.

Questo epilogo di trattativa così amaro ha prodotto comunque notevole scontento. Che effetto produrrà nelle relazioni con l’impresa?

Come Gruppo Agenti continueremo a fare la nostra parte nell’interesse dei nostri associati. Naturalmente guarderemo il nostro interlocutore sotto un’altra luce, ora che ne conosciamo meglio le reazioni anche scomposte e forzose e saremo più consapevoli per il futuro.

Quale futuro si prospetta per gli agenti UnipolSai e per la compagnia?

Ritengo che la vera sconfitta in questa vicenda sia proprio la compagnia, è stato fatto un grosso passo indietro sul piano delle relazioni e nel processo di integrazione realizzando uno strappo non facile da ricucire. I nostri associati per storia e capacità professionali grazie anche al supporto del Gruppo sapranno trovare opportunità in linea con le esigenze l’organizzazione agenziale di ognuno.

Ogni gruppo agenti della galassia UnipolSai ha avuto atteggiamenti diversi in relazione al patto ed alla sua firma. Qual è lo stato dei rapporti attualmente?

I rapporti tra i diversi Gruppi nel nostro mondo risentono di storie e provenienze diverse e come è umano che sia, anche delle relazioni interpersonali. Non amo e non voglio giudicare le scelte di nessuno, però se ci fosse stato bisogno di una conferma che non siamo tutti uguali, ora è stato fugato ogni dubbio. Continueremo a interagire con tutti gli altri Gruppi nell’ottica di dare migliori servizi ai colleghi e fare un fronte comune ogni volta che sarà possibile, ma non rinunceremo mai, dico mai, a far sentire la nostra voce anche dissonante, in nome di una non meglio specificata unità o maggioranza.

Che tipo di supporto avete avuto dalle organizzazioni di rappresentanza dopo il vostro “no” al patto? E successivamente?

Come sapete il nostro Gruppo aderisce allo SNA, anche se diversi nostri iscritti sono associati ad ANAPA Rete ImpresAgenzia e pertanto abbiamo avuto la vicinanza ed il supporto di entrambi. Alla nostra Assemblea del 16/17 ottobre, il presidente (del Sindacato Nazionale Agenti, ndIMC) Demozzi, in un accorato intervento, ci ha definito “eroi” ed ha detto che “era giusto almeno provare a resistere”, tuttavia ci rendiamo conto che un Sindacato Nazionale non avrebbe potuto esprimere un parere chiaramente negativo sull’accordo, attirandosi di conseguenza le antipatie di chi aveva già espresso la propria adesione o condizionando la decisione di chi si sarebbe espresso dopo pochi giorni. Forse, se lo avesse fatto in modo chiaro e netto, oggi staremmo commentando un altro epilogo, ma con i se non si fa la storia. Siamo però sicuri che, se sarà necessario, potremo contare sia sullo SNA che su ANAPA Rete ImpresAgenzia.

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