PISTONE (UNAPASS): CCNL DIPENDENTI, COME PROCEDE LA TRATTATIVA

Pier Giorgio Pistone Imc

Piergiorgio Pistone IMCLo scorso 22 gennaio si è svolto a Roma il quarto incontro per la trattativa di rinnovo del CCNL dipendenti delle agenzie di assicurazione in gestione libera tra le Rappresentanze Sindacali Nazionali dei dipendenti di agenzie di assicurazione (Fiba Cisl, Fisac Cgil, Fna e Uilca) e le Associazioni datoriali degli agenti Anapa ed Unapass-Rete ImpresAgenzie. Dopo aver dato notizia, in un precedente articolo, di quanto affrontato mercoledì scorso, abbiamo cercato di ricostruire un quadro d’insieme di questa serie di incontri con uno dei protagonisti della trattativa tra le fila delle associazioni datoriali. Ne abbiamo quindi parlato con Piergiorgio Pistone, responsabile per Unapass dei rapporti con le organizzazioni sindacali (e presidente ENBASS – Ente Nazionale Bilaterale del settore Agenzie di Assicurazione).

Domanda: Qual è il quadro di insieme nel quale ci si muove?

Risposta: In effetti siamo in presenza di una situazione molto complessa. Infatti, anche se si è già a più di due anni dalla scadenza del precedente contratto di lavoro (scaduto il 31.12.2011 – ndIMC), ci troviamo in una contingenza che fa molto preoccupare; da una parte vi è l’indubbia difficoltà delle Agenzie, che sempre più stanno scontando la crisi economica che attraversa il nostro paese, dall’altra si verifica la necessità di un adeguamento dell’impostazione dei rapporti fra imprenditori e dipendenti, teso a recepire le grandi novità che il mondo moderno impone di fare proprie per non essere travolti. In poche parole, non è più accettabile guardare indietro a come eravamo anche solo due o tre anni orsono, ma bisogna misurarsi con l’impatto della digitalizzazione e con le culture legate alla produttività.

D.: Ma come tutto ciò impatta con il CCNL?

R.: E’ di tutta evidenza che l’impegno dovrà essere quello di ridisegnare una contrattualistica impostata su flessibilità ed elasticità. Ciò coinvolge il tema della modernizzazione dell’orario di apertura delle Agenzie, attualmente anacronisticamente ingessato da norme di antica data; il tema dell’inquadramento del personale, che non deve essere visto (e non può esserlo) con la rigidezza di un mansionario, ma con una reale fungibilità dei dipendenti nelle attività necessarie al servizio e con l’obiettivo comune di conservare Agenzie e posti di lavoro; il tema della produttività, intesa come giusto rapporto fra investimenti e ritorni provvisionali.

D.: In questa serie di incontri si è avuta la consapevolezza del grave momento del settore?

R.: Ci troviamo per la prima volta ad avere una delegazione “datoriale” nuova, essendo formata da una associazione che da sola ha approvato l’ultimo CCNL del 2011 e da una associazione nata da poco tempo; il gruppo di lavoro è risultato molto compatto e coerente nelle posizioni espresse. Lavoriamo insieme, e insieme ci esprimiamo. Ad esempio, abbiamo presentato un documento unitario che ha evidenziato i punti sopra ricordati come fondamentali ed abbiamo proposto di inserire un protocollo per l’allineamento fra chi ha applicato o meno le tabelle rinnovate nel 2011, anche se, come detto in precedenza, in realtà Unapass lo ha già applicato ed Anapa è nata recentemente.

D.: E le OO.SS. come hanno recepito questa impostazione tesa al futuro?

R.: Debbo dire che sia negli incontri che nei comunicati rilasciati sembra di riscontrare la consapevolezza del momento difficile che attraversiamo; quando entreremo nel merito dei tre punti di criticità del CCNL – particolarmente su orario di lavoro, rivisitazione coraggiosa dell’inquadramento e produttività – verificheremo se tali sensazioni si concretizzeranno. Del resto, le difficoltà legate all’RCA (scoutistica, comparatori, legiferazione a pioggia) non possono essere sottovalutate da nessuno. Inoltre l’impossibilità di utilizzare al momento le risorse dell’ente bilaterale ENBASS e della Cassa Sanitaria, bloccata da miopi valutazioni di bottega che non tengono conto dei concreti interessi di Agenzie e dipendenti e impediscono la costituzione delle strutture per farla funzionare, sono un altro degli ostacoli da superare nel più breve tempo possibile. Anche questo fa parte della partita contrattuale.

D.: Anche se è difficile fare previsioni, quali sono i tempi prevedibili?

R.: Non si può rispondere a questa domanda se non ricordando che essi dipendono anche da alcuni fattori esterni: la trattativa con l’ANIA può modificare l’assetto del mercato, la evidente deregolamentazione lasciata ai siti comparatori può pesare sulle entrate delle Agenzie, la spinta verso una “digitalizzazione legislativa” può richiedere alle Agenzie una virata verso il servizio ancora più accentuata, la ripresa tanto attesa potrebbe forse pesare positivamente verso la ricerca di tranquillità dei consumatori, etc.

Per quanto riguarda Unapass, la Presidenza e la Giunta seguono passo passo le vertenza e hanno già dimostrato in passato di essere estremamente attente alle attese della categoria, senza cavalcare facili e dannose demagogie ma puntando invece a creare strumenti di crescita, come gli accordi per la defiscalizzazione, per la detassazione e per l’apprendistato che sono da tempo patrimonio della nostra organizzazione.

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2 Comments

  1. Pier said:

    A parole, tutto bene, almeno sembra. Certo che, dopo l’ultimo rinnovo, qualche ragionevole diffidenza è giusto che ci sia venuta. Sarebbe meglio vedere in pratica di quali questioni in concreto si parli quando si dice di una contrattualistica “impostata su flessibilità ed elasticità” perché di una “modernizzazione” non ha bisogno soltanto l’orario di apertura delle ns. agenzie ma l’approccio contrattuale medesimo del CCNL della ns. categoria.
    Per esempio?
    Le agenzie hanno una drammatica esigenza di ridurre i costi anche risparmiando sugli straordinari ma quando si lavora con il pubblico, e con un mestiere come il ns., la durata del lavoro non è sempre esattamente pianificabile a priori: dunque, o si aumenta l’orario di lavoro settimanale oppure si predispongono meccanismi di banca ore con i quali sia possibile compensare le ore in supero all’orario di lavoro con riposi compensativi in periodi di maggiore calma di lavoro.
    Sarebbe anche utile alle agenzie poter assumere impiegati venditori che si possano licenziare a costi contenuti se poi non vendono polizze: oggi tra i giovani sono in tanti ad avere paura di aprire una partita iva e così si fatica a creare una rete di secondo livello nelle ns. agenzie.
    Benissimo “misurarsi con l’impatto della digitalizzazione” ma si sa quanto sia difficile oggi poter essere autorizzati dalle Direzioni Provinciali del Lavoro ad avere un impianto di videosorveglianza per difendersi dalle rapine che subiscono le ns. agenzie? Oppure, di quanto sia assurdamente complicato riuscire a proteggere gli accessi ai locali o ai dati utilizzando con un pratico e sicuro controllo biometrico se di mezzo ci sono le impronte di personale dipendente?
    Infine, pur non approvando il comportamento di SNA beninteso, siamo poi così sicuri che del ns. Ente Bilaterale ENBASS e della Cassa Sanitaria non si possa fare ugualmente senza: piuttosto, a me sembra che di sicuro ci sia che anche questa cosa rappresenta uno dei tanti costi inutili del ns. ultimo CCNL, che sarebbe stato meglio evitare e che le agenzie faticano a sopportare.
    Il sistema agenzia deve badare in concreto alla soddisfazione di tutti i suoi stakeholders e oggi la continuità di impresa rappresenta il principale interesse che è necessario che tutti preliminarmente siano disposti a condividere.
    Pier

  2. Angelo said:

    Le sorti del futuro accordo CCNL dei dipendenti di Agenzia sono legate a doppio filo con il rinnovo dell’accordo ANA degli Agenti. Il riordino del settore assicurativo vale il futuro di un distretto che interessa circa 300.000.
    C’è da vedere se nei fatti i rappresentanti delle compagnie in ANIA saranno in grado di dare seguito responsabilmente alle richieste e alle aspettative degli Agenti e di conseguenza dell’intero settore che attorno alle agenzie gravita, oppure troveranno ancora una volta l’occasione per dimostrare tutta la propria arroganza privilegiando le proprie posizioni di forza a danno degli interessi in gioco che potrebbero pregiudicare definitivamente il futuro dell’intero comparto.

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