«Più chiarezza sulle Società di Mutuo Soccorso», dicono gli agenti

Mutua - Assicurazione sanitaria Imc

Mutua - Assicurazione sanitaria Imc

(di Federica Pezzatti – Plus24)

Società di mutuo soccorso nel mirino degli intermediari: distribuiscono polizze fuori dai controlli

L’accusa è precisa e arriva da un’associazione molto attenta nell’individuare le incongruenze esistenti nella distribuzione assicurativa: è loro la campagna contro i comparatori che ha dato origine a un intervento deciso dell’Authority assicurativa.

Questa volta la Uea (Unione Europa Assicuratori) lancia l’allarme sulle Società di Mutuo Soccorso (Sms), gruppi che operano, secondo Uea, come delle compagnie ma non lo sono e non sono soggette agli stessi vincoli stringenti previsti per le compagnie vigilate Ivass. Ugualmente i promotori mutualistici (soggetti non iscritti al registro unico degli intermediari, Rui) vendono di fatto polizze come gli agenti e i broker, ma non devono rispettare le stesse regole e non sono soggetti alla stessa vigilanza.

Il tutto nasce dal Codice delle Assicurazioni che (articolo 345) ha inserito le Sms tra gli enti esclusi dall’applicazione delle sue norme ponendo però un limite preciso: gli impegni a favore degli iscritti non devono superare i 100mila euro per esercizio, quindi ipotizzando un impegno minimo di 1.000 euro a socio, quale rimborso di spese mediche durante una annualità di esercizio, raggiunto il numero di 100 iscritti la Sms deve fermarsi o trasformarsi in una Mutua assicuratrice, con tutti gli obblighi che competono ad una impresa di assicurazioni ed alla propria rete.

«Ora diventa difficile credere che Sms con centinaia di dipendenti, migliaia di soci promotori (un nuovo genere di intermediari, con elevate provvigioni e al di sopra di ogni controllo) e centinaia di migliaia di assistiti riescano a rispettare il dettato della legge – sottolinea Roberto Conforti, presidente Uea –. C’è un vuoto normativo in questo settore ci sono anche carenze di controllo». Le Sms sono assogettate alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo. E qualora venisse superato il limite dei 100mila euro assunti direttamente con il proprio patrimonio, le Sms diventerebbero, ope legis, imprese di assicurazione – nella forma di Mutue assicuratrici o Cooperative – a Uea pare evidente che anche Ivass debba esercitare dunque una forma di vigilanza.

Per questo Uea chiede al Ministero e al movimento cooperativo che rendano pubblici i controlli e segnala il fenomeno all’Antitrust, alla quale sempre compete la vigilanza sulle pratiche distributive di prodotti e servizi che possano provocare asimmetrie della concorrenza.

A stretto giro di posta ha risposto l’Ansi (Associazione nazionale previdenza integrativa) che richiama l’attenzione sul differente scopo sociale delle mutue e sul rispetto dei controlli che vengono operati da chi di dovere e «desidera ribadire con fermezza, anche in questa occasione, il diritto degli enti mutualistici ad adempiere completamente alle necessità dei cittadini in riferimento alle prestazioni socio sanitarie in virtù delle norme e dei controlli di legge già esistenti e già applicati», spiega in un comunicato l’associazione di rappresentanza.

«Con buona pace di chi sembra solo desiderare di esercitare diritti accampati su un vetusto corporativismo che va proprio in senso contrario della accampata libertà di concorrenza – spiega –, con buona pace di chi ha poco a cuore il diritto alla salute dei propri connazionali, con buona pace di chi esprime tante opinioni non basate su fondamenti giuridici ma, forse, lo fa solo perché non ha interesse ad un vero confronto fondato sulla realtà delle leggi, dei diritti e della concorrenza». Vedremo se la nuova campagna farà più chiarezza nel settore strategico in un mondo sempre più vecchio e bisognoso di cure.

Società mutuo soccorso (Plus24 02.04.2016) Imc

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