Polizze di Tutela legale più che triplicate dal 2000 ad oggi

Contratto - Firma - Giudizio Imc

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Secondo DAS, che ha analizzato i dati del settore in occasione dei suoi 60 anni di attività, la raccolta premi del comparto sul mercato italiano è passata dai 126 milioni di Euro del 2000 ai 417 milioni del 2017. E nei primi nove mesi del 2018 la raccolta è ancora in crescita: +5,8% a 304 milioni

Tra il 2000 e il 2017 il mercato italiano delle polizze di Tutela legale è più che triplicato, con una raccolta premi cresciuta da 126 a 417 milioni di Euro, pari a circa il 5% della raccolta complessiva realizzata dalle compagnie assicurative in Europa. E i primi nove mesi del 2018 segnano ancora una crescita del 5,8% (a 304 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2017. Lo scenario di un settore in costante sviluppo è stato tracciato da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata proprio nella Tutela legale, in occasione dei suoi 60 anni di attività nel nostro Paese.

Le polizze di Tutela legale, ricorda la compagnia, “rimborsano il costo dell’avvocato in eventuali cause di lavoro, per incidenti legati alla mobilità, liti condominiali, truffe subite nell’acquisto di prodotti e servizi e molte altre situazioni in cui è necessario far valere le proprie ragioni davanti a un giudice”.

In Germania, dove circa una famiglia su due (40%) ha sottoscritto una polizza di Tutela legale, la raccolta di premi lordi nel 2016 è stata di 3,48 miliardi di Euro, poco meno della metà dell’intero mercato europeo (43,97%) e il triplo del secondo Paese, la Francia (1,11 miliardi), che ha una quota del 14,76%. Seguono Olanda (7,83%, con una raccolta di 682 milioni), Austria (6,24%, 543 milioni), Svizzera (6,16%, 536,25 milioni), Belgio (5,97%, 519,8 milioni) e Gran Bretagna (5,35%, 483,1 milioni).

“Anche le piccole e medie imprese italiane – ha spiegato Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – possono beneficiare delle assicurazioni di tutela legale. Le nostre aziende sono quotidianamente esposte a rischi di natura legale, sia in ambito penale e amministrativo, ad esempio per presunte violazioni collegate alle normative vigenti, sia in ambito civile. Esistono polizze personalizzate per target specifici: per l’artigiano, per le figure apicali d’azienda, per i liberi professionisti, per l’impresa agricola o quella edile, per gli alberghi, per il condominio, per la scuola piuttosto che per le associazioni”.

Secondo i dati analizzati da DAS, nel 2016 l’Austria è stato il Paese con il più elevato tasso di penetrazione delle assicurazioni di Tutela legale (0,1565%), misurato come rapporto tra premi lordi e PIL, superando Belgio (0,1234%), Germania (0,1223%), Olanda (0,0989%), e Svizzera (0,0903%), realtà dove questo mercato è più maturo che altrove. L’Italia presenta un tasso di penetrazione (0,0248%) inferiore alla media dei Paesi analizzati (0,0357%), anche se superiore a quello di Grecia (0,0195%), Regno Unito (0,0205%) e Giappone (0,0145%).

“Una maggiore diffusione dell’assicurazione di tutela legale – ha concluso Grasso – porterebbe numerosi vantaggi anche per l’intero sistema giudiziario italiano. Una conoscenza più approfondita delle nozioni di diritto, accompagnata dall’attività di consulenza e assistenza legale delle compagnie potrebbero, secondo alcune stime, ridurre dal 10 al 30% il contenzioso civile nel nostro Paese”.

DAS ha rilevato inoltre che nel 2016 in Europa gli svizzeri hanno speso mediamente più degli altri in questo genere di polizze (64,40 Euro pro capite), seguiti da austriaci (62,49 Euro) e tedeschi (46,59 Euro). Al quarto posto il Belgio (45,95 Euro), dove si è speso poco più che in Lussemburgo (42,25) e Olanda (40,17), mentre decisamente più staccata è la Francia (19,25 Euro). In Italia, dove questa copertura è venduta prevalentemente in abbinamento alla Rc auto, il premio pro capite è di soli 6,78 Euro. A mostrare maggiore interesse verso questo tipo di polizze sono gli abitanti dell’Alto Adige, più vicini alla cultura tedesca.

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