POLIZZE DORMIENTI: INTERROGAZIONE DI LANNUTTI E FLERES

I due senatori chiedono spiegazioni al ministro dell’economia e delle finanze su un caso che ha riguardato alcuni risparmiatori e  Intesa Sanpaolo Vita. 

I senatori Elio Lannutti (nella foto) e Salvo Fleres hanno presentato una interrogazione al ministro dell’economia e delle finanze, Vittorio Grilli, con riferimento al risarcimento per i risparmiatori che hanno subìto danni da investimenti sul mercato finanziario. I senatori prendono spunto da un episodio che vede coinvolta Intesa Sanpaolo.

«Il signor A.U.», si legge nell’interrogazione, «stipulava nel dicembre 2003 presso la banca Intesa Sanpaolo, agenzia 4, di Catania una polizza “Intesa vita intera” per un importo di 10.310 euro con addebito in conto corrente, nominando come beneficiari la moglie e il figlio; nel 2004 il signor A.U. decideva di fare un versamento aggiuntivo sulla stessa polizza per un totale versato di 60.085 euro; in data 22 dicembre 2009 il signor A.U. veniva a mancare. Nel gennaio 2010 la moglie e il figlio si sono presentati presso la banca comunicando al funzionario preposto di voler effettuare l’apertura di un nuovo conto corrente intestato a loro due, comunicando di voler volturare tutti gli investimenti e le utenze nel nuovo conto, lasciando il conto cointestato con il de cuius sempre aperto, in attesa di presentare la dichiarazione di successione; nel marzo 2012 si sono recati in banca per chiudere il vecchio conto cointestato con il de cuius, ma è stato loro comunicato che il conto non poteva essere chiuso poiché sullo stesso è agganciata la polizza sottoscritta dal signor A. U., deceduto; a questo punto l’addetto della banca li ha invitati a presentare una richiesta di rimborso per la polizza di cui sono i legittimi beneficiari ed eredi, corredata dalla documentazione necessaria (certificato di morte, dichiarazione di successione, atto notorio); gli interessati hanno provveduto a depositare all’ufficio competente quanto richiesto; a distanza di circa 30 giorni dalla presentazione della richiesta di liquidazione del defunto hanno ricevuto una lettera da Intesa Sanpaolo Vita SpA in cui si comunica di non poter procedere alla liquidazione della polizza poiché sono trascorsi i tempi tecnici previsti per regolamento (2 anni) come da decreto-legge; in particolare la banca li ha informati che, ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 266 del 2005 (istitutiva dei Fondo finalizzato ad indennizzare i risparmiatori che hanno subito danni da investimenti sul mercato finanziario) come modificata dal decreto-legge n. 134 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 166 del 2008 e dal successivo decreto-legge n. 40 del 2010, le imprese di assicurazione devono obbligatoriamente devolvere al Fondo gli importi dovuti ai beneficiari dei contratti di assicurazione che non siano reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto, come individuato dall’art. 2952, secondo comma, del codice civile».

Lannutti e Fleres hanno chiesto al ministro dell’economia e delle finanze «se al Governo risulti, per quanto di competenza, che la banca abbia provveduto ad informare a tempo debito gli interessati delle modifiche normative relative al trattamento della polizza assicurativa, nel pieno rispetto delle regole di trasparenza; se nella vicenda richiamata, in cui i titolari della polizza vita sono stati privati di un loro diritto, non si configuri un vero e proprio esproprio del risparmio privato e, in caso affermativo, quali iniziative legislative intenda assumere al fine di modificare la disciplina vigente nel senso auspicato dall’interrogante;  quale sia l’esatto ammontare del Fondo finalizzato ad indennizzare i risparmiatori che hanno subito danni da investimenti sul mercato finanziario e quali siano le destinazioni per risarcire le vittime di frodi e truffe finanziarie».

Redazione – Intermedia Channel

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