Polizze e fondi a caccia di attuari

Attuari - Calcoli - Statistiche Imc

Attuari - Calcoli - Statistiche Imc

(di Enzo Riboni – Corriere della Sera)

La professione cresce del 6% l’anno e la domanda delle aziende supera le candidature

Quante sono le categorie professionali che prevedono una crescita del numero totale dei loro addetti del 6% all’anno nei prossimi cinque anni?

Probabilmente una sola, quella degli “attuari”. Nome e professione poco conosciuti, promessa di piena occupazione, assunzioni immediate post laurea e retribuzioni iniziali sopra la media. È questa l’attraente prospettiva per chi entra in una categoria di esperti sempre più indispensabili ad assicurazioni, istituti previdenziali, banche, enti pubblici e aziende di ogni tipo. Quelli che costruiscono prodotti finanziari e assicurativi e ne stimano i rischi, veri e propri valutatori di fenomeni economici regolati dall’incertezza, come le tariffe delle assicurazioni, l’equilibrio tecnico dei Fondi pensione, il risk management delle aziende non finanziarie.

Tradotta in numeri, quella crescita di addetti prevista al tasso annuo del 6%, vuol dire 300 attuari in più entro il 2020. Sembra poca cosa, ma va notato che, per ora, si tratta di una professione di pochi specialisti: solo 920 gli iscritti all’Albo, condizione indispensabile per esercitare l’attività di attuario. Il bisogno di queste figure, però, già oggi è molto più alto e da subito ne servirebbero almeno altrettanti degli attuali 920 che università ed Esame di Stato riescono a sfornare in questi anni. «La domanda più consistente verrà dalle assicurazioni a causa del prossimo avvento, al primo gennaio 2016, della direttiva europea Solvency II — chiarisce Giampaolo Crenca, presidente del Consiglio nazionale degli attuariche stabilisce una serie di regole per migliorare la sicurezza delle imprese di assicurazione e che, di conseguenza, richiederà più attuari per farne fronte. Altra forte richiesta viene dai fondi pensione e da quelli sanitari, dal settore finanziario soprattutto dalle banche e dalle imprese per le attività di risk management».

Oltre all’inserimento nelle aziende come dipendenti, un’altra chance per gli attuari è quella della libera professione — oggi svolta dal 15% degli abilitati — che realizza, per esempio, consulenze tecniche a tribunali e preture.

La via per diventare attuari passa obbligatoriamente per una laurea in Finanza (Lm16), Scienze statistiche, attuariali e finanziarie (Lm83), Scienze statistiche (Lm82), classi presenti in tutta Italia (Ancona, Bari, Benevento, Bologna, Firenze, Fisciano (Salerno), Foggia, Lecce, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Rimini, Rende (Calabria), Roma, Siena, Teramo, Torino, Trento, Trieste, Verona).

E per chi pensa che la professione, che richiede competenze matematiche e statistiche, sia di stretta connotazione maschile deve ricredersi: già oggi le donne sono il 42% ma il loro peso è in sensibile crescita.

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