POLIZZE INDEX LINKED: UNA ORDINANZA A TREVISO DA’ RAGIONE A CONFCONSUMATORI

Se la polizza è legata all’andamento di titoli e non garantisce la restituzione del capitale non è un’assicurazione ma un’operazione finanziaria

ConfconsumatoriUna polizza assicurativa non può essere soggetta all’andamento di titoli finanziari. A confermare questo principio è stata una ordinanza favorevole a Confconsumatori per un 40enne residente a Castelfranco Veneto (TV), che aveva investito 5.000 Euro in una polizza assicurativa sulla vita, denominata “Ergo”, collegata ad obbligazioni islandesi. Nei giorni scorsi il Tribunale di Treviso ha infatti condannato la compagnia assicuratrice alla restituzione del capitale versato, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi e alle spese.

L’investimento – si legge in una nota – era stato effettuato tramite una polizza assicurativa index linked connessa ad obbligazioni islandesi; per il Tribunale di Treviso, però, se una polizza vita è garantita da bond, al cui andamento è legata anche la rivalutazione del premio, si tratta “non di un contratto assicurativo, né di un’assicurazione sulla vita, ma di una vera e propria operazione finanziaria, analoga agli investimenti in azioni o obbligazioni”. Di qui per il Tribunale la necessità di applicare le norme del TUF (d.lgs. n. 58/98), primo fra tutti l’art. 23 che impone la stipulazione per iscritto del contratto generale d’investimento, in mancanza del quale lo stesso e l’operazione devono essere dichiarati nulli.

La particolarità del provvedimento – segnala con soddisfazione Federconsumatori – sta anche nella circostanza che la condanna sia contenuta in un’ordinanza ottenuta in pochissimo tempo (circa quattro mesi) alla fine del procedimento sommario di cognizione, introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69.

«Una decisione importantissima – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio l’investitore –. La stessa, benché vi siano provvedimenti di segno opposto, costituisce, un’ulteriore conferma di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, per il quale queste polizze vita c.d. index linked sono vere e proprie forme assicurative solo quando garantiscono la restituzione del capitale. Quando invece il rimborso è subordinato all’andamento del titolo siamo al cospetto di veri e propri investimenti finanziari soggetti, come tali, alle disposizioni in materia. Il che, del resto è stato recentemente affermato anche dalla Suprema Corte con una sentenza (n. 6061/12) purtroppo dimenticata da giudici, che hanno pronunciato sentenze di segno opposto».

Per Mara Colla, presidente dell’associazione, «gli acquirenti di queste false polizze vita – false perché veri e propri investimenti finanziari con i relativi rischi – devono sapere che oggi vi sono diverse possibilità di recupero dei denari investiti e finiti male”.

Ordinanza del Tribunale di Treviso – Sezione seconda civile

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