Polizze: Intesa contro Poste, questione di Vita

Nicola Maria Fioravanti (2) Imc

Nicola Maria Fioravanti (2) Imc

(di Alessandra Puato – Corriere Economia)

Il gruppo bancario vuole crescere nelle assicurazioni. E raddoppia sui Danni con le scatole nere, anche in casa. Fioravanti, amministratore delegato della divisione Insurance: «Unipol e Generali non hanno il nostro modello integrato»

Più concorrenza alle Poste sulle polizze vita. E obiettivo di raddoppio sul ramo danni, con prodotti più legati a tecnologie web e scatole nere. Black box non solo per l’auto, ma anche per la casa: appese al muro, rilevano ciò che d’inconsueto accade nell’abitazione e chiamano subito l’idraulico o il fabbro in caso d’allagamento per esempio, o di furto. Con rimborsi rapidi, nel caso.

Intesa Sanpaolo rilancia sulla bancassicurazione e incassa i risultati della recente divisione Insurance, che confermano la leadership del gruppo bancario guidato da Carlo Messina nelle polizze vita, primo nel semestre con il 15% del mercato sopra Generali (9,4%) e Poste Vita (10,5%). È un segno dei tempi, mentre le compagnie studiano prodotti legati a Internet per profilare le polizze sui clienti virtuosi. E cercano investimenti alternativi ai titoli di Stato per trattenere i risparmiatori.

Nuovi obiettivi

Nei nove mesi i ricavi (intesi come proventi della gestione assicurativa) di Intesa Insurance sono aumentati del 4% a 973 milioni. «Una crescita importante, visto l’incremento già messo a segno nel 2015», dice l’amministratore delegato Nicola Fioravanti (nella foto), alla guida della divisione da un anno. Di questi, 890,6 milioni vengono da Vita e Previdenza e 82,5 milioni dal ramo Danni. La raccolta lorda è scesa del 9% a 17,9 miliardi (15,3 miliardi la raccolta premi di Poste Vita nei nove mesi, +6%). Ma l’utile netto è stato di 578,2 milioni, in salita del 2% rispetto ai nove mesi dello scorso anno. «Copre il 25% dell’utile netto di tutto il gruppo Intesa — dice Fioravanti —. Dimostra il rilievo del settore assicurativo, nonostante il difficile scenario». Ma la vera spinta è sul ramo Danni.

«È il motore di crescita del nostro piano d’impresa dei prossimi tre anni — dice il manager —. A metà giugno raccoglieva circa 200 milioni, dovremmo chiudere il 2016 a 400 milioni. È il doppio del 2014, grande crescita in due anni considerato l’andamento del mercato» (-9% nel semestre la raccolta totale Rc auto, dati Ania, contro il +4% di Intesa Assicura). L’offerta si è allargata dall’auto (dove tutte le polizze di Intesa sono abbinate alla scatola nera che registra lo stile di guida) a casa, salute e polizze multirischio per le imprese commerciali e agricole.

«Sui Danni siamo ancora piccoli — dice Fioravanti — ma vogliamo crescere molto. I big Generali e Unipol non hanno la bancassicurazione. Siamo gli unici a modello integrato, non abbiamo dispersione di valore per le commissioni ai venditori. Useremo la black box anche su case e salute».

Altra leva è la gestione previdenziale dove nei nove mesi Intesa Insurance dichiara una crescita del 90% di nuove adesioni a circa 4 miliardi di euro di raccolta. «Stiamo lavorando sulla previdenza collettiva, gli accordi con le imprese», dice Fioravanti. Contando anche sulla possibilità di esenzione fiscale prevista dalla bozza di legge di Stabilità 2017.

La divisione Insurance di Intesa è nata due anni fa con 680 persone, oggi sono 730. Ha sedi a Torino, Milano, Roma e Dublino, 11 milioni di clienti servibili (solo il 5% per ora nel ramo danni) e raduna cinque società: Intesa Sanpaolo Vita (polizze vita), Intesa Assicura (danni), Intesa Life (di diritto internazionale per le polizze di ramo terzo come unit o index linked) e Intesa Smart Care, servizi d’innovazione in supporto al ramo danni, in sviluppo quest’anno.

La raccolta della sola Intesa Vita è stata in calo nei nove mesi: -19% quella lorda a 8,5 miliardi e -26% quella netta a 2 miliardi. «Ma è la raccolta netta di divisione che va guardata e ciò significa che in questi nove mesi complicati abbiamo avuto 7,5 miliardi in più di risparmio degli italiani sui prodotti vita», dice Fioravanti.

Le polizze multiramo a capitale garantito diminuiscono, mentre le unit linked e le index aumentano.

«Ci siamo spostati sul ramo terzo dove il nostro concorrente Poste è più scoperto — dice il manager —. Lavoriamo su questi prodotti con un meccanismo di protezione. Nel 2017 vogliamo mantenere la leadership nel ramo Vita».

L’alternativa ai Bot

Nei primi sei mesi 2016, dicono i dati dell’azienda e di Iama, Intesa Insurance ha battuto il mercato con il ramo terzo (+1% contro -18%). Ma ha perso nel Vita (-14% contro +4%).

Quanto agli investimenti, è caccia al rendimento senza troppi rischi. «Da due anni abbiamo diversificato su fondi di private equity e immobiliari — dice Fioravanti —. Ma con prudenza, con doppio esame del Comitato investimenti alternativi. Investiamo così il 2% del capitale in gestione nel Vita, avremo circa due miliardi di impegni a fine anno. L’obiettivo è tre miliardi nel 2017. C’è spazio per crescere».

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