Polizze, lo scatto dell’Italia digitale

Digitalizzazione - Insurance of Things Imc

Digitalizzazione - Insurance of Things Imc

(di Roberto E. Bagnoli – Corriere Economia)

Una ricerca di Accenture sul rapporto sempre più stretto tra assicurazioni ed economia 2.0. A sorpresa le compagnie di casa sono all’avanguardia nell’uso dei Big data per mettere il cliente al centro delle strategie e nel proporre soluzioni legate all’Internet delle cose

Le assicurazioni italiane accelerano sulla strada della digitalizzazione. Accusato spesso di essere statico e scarsamente innovativo, il mercato nazionale delle polizze è in prima fila in questa rivoluzione tecnologica. Se nel 2015 il 37% delle imprese ha lanciato offerte legate a dispositivi mobili per il controllo dello stato di salute della persona, come gli smart watch, in Italia la percentuale è salita al 44%. E con circa quattro milioni di dispositivi installati, il nostro paese mondiale è leader mondiale nella diffusione della scatola nera che rileva il comportamento alla guida di un veicolo. Sono le indicazioni che emergono da uno studio di Accenture sui principali mercati assicurativi mondiali.

Trend

«Il rapporto ha evidenziato una netta accelerazione delle strategie di trasformazione digitale — sottolinea Massimiliano Livi, Managing director per il settore assicurativo di Accenture — che puntano a migliorare la conoscenza del cliente e incrementare la crescita dei ricavi attraverso l’adozione sempre più diffusa di tecnologie legate all’Iot (Internet of things, cioè delle cose), che consente di creare nuovi servizi con l’utilizzo dei dati forniti dai dispositivi connessi alla reti».

Lo scenario è in forte evoluzione. «Rispetto all’edizione dello scorso anno, a livello mondiale le compagnie sono passate dalla pianificazione all’esecuzione dei progetti — sottolinea Livi —. Su questo fronte l’Italia è più avanti su numerosi aspetti: più iniziative speciali, più progetti, un utilizzo più completo dei dati per porre sempre più il cliente al centro delle strategie delle compagnie».

Quali sono le ragioni per cui nella rivoluzione digitale del settore assicurativo l’Italia è fra i paesi all’avanguardia a livello mondiale? «In primo luogo l’elevata diffusione e capacità di utilizzo da parte dei clienti dei nuovi strumenti di comunicazione, in particolare gli smartphone — risponde Livi —. Il primato mondiale nella diffusione delle scatole nere, inoltre, ha permesso alle compagnie di comprendere il valore aggiunto che esse possono fornire, scoprendo per esempio come guida il proprio cliente, e di allargare l’applicazione ad altri ambiti, come casa e salute. Alcuni modelli di utilizzo dei dati elaborati in Italia sono stati esportati in altri mercati, com’è avvenuto per esempio con il sistema di quotazione veloce introdotta da Allianz Italia, che il colosso tedesco ha lanciato poi in altri paesi».

Sviluppo Internet delle Cose (Studio Accenture - Immagine Corriere Economia)

Analisi

In base all’indagine, la presentazione di prodotti e servizi basati sull’Internet delle cose è fra le priorità d’investimento per gli assicuratori insieme al potenziamento delle funzionalità in termini di dati e analisi. Circa la metà delle compagnie ha già lanciato o sta sperimentando progetti in cui si utilizzano strumenti per l’analisi dei Big Data (cioè un’enorme mole di informazioni non strutturate, come quelle fornite dalla scatola nera installata su una vettura) e il 58% degli assicuratori a livello mondiale (69% in Italia) ritiene che sia prioritario utilizzare l’analisi dei bisogni dei clienti durante la fase di vendita.

«La capacità di ricavare informazioni dai Big data permette una profilazione del cliente — sostiene Livi — Quindi i prodotti possono essere tagliati sulle sue precise esigenze anche del momento, secondo una logica «pay per use», cioè di pagamento in base all’effettivo utilizzo. Negli Stati Uniti, per esempio, Uber, la società che con il sharing fa concorrenza ai taxisti, ha fatto un’alleanza con la compagnia Metromile, che ha realizzato una polizza ad hoc per quando l’autista è in servizio e ha un cliente a bordo, con un sistema interamente gestito mediante smartphone e app. Anche in Italia esistono polizze pay per use per coprire specifici e momentanei bisogni».

Più della metà degli assicuratori ha dichiarato di prevedere l’attivazione nel prossimo triennio di un processo di vendita totalmente digitale, mentre attualmente solo uno su quattro ne è dotato. Circa la metà delle compagnie, comunque, ha dichiarato che continueranno ad assegnare il cliente a un agente anche per le polizze vendute on line. Secondo lo studio di Accenture, la rivoluzione digitale consentirà alle imprese assicuratrici di aumentare notevolmente i momenti di contatto con il cliente, che attualmente sono in media uno-due all’anno. L’indagine ha coinvolto oltre quattrocento top manager in Europa, Asia, Nord America e America latina.

Related posts

Top