Polizze vita Crédit Suisse, nuova Falciani

Credit Suisse (Foto Fabrice Coffrini/AFP/Getty Images) Imc

Credit Suisse (Foto Fabrice Coffrini/AFP/Getty Images) Imc

(Autore: Cristina Bartelli – ItaliaOggi)

L’istituto di credito avrebbe condotto un’indagine interna per ricostruire la vicenda. L’elenco dei clienti italiani frutto di un furto di dati

La lista delle polizze vita Crédit Suisse è un nuovo caso Falciani. A queste conclusioni, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sarebbe giunto l’istituto finanziario elvetico che, in risposta alle indagini della procura di Milano di dicembre, che hanno portato alla perquisizione negli uffici lombardi della banca elvetica e della acquisizione di documenti relativi a un migliaio di clienti, avrebbe presentato una legai opinion sulla vicenda. Nel documento emergerebbe che i nomi dei clienti italiani, possessori di polizze vita, sarebbero stati sottratti o rubati da un qualche dipendente della banca. Il tassello non è di poco conto e, laddove fosse confermato, getterebbe una nuova luce sulla vicenda in merito soprattutto all’utilizzabilità da parte delle autorità italiane di documenti acquisiti in maniera illegale, frutto cioè di un reato.

A dicembre, la guardia di finanza ha condotto perquisizioni negli uffici di Milano, all’interno di un’indagine relativa alla filiale nelle Bermuda della banca elvetica, in merito ai possibili aiuti dati a cittadini italiani nell’utilizzare lo strumento della polizza vita a fini elusivi. L’indagine riguarderebbe circa 1.000 italiani accusati di evasione fiscale per complessivi 8 miliardi di euro. Gli avvisi, notificati dall’Agenzia delle entrate, fanno riferimento alle contestazioni sui contratti di assicurazione sulla vita emessi da Crédit Suisse Bermuda che per il fisco devono essere riqualificati in gestioni patrimoniali. E questo sulla base di specifiche procure rilasciate dalla compagnia assicurativa ai sottoscrittori delle polizze per impartire istruzioni al gestore e alla banca depositaria sulle singole operazioni di acquisto/vendita dei titoli sottostanti alle posizioni assicurative in parola.

Il considerare l’origine dei dati illecita rischia di far scricchiolare l’impianto dell’indagine. Il caso illustre simile è quello della lista Falciani, una lista con nominativi, anche di contribuenti italiani, sottratta da un dipendente di una banca svizzera e consegnato alle autorità parigine. Ebbene, in quel caso, la soluzione è ancora pendente davanti alla Corte di cassazione posto che la giurisprudenza delle commissioni tributarie si è a dir poco spaccata sull’utilizzabilità o meno ai fini delle verifiche fiscali dei dati di provenienza illecita. L’ordinamento italiano infatti non prevederebbe questa ipotesi, a questione esaminata dai giudici tributari ha portato a esiti tutt’altro che conformi tant’è che, nell’aprile 2014, rispondendo a un question time alla camera, il governo ha riconosciuto gli esiti fortemente divergenti della giurisprudenza e l’attesa di una pronuncia della Corte di cassazione che metta un punto interpretativo sulla questione attinente l’utilizzo, ai fini fiscali, dei dati dei contribuenti italiani detentori di attività finanziarie contenuti nella Lista Falciani da parte dell’Agenzia delle entrate, nonché le entrate derivanti dall’attività di accertamento delle imposte evase e delle sanzioni irrogate.

Related posts

Top