Polizze Vita dormienti, IVASS rileva 124.000 nuovi decessi

Polizze dormienti - Sveglia (Foto Pexels) Imc

Polizze dormienti - Sveglia (Foto Pexels) Imc

L’Istituto ha richiesto che le imprese riferiscano sui pagamenti entro maggio 2019

Attraverso una lettera al mercato diffusa nella giornata di oggi alle compagnie assicurative (con sede in Italia o con rappresentanze nel nostro Paese) operanti nei rami Vita, l’IVASS ha comunicato gli esiti delle verifiche sui codici fiscali di assicurati potenzialmente dormienti.

L’Istituto fa riferimento ad una precedente lettera (dello scorso 3 settembre), nella quale ha chiesto nuovi elenchi dei codici fiscali degli assicurati di polizze Vita potenzialmente dormienti al fine di accertare, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e attraverso un incrocio con le informazioni dell’Anagrafe Tributaria, l’eventuale decesso degli assicurati e la relativa data.

Questi elenchi, sottolinea l’IVASS, riguardavano:

  • codici fiscali corretti relativi a quelli che, sulla base del precedente incrocio effettuato a marzo 2018 con l’Anagrafe Tributaria, erano risultati errati o inesistenti;
  • codici fiscali delle polizze che, alla data del 31 maggio 2018, risultavano ancora come “residue” (circa 900.000);
  • codici fiscali degli assicurati i cui contratti sono scaduti nel quinquennio 2001-2006 e nel 2017 che non sono stati liquidati e per i quali le imprese non avevano certezza della esistenza in vita degli assicurati alla scadenza contrattuale o alla data di sospensione dei premi.

Una volta ultimato l’incrocio sono stati rilevati circa 124.000 decessi. I risultati, evidenziano ancora dall’Istituto, sono stati restituiti nei giorni scorsi a ciascuna impresa, in modo da consentire ad ognuna di loro di verificare le polizze effettivamente dormienti, per le quali l’evento assicurato ricade nel periodo di validità della polizza, avviare la ricerca dei relativi beneficiari e procedere alla liquidazione delle somme spettanti.

Per permettere all’IVASS di seguire l’evoluzione del fenomeno, nella lettera viene inoltre chiesto alle imprese di fornire entro il 15 maggio 2019 un aggiornamento sulla attività di liquidazione delle polizze.

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