Poste svela il riassetto dei vertici

Poste Italiane - Ufficio postale Imc

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(di Laura Serafini – Il Sole 24 Ore)

Domani l’assemblea del gruppo nominerà gli amministratori e il nuovo consiglio darà le deleghe di ceo a Del Fante. Per Poste Vita si va verso la nomina di Farina alla presidenza mentre la ricerca dell’ad è in corso. Tra i primi dossier che Del Fante si troverà ad esaminare ci sarà il perfezionamento della cessione di Mcc-Banca del Mezzogiorno a Invitalia

L’assemblea di Poste Italiane nominerà domani il nuovo board che a sua volta, sempre in giornata, delegherà il nuovo amministratore delegato Matteo Del Fante. L’appuntamento è atteso perchè con il suo arrivo il nuovo manager dovrà sciogliere una serie di importanti incognite che riguardano il futuro della società. E la redditività per gli azionisti. Il titolo continua a galleggiare poco sopra i 6 euro, a conferma del fatto che il mercato aspetta di capire quale strada imboccherà il gruppo dei recapiti. La strategia alla base del precedente piano industriale verrà confermata? Saranno decise svalutazioni sul bilancio 2017 e queste avranno impatto sulla politica dei dividendi? Qualche risposta Del Fante agli investitori dovrà cominciare a darla presto.

Nel frattempo cominciano a delinearsi le prime nomine interne al gruppo. L’assemblea sancirà il passaggio di consegne tra la presidente uscente, Luisa Todini, e la nuova presidente, Maria Bianca Farina, che è già presente nel gruppo in quanto ad di Poste Vita. Lo scenario che si profila è la nomina della Farina anche alla presidenza della società assicurativa del gruppo, in occasione dell’assemblea per il rinnovo del vertice che dovrebbe essere anticipata rispetto alla scadenza di agosto. La ricerca del nuovo ad di Poste Vita sarebbe invece ancora in corso, e la scelta verrebbe condivisa tra Farina e Del Fante. La nuova presidente di Poste Italiane dovrebbe mantenere anche l’incarico alla presidenza dell’Ania.

La prima riunione del nuovo cda, oltre a quella di domani convocata per l’assegnazione delle deleghe, dovrebbe tenersi entro la prima metà di maggio. Tra i primi dossier che Del Fante si troverà ad esaminare ci sarà il perfezionamento della cessione di Mcc-Banca del Mezzogiorno a Invitalia. L’ad uscente, Francesco Caio, ha portato all’esame del board la cessione per un valore di 390 milioni di euro, determinando una minusvalenza di 40 milioni di euro. Il deal è soggetto all’autorizzazione della Banca d’Italia (e della Bce, che vigila su Invitalia) e sarà formalizzato entro fine maggio. Nelle prossime settimane dovrà però tenersi l’assemblea di Mcc-Banca del Mezzogiorno per approvare una (consistente) riduzione del capitale, come chiesto da Invitalia in base agli accordi sottoscritti. L’operazione si renderebbe necessaria perchè la banca risulta essere eccessivamente capitalizzata (avrebbe un Cet1 ben superiore al 20%). A valle degli aggiustamenti di prezzo e dei conguagli l’incasso effettivo per Poste dovrebbe essere sensibilmente inferiore a 200 milioni di euro.

L’uscita di Mcc-Banca del Mezzogiorno dal perimetro rappresenta comunque un passaggio importante non soltanto per la società dei recapiti, visto che non faceva parte del core business. È uno step significativo anche per il probabile futuro spostamento della quota residua di Poste di proprietà del ministero dell’Economia alla Cassa depositi, nell’ambito del riassetto che potrebbe portare al trasferimento di tutte le partecipazioni quotate del Mef alla Cdp e poi all’apertura del capitale di quest’ultima. L’uscita della banca dal perimetro di Poste eviterà che Cdp, una volta ottenuto tutto il 65% del capitale e anche la governance sulla società, ricada nella categoria di conglomerato finanziario e si renda necessario, in base ai requisiti richiesti da Basilea, un assorbimento di capitale molto più consistente rispetto a quello richiesto per le partecipazioni industriali.

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