PRESIDENTI DI GRUPPO: DUE GIORNATE PER FARE IL PUNTO SUL DECRETO

Il comitato Gaa in seno allo Sna si riunirà venerdì prossimo.  Mercoledì 8 sarà la volta del Focus Group organizzato da Unapass. E intanto gli agenti aspettano risposte…

Sono giornate frenetiche, queste, per i presidenti dei gruppi aziendali agenti, alle prese soprattutto con gli adempimenti di informativa in materia Rc auto strettamente legati al tanto discusso art. 34 del decreto legislativo del 24 gennaio scorso.

Due incontri, previsti per i prossimi giorni, dovrebbero aiutare a capire come districarsi da questo ginepraio rappresentato da un articolo che, diciamolo francamente, va modificato. O quantomeno chiarito. Anche perché, al di là del fatto di curare gli interessi del consumatore, su cui gli agenti comunque prestano la massima attenzione, le sanzioni previste non sono irrisorie. L’articolo è alquanto generico e nella fattispecie non chiarisce un bel nulla: «Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al comma 1 (l’intermediario è tenuto a informare il cliente sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie non appartenenti agli stessi gruppi, ndr) comporta l’irrogazione da parte dell’Isvap a carico della compagnia che ha conferito il mandato all’agente, che risponde in solido con questo, in una misura non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 100.000». Secondo quale criterio, poi, l’intermediario sceglie i preventivi da sottoporre al cliente? E quale modulo far firmare per evitare che il contratto sia nullo? Sono le principali domande che ci si pone…

Insomma sono interrogativi su cui gli addetti ai lavori stanno lavorando per dare una risposta. I presidenti di gruppo rimangono in attesa, fra estenuanti richieste di chiarimento con i vertici delle direzioni delle compagnie e disposizioni impartite dai sindacati di categoria. La preoccupazione degli iscritti alle rappresentanze agenziali cresce. E molti preferiscono rimanere alla finestra: non sono pochi, infatti, gli intermediari che non hanno minimamente preso in considerazione questo provvedimento e che continuano, nel dubbio, a svolgere l’attività agenziale come se niente fosse accaduto. Rischiando. Proprio per questo è urgente chiarire al più presto la questione.

Due incontri, dicevo. Organizzati da Sna e Unapass.

Il primo è in programma venerdì 3 febbraio e non è altro che la convocazione del comitato dei gruppi aziendali in seno allo Sna. Avrà inizio alle ore 10,30 presso la sede del sindacato in via Lanzone 2 a Milano e vedrà la presenza anche del presidente nazionale Claudio Demozzi. Dal momento che diverse compagnie stanno interpretando a proprio modo il decreto impartendo alle rispettive reti delle specifiche disposizioni che non collimano tra loro, il presidente del comitato dei Gaa, Tonino Rosato ha invitato i presidenti a mettere a disposizione una copia delle comunicazioni inviate dalle imprese alla rete agenziale, che potrà essere utile anche al dibattito.

L’altro appuntamento è in programma mercoledì prossimo 8 febbraio a Roma, dove l’Unapass ha convocato il Focus Group dei presidenti presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. All’incontro, che si terrà dalle ore 9,30 alle 13,30, hanno già aderito quasi 30 fra presidenti e rappresentanti di gruppo.   Nell’occasione saranno presenti anche senatori e parlamentari, nonché alcuni rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni dei consumatori. Il sindacato presieduto da Massimo Congiu ha anche invitato tutti gli intermediari ad aderire all’iniziativa FERMO AGENZIA: “L’8 Febbraio 2012 Fermiamoci, per Ascoltare e per Farci Sentire!” Unapass tiene a precisare che non si tratta di un vero e proprio sciopero, ma solo un modo di sensibilizzare (magari spiegandolo anche ai clienti che entrano in agenzia) l’opinione pubblica sui temi assicurativi visti dal punto di vista degli intermediari.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

 

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One Comment;

  1. MONTICELLI MARZIO said:

    Qual è l’obiettivo del legislatore?
    Per Monti una maggiore concorrenza e riduzione del premio, per chi ha fatto questo decreto legge evidentemente no. Confrontiamoci con gli altri paesi europei, le risposte verranno da sole. Al governo Monti manca la possibilità di incidere sui poteri forti?

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