PREVENTIVI RC AUTO: CHIUSA LA PUBBLICA CONSULTAZIONE, SPAZIO AI COMMENTI

Lo schema di regolamento dell'articolo 34

Si dibatte ancora su quello che si poteva fare e su ciò che invece è stato fatto. Adesso si attendono le decisioni dell’Isvap. Sna, Unapass, gruppi aziendali: tutti in attesa e tutti…fiduciosi.

Attesa, speranze, ma anche qualche certezza. Nel day after non si sono ancora spenti i commenti alle osservazioni presentate dai sindacati degli agenti, degli intermediari tutti, dei gruppi aziendali e dei singoli. Il coro è unico: lo schema di regolamento messo in pubblica consultazione dall’Isvap (ieri ultimo giorno per poter presentare le osservazioni) e riferito alla definizione dello standard di modalità operative per l’applicazione delle disposizioni relative all’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto è improponibile. Per mille motivi.

Intermedia Channel ha pubblicato in queste ultime ore, sul sito, le varie osservazioni di Sna, Unapass, 12 presidenti e poi ancora il punto di vista dell’Aiba, del Network degli assicuratori del Pd della Lombardia. Altre ne pubblicherà a breve. Alla casella di posta elettronica dedicata dell’istituto di vigilanza sono arrivate caterve di mail. Molti hanno inviato lo stesso messaggio anche dieci volte, probabilmente con l’intento di protestare e allo stesso tempo intasare la posta elettronica. Una decisione che, a quanto risulta a Intermedia Channel, ha causato una forte irritazione e fastidio ai dirigenti dell’istituto di vigilanza.

LARGO AI COMMENTI – Oggi è il giorno dei commenti. E delle speranze. Ieri, Roberto Salvi (nella foto a destra), presidente del Gaat, è stato ricevuto dall’Isvap. Come è andata? «Abbastanza bene, è stato un incontro proficuo», commenta a Intermedia Channel. «Era un qualcosa che andava fatto. Con chi sta seguendo la questione per conto dell’istituto di vigilanza ho avuto modo di approfondire alcuni passaggi del documento di consultazione e abbiamo avuto modo di parlare degli aspetti tecnici. Alla fine, con una sola parola aggiunta al testo, il Regolamento 49 avrebbe un impatto completamente diverso sugli intermediari. La parola in questione è: “oralmente” da aggiungere al comma 1 dell’ art. 6, dopo le parole “forniscono ai clienti”. Sono estremamente meravigliato e sconcertato dal fatto che una simile proposta, contenuta negli emendamenti che ho presentato ieri (sostenuti dall’esperienza dell’avvocato Rudi Floreani), non sia stata portata avanti dai sindacati. «Uniti», aggiunge Salvi, «i sindacati avrebbero potuto con molta probabilità concretizzare l’ottenimento di questo semplice emendamento. Quali sono le mie sensazioni? Dal colloquio avuto con Isvap ho delle sensazioni positive rispetto a questa richiesta che è apparsa una soluzione possibile e praticabile. Speriamo sia accettata. Qualora non lo fosse rimarrebbe la grande amarezza di una opportunità concreta di soluzione mancata per inerzia di chi avrebbe dovuto pensarci e attivarsi con l’organo di vigilanza, come ha fatto il sottoscritto dopo essermi reso conto nella riunione dei Gaa del 23 che le nostre organizzazioni sindacali non stavano percorrendo la corretta strada».

Salvi è comunque «fiducioso almeno su alcuni punti: sia per quanto riguarda la dilazione dei termini, sia per l’applicazione della disciplina ai soli consumatori. Gli emendamenti presentati sono volutamente semplici, essenziali e concreti poiché ai ridondanti proclami sono spesso seguiti insuccessi clamorosi per la categoria».

Da Salvi a Claudio Demozzi (nella foto a sinistra), presidente dello Sna, peraltro impegnato in queste ore a Gubbio in un esecutivo nazionale che, tra l’altro, discuterà (anche domani) della giornata di lunedì scorso e delle roventi polemiche con i 12 presidenti, proprio sull’articolo 34.

Demozzi si dice «fiducioso e moderatamente ottimista sull’accoglimento delle osservazioni presentate sia da Sna, sia da Unapass, ma anche dai 12 presidenti. Speriamo», afferma l’agente plurimandatario di Trento, «che l’istituto di vigilanza sia sensibile alla tematica, anche se purtroppo, nei mesi passati, le nostre argomentazioni non hanno prodotto quei risultati positivi che invece avremmo desiderato». Demozzi, comunque, non si ferma qui e guarda oltre: «comunque vada a finire, il sindacato nazionale agenti, in collaborazione con Unapass, sa già cosa deve fare e come muoversi qualora lo schema di regolamento dovesse non sortire gli effetti sperati. Se è stato fatto tutto quello che era possibile? Io direi di sì. Nel nostro caso abbiamo coinvolto la commissione legale del sindacato, tutto l’ufficio di presidenza e i nostri consulenti legali, avvocati Paolo Martinello e Gianluigi Malandrino». Quale è la richiesta/emendamento che l’Isvap potrebbe accogliere nell’immediato? «Senz’altro la sburocratizzazione e gli impegni smisurati che ci vengono richiesti anche con riferimento all’utilizzo della carta. Sulla proroga dell’entrata in vigore del provvedimento, francamente, ci credo poco».

C’è grande attesa anche in Unapass. Quanto è fiducioso il sindacato sull’accoglimento delle osservazioni presentate? «I frequenti incontri istituzionali e quelli informali, per scelta di Unapass da sempre, mai portati a conoscenza o sbandierati anche in anticipo, onde evitare imbarazzi e incomprensioni, lasciano presupporre che il tenore della norma dell’art. 34 di obiettiva difficoltà interpretativa possa essere regolamentata secondo uno standard operativo che tenga conto, non solo delle intenzioni del legislatore, ma anche delle esigenze dell’intermediario, del consumatore e dell’impresa cui, in fin dei conti, la norma concretamente si rivolge», afferma Paolo Iurasek (nella foto a destra), vicepresidente vicario dell’Unapass. «Il fatto poi che il Regolamento e l’articolo 34 stesso saranno continuativamente sotto controllo al fine di valutare, anche dopo l’emanazione, il suo impatto e l’efficacia della norma con riferimento agli obiettivi prefissati, lo renderà un unicum, una sorta di law in progress che impegnerà attivamente la categoria e tutti gli appartenenti al sistema».

È stato fatto davvero tutto quello che si poteva fare? «È presto per dirlo. Non si fa mai abbastanza e, comunque, non si sa mai quanto efficace sia stato ciò che si è fatto, prima che si conoscano i risultati. È molto pericoloso ritenere che “fare qualcosa” o portare a conoscenza di “aver fatto qualcosa” sia per ciò solo garanzia di risultato. Troppo spesso la categoria compie azioni, o ritiene si debbano compiere azioni, focalizzandosi più al risultato che queste possano sortire avendo riguardo agli effetti di “politica interna” , che ai veri risultati che comportano relazioni e rapporti con le istituzioni che poi devono effettivamente decidere», dice Iurasek.

Unapass, che è stata seguita legalmente dall’avvocato Rudi Floreani, ritiene che le osservazioni che nell’immediato potrebbero essere accolte, «sono quelle relative all’applicazione della norma ai consumatori propriamente detti, e non più al generico cliente, e quella del riferimento alla stipula dei contratti nuovi».

Infine i 12 presidenti di gruppo, di cui è portavoce Vincenzo Cirasola (nella foto a sinistra), presidente del Gaa Generali, e che per primi, pubblicamente, hanno proposto un documento contenente le osservazioni (per l’occasione si sono avvalsi dell’esperienza dell’avvocato Andrea Bullo).

Anche in questo caso l’attesa è trepidante: «Sono per natura un ottimista», precisa Cirasola. «Confido nella pazienza e soprattutto nella competenza di chi in seno all’Isvap è deputato alla disamina delle numerose proposte pervenute. Se intravedo un barlume di speranza e perché, finalmente, dopo tanti anni, anche le compagnie sono scese in campo pubblicamente per sostenere e difendere i propri agenti. Nel documento inviato dall’Ania all’Isvap sono state riprese tutte le proposte di modifiche che noi 12 presidenti avevamo già evidenziato con la lettera inviata congiuntamente a tutti i nostri rispettivi top manager lo scorso 16 luglio. Nella nota integrativa dell’Ania, le imprese stesse hanno dimostrato che se questo schema di regolamento dovesse rimanere invariato le agenzie subirebbero un aumento di costi del 16,7% e inoltre comporterebbe un aumento di circa 2,4% sulla combined-ratio  Rca. Maggiori costi che andrebbero a pesare in ultima istanza sul consumatore». È stato fatto tutto quello che c’era da fare? «Francamente si poteva fare di più», risponde Cirasola. «Mi riferisco alla mancanza di compattezza e coordinamento.  Noi 12 presidenti ci siamo mossi in modo tempestivo: la sera del 18 luglio avevamo già redatto una prima bozza di proposte. Abbiamo sollecitato un confronto operativo su un documento portato all’attenzione di tutti, in primis dei presidenti di Sna e Unapass, con l’obiettivo di creare una base di partenza sulla quale far confluire tutte le varie proposte di modifica da inviare all’Isvap in unico documento firmato da Sna, Unapass, Gruppi agenti e, perché no, anche da Ania, a dimostrazione della compattezza del comparto assicurativo. Invece siamo stati costretti a presentare le nostre istanze per conto nostro. Quali emendamenti preferirei venissero accolti subito? Se dovessi fare una scala di priorità, direi l’introduzione dell’obbligo di avvisare il cliente del suo diritto di ottenere l’informativa. È un non senso essere obbligato ex lege a fornire una triplice informativa al cliente  laddove dovrebbe essere piuttosto un diritto dello stesso cliente poter scegliere tra l’opzione dei tre preventivi ovvero quella di avere unicamente conoscenza di quello (o quelli per i plurimandatari) della compagnia rappresentata dal proprio agente. Diversamente rischierebbe di essere controproducente potendo spazientire il cliente e condurlo alla decisione di propendere per una compagnia on line per non dover subire passivamente l’imposizione di dover  prendere conoscenza dei tre preventivi a costo del proprio tempo».

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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