Previdenza complementare, costi a portata di click

Accesso online Imc

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(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

Per agevolare gli iscritti Covip pubblicherà entro maggio sul proprio sito una lista dei link delle nuove schede sulle commissioni dei vari comparti

Con circolare dello scorso 28 aprile la Covip ha richiesto ai fondi pensione e ai piani individuali pensionistici (pip) la trasmissione dei link relativi alle Schede dei costi, il documento introdotto dalla nuova disciplina sulle modalità di adesione e l’informativa agli aderenti. Così come ricorda la stessa Autorità di Vigilanza presieduta da Mario Padula, la Scheda dei costi deve essere autonomamente accessibile e scaricabile dalle pagine dei siti web delle forme pensionistiche complementari.

L’adempimento, la cui scadenza è fissata al 31 maggio coerentemente al termine fissato per gli aggiornamenti quest’anno dei documenti informativi, è collegato alla volontà della Commissione di rendere disponibile l’elenco dei link sul proprio sito, in modo da rendere più agevole la reperibilità delle Schede da parte di tutti i soggetti interessati. «In fase di prima applicazione, considerando che la Nota informativa aggiornata deve essere depositata alla Covip entro il 31 maggio 2017, la comunicazione dei link dovrà essere effettuata entro il medesimo termine», si legge nella Circolare, «i dati acquisiti vengono resi immediatamente visibili nel sito istituzionale della Covip in una apposita pagina dedicata». L’iniziativa si colloca nel solco della tendenza istituzionale a promuovere una sempre maggiore trasparenza a tutela del risparmiatore previdenziale. Nel documento, inoltre, la Covip sottolinea che ciascuna forma pensionistica dovrà verificare che i link inseriti corrispondano, nel corso del tempo, alla versione della Scheda dei costi in vigore. Il mancato adempimento all’obbligo di trasmissione dei link è suscettibile di sanzioni amministrative. Va ricordato come il livello di onerosità è un elemento centrale nella valutazione delle forme previdenziali perché rappresenta uno dei fattori determinanti dell’entità della prestazione finale unitamente alla efficienza della gestione finanziaria, all’entità del montante previdenziale, alla tipologia della rendita scelta nonché ai coefficienti di trasformazione in rendita.

Fondamentale parametro di valutazione è costituito dall’Indicatore sintetico di costo, calcolato sulla base delle indicazioni della Covip, con riferimento a una figura-tipo di aderente su diversi orizzonti temporali di partecipazione (2, 5, 10 e 35 anni), che esprime l’incidenza dei costi sostenuti dall’aderente sulla propria posizione individuale per ogni anno di partecipazione alla forma stessa. E nella new entry rappresentata dalla Scheda dei Costi (collocata all’interno della Sezione Informazioni chiave per l’aderente della Nota informativa) vengono rappresentate le informazioni sulle singole voci di costo che gravano, direttamente o indirettamente, sull’aderente nella fase di accumulo nonché l’Isc. Si prevede la rappresentazione grafica di comparazione tra quanto costa il singolo fondo pensione/pip rispetto alle altre forme pensionistiche, confrontando l’Isc a dieci anni dei singoli comparti con gli Isc medi dei comparti della stessa categoria di investimento offerti dai fondi pensione negoziali, dai fondi pensione aperti e dai pip, e all’Isc minimo e massimo riscontrato per il complesso di tali comparti. L’obiettivo è quello di è finalizzata a migliorare la capacità informativa e sviluppare il profilo della confrontabilità delle forme pensionistiche complementari. Dall’ultima relazione Covip, quella sul 2015, emerge che i fondi pensione negoziali si confermano particolarmente competitivi: l’Isc medio si attesta all’1,1% su 2 anni di partecipazione per scendere allo 0,3% su 35 anni. Sui medesimi orizzonti temporali, l’Isc passa dal 2,3 all’1,2% nei fondi aperti e dal 3,8 all’1,8% nei pip.

L’autorità di vigilanza, nel documento, sottolinea: «ipotizzando che su un periodo di 35 anni la pensione complementare che si può ottenere aderendo a un fondo negoziale sia pari a 5 mila euro all’anno, i costi medi più elevati dei fondi aperti e dei pip si traducono, a parità di altre condizioni, in una prestazione finale assai inferiore e, rispettivamente, pari a circa 4.200 e 3.900 euro».

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