Previdenza complementare, indagine Previndai: Manager consapevoli su funzionamento e volatilità mercati finanziari

Governance - Manager Imc

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La continua evoluzione dei mercati finanziari sembra non cogliere di sorpresa i dirigenti d’industria, che dimostrano una consapevolezza su funzionamento e volatilità dei mercati finanziari superiore alla media

Secondo quanto rileva una ricerca condotta da Previndai (il fondo pensione dei dirigenti industriali il cui rapporto di lavoro è regolato dal CCNL sottoscritto da Federmanager e Confindustria) e presentata lo scorso 21 febbraio a Milano nell’incontro La previdenza complementare e il manager, organizzato da ALDAI-Federmanager, i dirigenti industriali si distinguono per essere un gruppo di risparmiatori con maggiore consapevolezza rispetto alla media degli italiani circa il funzionamento e la volatilità dei mercati finanziari. In ambito previdenziale, il loro profilo di investimento in generale è di ridotta avversione al rischio, con un’elevata coerenza di base tra le linee di investimento selezionate e il generale atteggiamento nei confronti dell’“incognito”.

Il fondo pensione dei dirigenti industriali ha analizzato l’atteggiamento nei confronti dei rischi di natura finanziaria dei manager, attraverso un questionario a cui hanno partecipato quasi 15.000 aderenti al fondo. “In un contesto economico e dei mercati finanziari molto cambiato negli ultimi anni, era necessario verificare l’attitudine al rischio dei nostri iscritti – spiega Oliva Masini, direttore Generale Previndai –. Analizzandone i diversi fattori, si è confermata una rilevante quota di dirigenti con un profilo di rischio basso e forte avversione alle perdite: per loro i comparti assicurativi sono la giusta soluzione. C’è poi chi ha una tolleranza al rischio più elevata; sono dirigenti psicologicamente capaci a sopportare volatilità e perdite, che scelgono i comparti finanziari. Per loro le strategie di investimento vanno ottimizzate dal punto di vista risk adjusted e costruite per rispecchiare adeguati benchmark di riferimento”.

Il 30% di chi ha aderito alla ricerca ha dimostrato un atteggiamento di buona tolleranza al rischio, in una percentuale che può essere considerata superiore a quella delle famiglie italiane. Per quanto riguarda atteggiamenti e percezioni diverse tra uomini e donne, queste ultime presentano una minore propensione al rischio, attestandosi in media intorno ai 29 punti su una scala che va da un minimo di tre punti (netta avversione) ad un massimo di 80 (totale propensione). Gli uomini invece hanno raggiunto un risultato medio di poco oltre i 34 punti.

Analizzando la cultura finanziaria della classe dirigenziale, misurata con la conoscenza del rischio, emerge una chiara competenza degli iscritti: oltre il 50% del campione risponde infatti dando prova di una conoscenza particolarmente elevata del rischio dei mercati finanziari; il 13,9% degli intervistati è costituito da soggetti con conoscenza molto approfondita (quasi da addetto al settore, evidenziano da Previndai) del funzionamento dei mercati finanziari.

In questo caso, tuttavia, le donne si dimostrano un po’ meno preparate su questo tema specifico: suddividendo i risultati per genere, la ricerca dimostra una minore conoscenza del rischio nel gruppo delle dirigenti donne che rientrano nella categoria più bassa.

“Stiamo valorizzando sempre di più la previdenza complementare prevista dal contratto di lavoro come strumento distintivo di welfare della bilateralità tra dirigenti e imprese. Negli anni è emersa la fondamentale necessità per la classe dirigente di tenersi costantemente aggiornata sulle evoluzioni di mercato: sia a livello industriale sia finanziario, vista la correlazione diretta che ormai lega questi due ambiti in maniera sempre più simbiotica – chiarisce Romano Ambrogi, presidente ALDAI-Federmanager –. Come associazione ci impegniamo ad assicurare ai nostri iscritti tutti gli strumenti utili a questo scopo, attraverso corsi e incontri con enti specializzati ed esperti capaci di rispondere ai dubbi e quesiti dei manager su temi specifici”.

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