Previdenza complementare, la leva fiscale favorisce i più facoltosi

Spese - Fiscalità - Compilazione Unico Imc

Spese - Fiscalità - Compilazione Unico Imc

(di Federica Pezzatti – Plus24)

La deducibilità è poco adatta a incentivare le nuove generazioni

Nonostante non ci sia ancora la piena portabilità del contributo datoriale, i Pip in questi anni hanno già fatto molta strada. Su un totale di circa 6,5 milioni di aderenti a fine del 2014, i Pip “nuovi” (in linea con la riforma del 2005) sono stati scelti da ben 2,5 milioni e sommando gli iscritti ai Pip “vecchi”, si arriva a 2,9 milioni di aderenti pari al 44% del totale della previdenza complementare. Si tratta quasi sempre di adesioni individuali senza il beneficio del contributo datoriale, benché 1.538.744 siano lavoratori dipendenti, il cui numero è cresciuto nel primo trimestre 2015 di 38mila unità.

I motivi del successo, oltre che in alcune peculiarità dei prodotti assicurativi (come la possibilità di accedere alle gestioni separate), sono da ricercare nelle politiche commerciali. I piani assicurativi sono proposti con maggiore convinzione dalle reti perché vengono retrocesse parte delle più elevate commissioni che li contraddistinguono. I venditori spesso si focalizzano soprattutto sulle categorie di lavoratori più facili da intercettare e non su chi effettivamente avrebbe bisogno di costituire il secondo pilastro. Ben il 77% di chi ha aperto un Pip ha più di 35 anni; gli over 55 anni sono oltre il 22%. Questi sono i dati di iscrizione ma il gap sale ulteriormente a favore dalla terza età se si considerano gli importi versati ogni anno.

Ciò è dovuto anche al grande incentivo fiscale che premia soprattutto chi ha redditi elevati (che può tra l’altro dedurre anche per eventuali familiari a carico). Gli importi versati sono infatti deducibili (e non detraibili) con un vantaggio fiscale che dipende dall’aliquota marginale dell’iscritto (in sintesi più alto è il reddito, maggiore è il rimborso restituito in sede di dichiarazione fiscale all’aderente).

Tra l’altro in Italia è possibile aderire a un fondo pensione o a un Pip fino a 12 mesi prima del raggiungimento dell’età prevista per l’erogazione della pensione di vecchiaia. Un orientamento Covip del 24 gennaio 2008 aveva precisato che può aderire a un Pip anche chi già incassa la pensione di anzianità. Una possibilità molto gettonata da chi è alle soglie della pensione che con questo sistema può continuare a beneficiare della deduzione dopo il pensionamento continuando a dedurre i 5.164 euro massimi annui. Un bel regalo dal Fisco per i neopensionati più abbienti che, stando alle regole attuali, possono guadagnare grazie al risparmio fiscale fino al 28% dal semplice investimento (senza considerare i costi). Il ragionamento non vale per le fasce deboli o per gli incapienti, per cui il meccanismo della deduzione si rivela una iattura. Per equità sarebbe meglio riconsiderare il più equo meccanismo delle detrazioni (uguali per tutti) anche per la previdenza complementare.

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