PREVIDENZA COMPLEMENTARE: LE SEI PROPOSTE DELLA FEBAF

Enrico Granata, segretario della Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza, illustra le idee per rilanciare il comparto.

La Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza (Febaf), presieduta da Corrado Faissola, propone sei idee per rilanciare la previdenza complementare:

–        piena portabilità del contributo datoriale se si trasferisce la posizione da un fondo pensione negoziale a una forma collettiva o individuale;

–        semplificazione della documentazione d’offerta e delle procedure per la raccolta delle adesioni individuali ai fondi pensione aperti;

–        riconoscimento del diritto di riscatto e di trasferimento della posizione nelle forme pensionistiche individuali nel caso di perdita dei requisiti di partecipazione;

–        aggiornamento delle regole sugli investimenti dei fondi pensione e sul contenimento e frazionamento del rischio;

–        rimozione del divieto per i fondi negoziali e aperti di investire in contratti assicurativi di ramo I e V collegati a gestioni separate; misure di razionalizzazione di alcuni aspetti della governance dei fondi.

«A fronte della riforma della previdenza pubblica che ha messo in sicurezza il sistema», ha detto Enrico Granata (nella foto), segretario generale della Febaf, «resta insoddisfacente il quadro complessivo in termini di entità dei tassi di adesione ai fondi pensione, incremento dei flussi di disponibilità a essi versati, livello di parificazione competitiva fra le diverse forme pensionistiche alle quali accedere».

Per Granata, le proposte della Febaf «non vogliono fare una rivoluzione nel settore, ma chiedono una manutenzione ordinaria del quadro normativo. Un ‘tagliando’, dopo venti anni dalla nascita dei fondi pensione e più di cinque dall’ultima riforma, da sottoporre a un tavolo tecnico di confronto nelle sedi istituzionali».

Redazione – Intermedia Channel

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