Previdenza complementare, più informazioni per aderire ai fondi

COVIP (3)

COVIP (3)(di Barbara Massara – Quotidiano del Lavoro)

In vigore da oggi gli obblighi previsti dalla Covip per le forme negoziali e quelle aperte collettive. In fase di assunzione il datore deve consegnare le schede su caratteristiche e costi

Da oggi cambiano le modalità di adesione ai fondi di previdenza complementare. È questo l’effetto della delibera Covip del 25 maggio 2016 con cui è stato approvato il nuovo regolamento sulle modalità di raccolta delle adesioni, la cui entrata in vigore, inizialmente prevista per il 1° aprile 2017, è successivamente slittata al 1° giugno.

I fondi dovrebbero pertanto aver aggiornato i diversi documenti informativi e la scheda di adesione, nonché aver elaborato i nuovi documenti, al fine di renderli immediatamente disponibili ai nuovi aderenti e ai datori di lavoro.

È su questi ultimi, infatti, che quasi sempre ricade l’onere di raccogliere le adesioni dei nuovi assunti in favore dei fondi negoziali, cioè quelli previsti e disciplinati dai Ccnl applicati, nonché dei fondi pensione aperti collettivi (introdotti in azienda con specifico accordo collettivo di secondo livello).

Conseguentemente saranno i datori di lavoro a dover fornire in fase di assunzione (ma anche in caso di cambio di categoria, con conseguente cambio di Ccnl, nonché in fase di modifica della scelta sulla destinazione del Tfr) i documenti informativi previsti nella delibera del 25 maggio 2016.

Il primo di questi documenti è denominato «informazioni chiave per l’aderente» e rappresenta una sorta di sintesi delle principali regole di funzionamento del fondo pensione, delle modalità di finanziamento dello stesso (Tfr e/o contribuzione), nonché delle prestazioni erogate e dei relativi costi di gestione, unitamente a un resoconto dei risultati dei diversi comparti in cui i versamenti sono investiti.

L’ulteriore documento da fornire, «la mia pensione complementare», contiene una proiezione simulata della pensione in formato standard, e quindi non personalizzato.

Laddove il lavoratore dichiari di essere già titolare di una posizione accantonata presso un altro fondo pensione, il nuovo datore di lavoro avrà l’ulteriore onere di reperire e fornirgli la «scheda costi», che riporterà gli oneri applicati dalla gestione pensionistica a cui è iscritto, al fine di consentirgli il confronto con quelli propri del nuovo fondo pensione negoziale di riferimento.

Il datore di lavoro dovrà altresì consegnare al dipendente la nuova scheda di adesione al fondo negoziale, che i fondi avranno adeguato al fine di inserire i nuovi dati e informazioni richiesti da Covip con la deliberazione in vigore da oggi (compreso il questionario di autovalutazione).

In caso di adesione, il lavoratore dovrà riconsegnare all’azienda il relativo modulo compilato e sottoscritto, nonché l’eventuale scheda costi sottoscritta per ricevuta.

Rimane l’obbligo dell’azienda di fornire copia cartacea della nota informativa (anch’essa aggiornata) e dello statuto del fondo pensione, previa richiesta da parte del dipendente.

Per consentire al datore di lavoro di assolvere i nuovi obblighi informativi, sarà importante che i fondi comunichino alle aziende le nuove procedure e, soprattutto, che rendano disponibili nei propri siti internet i nuovi documenti, nonché la modalità per reperire la scheda costi degli altri fondi pensione.

La revisione di queste procedure è anche l’occasione per le aziende di rivedere le modalità con cui interpellare e quindi censire i lavoratori da assumere con riferimento all’eventuale scelta sulla destinazione del Tfr già effettuata in precedenti rapporti di lavoro, e poterli correttamente gestire anche ai fini dell’adesione al fondo pensione.

Infatti, il nuovo datore di lavoro ha l’obbligo di continuare a gestire la scelta già effettuata in precedenza, salvo il caso in cui la stessa venga modificata (dalla conservazione in azienda allo smobilizzo nel fondo pensione), o quello in cui il dipendente abbia proceduto al riscatto dell’integrale posizione accantonata nella previdenza complementare.

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