Previdenza complementare: Rendimenti in frenata, più controlli sulle pensioni

Calcolo - Previdenza Imc

Calcolo - Previdenza Imc

(di Mariano Mangia – Repubblica Affari & Finanza)

I fondi integrativi devono valutare la congruità delle scelte dei lavoratori in termini di investimento: un problema che anche gli organi di verifica devono affrontare

È ormai opinione condivisa che i rendimenti finanziari che possiamo attenderci nel medio e nel lungo termine saranno inferiori, se non significativamente inferiori, ai rendimenti conseguiti nel passato. J.P. Morgan, ad esempio, nell’edizione 2017 delle sue Long-Term Capital Market Assumptions (previsioni di lungo termine dei mercati dei capitali) ha rivisto ulteriormente al ribasso i rendimenti attesi per i mercati finanziari Usa.

L’invecchiamento della popolazione e una minore produttività agiscono da freno alla crescita economica; la normalizzazione delle politiche monetarie richiederà più tempo di quanto precedentemente previsto e questo, unito a tassi d’interesse di equilibrio più bassi, lascerà i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine più o meno in linea con la remunerazione del cash. Molti investitori istituzionali hanno dovuto ridimensionare i propri obiettivi di rendimento e tra i settori che appaiono maggiormente colpiti da questo scenario di prolungati bassi tassi c’è sicuramente quello previdenziale.

Il peggioramento delle prospettive di rendimento ha accentuato la tendenza ad abbandonare i piani pensionistici a benefici definiti, dove sono le aziende ad accantonare le risorse necessarie per pagare pensioni di importo predefinito ai propri dipendenti, a favore di fondi pensione a contribuzione definita, dove l’onere ricade per intero sulle spalle del lavoratore, riceverà una pensione commisurata ai contributi versati e al rendimento conseguito sui mercati finanziari.

Il passaggio da sistemi a benefici definiti a quelli a contribuzione definita dovrebbe implicare un cambiamento di approccio degli organismi di controllo. Nei fondi a benefici definiti il controllo, la vigilanza, è concentrata sulla valutazione della capacità di far fronte agli impegni presi, per strumenti come quelli della nostra previdenza complementare, bisognerebbe valutare anche la congruità delle scelte del lavoratore in termini di contribuzione e di investimenti.

«Nella diversa ottica della contribuzione definita, il sistema dei controlli deve centrarsi, oltre che sulla stabilità finanziaria, anche sul tema dell’adeguatezza dei benefici pensionistici rispetto ai bisogni previdenziali», ha detto nella sua ultima relazione annuale il presidente della Covip, Mario Padula.

In questa ottica, ha aggiunto, assumono particolare rilevanza i profili di governance, di risk management e di trasparenza dei fondi nella comunicazione con gli aderenti, ma anche il profilo dei costi “che hanno un effetto di primo ordine sulle posizioni accumulate e, in ultima analisi, sulle prestazioni stesse”.

A maggior ragione, viene da aggiungere, se questo scenario di rendimenti risicati ci accompagnerà ancora per lungo tempo.

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