Previdenza complementare, sui costi da giugno note informative più trasparenti

Trasparenza (2) Imc

Trasparenza (2) Imc

(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

La Covip ha pubblicato gli indicatori sintetici di costo (Isc) aggregati medi, massimi e minimi, per le varie tipologie di forme pensionistiche che dovranno essere utilizzati da parte degli operatori che offrono i fondi pensione per la predisposizione della Scheda dei costi inserita nei nuovi modelli di note informative la cui entrata in vigore, originariamente fissata all’1° aprile, è stata nei giorni scorsi posticipata al prossimo 1° giugno.

L’adempimento discende dalla normativa, al via da quest’anno, in materia di modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari e di informativa agli aderenti. Novità di rilievo riguarda proprio la rappresentazione dei costi, che trovano ora autonoma collocazione nella Sezione I (Informazioni chiave per l’aderente), nell’ambito di una specifica Scheda dei costi, al fine di migliorare la capacità informativa e poter confrontare meglio tra loro forme pensionistiche. Come sottolinea la Covip, è importante per l’aderente a un piano previdenziale poter avere una percezione adeguata delle differenti condizioni di partecipazione nelle varie forme pensionistiche. In particolare il livello di onerosità costituisce un elemento importante, considerando che ha un impatto rilevante sull’entità della prestazione finale.

Proprio per sintetizzare i costi esiste da tempo l’Isc, che viene riportato nelle Note informative di ciascun fondo pensione negoziale, aperto o pip (piano individuale pensionistico). L’Isc è calcolato con riferimento a una figura-tipo di aderente su diversi orizzonti temporali di partecipazione (due, cinque, 10 e 35 anni), esprime l’incidenza dei costi sostenuti dall’aderente sulla propria posizione individuale per ogni anno di partecipazione ed è calcolato secondo una metodologia elaborata dalla Covip. La nuova Scheda dei costi riporta quindi, in continuità con il passato, le informazioni sulle singole voci che gravano sull’aderente nella fase di accumulo e l’Isc.

Elemento di novità è invece il grafico che illustra l’onerosità della forma pensionistica rispetto alle altre, confrontando l’Isc a dieci anni dei singoli comparti con gli Isc medi dei comparti della stessa categoria offerti dai fondi pensione negoziali, dai fondi pensione aperti e dai pip, e all’Isc minimo e massimo riscontrato per il complesso di tali comparti. Tale novità, alla cui veste grafica gli operatori dovranno porre particolare cura, è finalizzata a migliorare la capacità informativa e sviluppare il profilo della confrontabilità delle forme pensionistiche. La Scheda dei costi deve essere anche accessibile e scaricabile dalle pagine dei siti web dei fondi pensione o pip.

Infine, per uniformità con le note informative, è slittata da fine marzo a fine maggio prossimo la data entro cui i fondi devono inviare agli aderenti gli estratti conto 2016 compresa la stima della rendita contenuta nel nuovo prospetto denominato La mia pensione complementare, in coerenza con la busta arancione dell’Inps che si chiama La mia pensione.

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