Prima edizione di ITASSICURA, chiusura all’insegna dei segnali positivi

ITASSICURA

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Differenti e molteplici i temi approfonditi dagli addetti ai lavori (ma non solo) per fare il punto su un settore fondamentale per l’economia italiana e in costante evoluzione

Si sono svolti lo scorso 16 e 17 novembre a Milano i lavori della prima edizione della mostra convegno ITASSICURA, Conference & Exhibition dedicata al comparto assicurativo programmata in contemporanea a SICUREZZA (International Security & Fire Exhibition). Segnali positivi, fermento e curiosità si sono susseguiti intorno a questa “start up” che si è proposta come evento innovativo nel settore assicurativo, affrontando da punti di vista e prospettive differenti tematiche attuali e future.

Diversi gli interventi dei sessanta relatori che si sono alternati durante la due giorni di lavori con un’affluenza di oltre 600 persone. Al tavolo dei relatori si sono confrontati accademici, ricercatori, giornalisti, compagnie assicurative, manager aziendali, periti, associazioni di categoria, broker ed agenti per fare il punto su un settore “che a causa di spinte e fattori esterni sta subendo trasformazioni profonde rimettendo in discussione regole e regolamenti ormai assodati”.

L’ANIA ha approfondito la necessità di una polizza legata al rischio di calamità naturali, mettendo in evidenza come il 78% delle abitazioni italiane sia esposto ad un alto rischio di terremoto e dissesto idrogeologico e come il nostro sia il sesto Paese al mondo per danni subiti negli ultimi 20 anni. Ogni anno il settore pubblico interviene per circa tre miliardi di euro e nonostante ciò l’83% delle famiglie italiane non crede o non sa di essere esposta a tale pericolo e questo non invoglia i cittadini ad assicurarsi. Una possibile soluzione auspicata, sempre secondo l’Associazione delle imprese assicurative, sarebbe un intervento strutturato di partnership tra lo Stato e le compagnie assicurative attraverso un sistema di adesione obbligatorio, semi obbligatorio o volontario.

Con il supporto di accademici ci si è invece addentrati nello specifico dell’analisi di come, nonostante la capacità trasformativa della tecnologia abbia già avviato in autonomia il cambiamento nelle assicurazioni, molte componenti della filiera siano ancorate a vecchi modelli o vivono di rendita. Gli assicurati si attendono servizi aggiuntivi. Un nuovo modello di fare impresa assicurativa sarà sempre più orientato al “tailor made” sul cliente, grazie alla tecnologia disponibile che consente di avvicinargli l’assicurazione (ma anche le banche) più di quanto si possa pensare.

Tra queste, l’autoperizia diventerà sempre più uno strumento tecnologico utilizzato dal perito e dal cliente per effettuare la valutazione del danno a distanza interagendo con il cliente danneggiato. Il cliente si troverà in prossimità del danno e potrà fare le rilevazioni sotto la guida del perito, potrà aderire a questo servizio se dotato di telefono smartphone con connessione ad internet e il perito verificherà la sussistenza dei requisiti pre e post valutazione.

Sei sono i pilastri per realizzare le assicurazioni del domani: tailor made, problem solving, empatia, aspettative, tempi di risposta e integrità.

Durante il convegno si è anche entrati nello specifico dell’impatto che la guida assistita, il cyber inteso a 360 gradi, i cambiamenti climatici, l’IoT e le nuove tecnologie costruttive nell’edilizia avranno nella definizione della polizza assicurativa. Si è discusso di quale sarà il futuro dell’intermediazione assicurativa nel mondo dell’e-commerce, si è approfondito il tema del rischio residuo, della sicurezza nelle opere d’arte (sia pubbliche che private) ed è stato presentato un progetto innovativo per ridurre il contenzioso nell’arbitrato assicurativo.

Da uno studio de Il Sole 24 Ore è inoltre emerso che alla domanda “Come giudica il servizio assicurativo in caso di risarcimento?”, il 59% del campione intervistato ha risposto in modo negativo. Positivo solo il 22%. In Italia manca la cultura della prevenzione, anche se il 43% è disposto ad investire per una maggiore copertura assicurativa. Molto c’è da fare e tre sono fondamentalmente gli aspetti da migliorare: trasparenza, semplicità e fiducia.

Non potevano infine mancare gli incontri tra i soli addetti ai lavori ossia agenti, broker, periti e uomini di compagnia per confrontarsi sulla reale evoluzione del comparto assicurativo.

“Quando si organizza un evento zero, in brevissimo tempo e con limitate risorse, resti assorbito per la trepidazione delle aspettative – ha affermato Marco Ruggi, Exhibition Manager ITASSICURA –. A conclusione di ITASSICURA e con feedback positivi di riscontro, più che soffermarsi sul risultato ci si deve interrogare sulle eventuali edizioni future. Oggi viene da immaginare una ITASSICURA diversa, molto meno per addetti ai lavori e molto più di divulgazione per il grande pubblico. D’altro canto è emerso chiaramente quanto sia rilevante il distacco tra assicuratore ed assicurato, dove da un lato la preoccupazione è la frode e dall’altro l’assenza di trasparenza. Il servizio al cliente non lo si può concretizzare in assenza di fiducia e comunicazione”.

L’attesa si sposta verso la prossima edizione di un evento “che dopo aver raccolto gli input emersi da questa prima edizione, è già pronto ad affrontare le nuove sfide del futuro assicurativo”.

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