Private banking, il fascino immutato delle polizze estere

Private Insurance - Asset Management (2) Imc

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(di Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore, Rapporti 24 Impresa)

Nonostante la contrazione della raccolta delle polizze Vita promosse da compagnie italiane (-12% nel 2016), l’attività dei gruppi esteri attivi nel Belpaese va a gonfie vele.

Solo per fare un esempio, tra i blasoni stranieri che stanno incrementando la loro presenza in Italia, Lombard International Assurance ha aumentato del 68% la raccolta premi nel 2016. Il risultato ottenuto è dovuto anche a grandi partnership realizzate con primari gruppi italiani.

I motivi per cui si scelgono sempre più spesso soluzioni estere di pianificazione personalizzata di tipo assicurativo molto specializzate sono molteplici e la giurisdizione del Lussemburgo mantiene ancora il suo fascino, soprattutto in tempi di bail-in e di dibattiti sulla crisi dell’euro. I timori si percepiscono e non è un segreto che ci sia la voglia di delocalizzare i propri risparmi con contratti regolari alla luce del sole. Il Granducato infatti prevede che gli asset dei clienti debbano essere custoditi in una banca depositaria indipendente approvata dall’autorità di vigilanza assicurativa statale; la giurisdizione garantisce separazione giuridica di tali asset da quelli degli azionisti della compagnia di assicurazione (come pure in Italia) infine la banca depositaria è tenuta a custodire gli asset in un conto segregato, che fornisce il terzo livello di garanzia per i clienti.

Ma da dove vengono questi premi milionari che vengono investite in polizze di «lusso»? «Ci sono molteplici trend, specchio del Paese – spiega Stefano Carpi, country manager Italia di Lombard International –. Da un lato la liquidità investita è frutto del fenomeno di deindustrializzazione in atto: imprenditori che vendono le proprie imprese o che ne perdono il controllo, magari tramite un’Ipo. Il tessuto delle Pmi è in crisi e molti vendono a investitori esteri anche a causa del ricambio generazionale. Ci sono poi persone che stanno alienando il patrimonio immobiliare fino ad arrivare al calciatore o a chi ha ereditato degli asset».

Il motivo per cui si sceglie la polizza, in particolare con il passaporto lussemburghese, è noto da anni ma acquisisce più importanza ora che l’euroscetticismo intimorisce soprattutto i possessori di grandi patrimoni. «Chi cessa un’attività è molto timoroso a esporre i frutti di anni di lavoro in quanto si tratta di risparmio di lungo periodo – spiega Carpi – inoltre nell’era della globalizzazione la famiglia ha orizzonti diversi più aperti e investe di conseguenza». Il tema non vale solo per gli imprenditori, ma anche per i manager a fine carriera.

Un altro appeal della polizza è poi da ricercare nella personalizzazione del passaggio generazionale attraverso un’efficiente pianificazione successoria e stanno moltiplicandosi anche i meccanismi di copertura su tipologie di polizze unit in modo da garantire comunque la restituzione dei premi versati in caso di premorienza dell’assicurato.

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