Private equity a caccia di assicurazioni italiane, dopo Ergo c’è Cba Vita

Analisi - Investimenti Imc

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(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Sul tavolo dei fondi anche il travel insurance Filo diretto. L’offerta respinta di Cinven su Vittoria: la famiglia Acutis ha respinto il tentativo inglese di rilevare la quota di controllo

Private equity a caccia di assicurazioni italiane. Il primo a scendere in campo è stato Apollo che ha messo in portafoglio Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova. Poi è stata la volta di Jc Flowers su Eurovita e quindi nuovamente di Apollo che proprio per dare forma alla propria presenza nel settore polizze sul mercato italiano ha cercato di conquistare Ergo Italia. Tuttavia, nell’asta per la compagnia italiana del gruppo tedesco ha avuto la meglio il fondo Cinven che, con un’offerta di circa 340 milioni di euro, è riuscito ad assicurarsi l’asset. Ma altri dossier sono già pronti sul tavolo e almeno su uno di questi Apollo si è fatto avanti. Si tratta di Cba Vita, la compagnia di banca assicurazione di proprietà di Banca Sella la cui cessione sarebbe alle battute finali e vedrebbe in pole position un assicuratore tedesco. Questo mentre diversi fondi di private equity avrebbero già fatto pervenire le proprie offerte all’advisor Vitale per conquistare Filo diretto, il terzo operatore italiano di travel insurance, il cui valore è stimato in circa 30 milioni di euro.

Nel mirino dei fondi, tuttavia, non ci sono solo obiettivi di piccola taglia e non quotati. Si scopre infatti che Cinven, prima dell’affondo su Ergo, aveva tentato un colpo ben diverso: secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore in estate si è mosso per acquisire il controllo di Vittoria Assicurazioni di proprietà della famiglia Acutis.

Il caso Vittoria

Il tentativo di Cinven di salire alla guida di Vittoria, società che capitalizza oltre 660 milioni di euro forte di una raccolta premi da lavoro diretto che nei nove mesi superava i 920 milioni di euro e ha garantito profitti in ascesa del 5,9% a 57,9 milioni, non è andato a buon fine. La famiglia Acutis avrebbe rifiutato ogni avances poiché determinata a tenere ferma la presa sul gruppo. Tanto che sarebbe impegnata a governare il futuro passaggio generazionale in un’ottica di continuità. Al più, anche per affrontare al meglio le nuove sfide competitive del settore, ormai sempre più proiettato verso l’era digitale, potrebbe essere ipotizzabile un ulteriore rafforzamento della squadra manageriale che supporta la famiglia nella guida dell’azienda. Società che, ricordiamo, è saldamente nelle mani degli Acutis grazie a un pacchetto complessivo del 57%.

Cba Vita

Infine sarebbe in dirittura d’arrivo la valorizzazione di Cba Vita. Il gruppo Banca Sella avrebbe messo in vendita una quota vicina al 90% del capitale con un accordo distributivo sulla rete dell’istituto. Come detto per l’asset, che ha un valore stimato in circa 70 milioni, si è mosso il fondo Apollo evidentemente intenzionato a mettere a fattor comune le attività assicurative di Carige con quelle di Cba Vita nel tentativo di creare un polo successivamente appetibile per le grandi compagnie estere alla ricerca di opportunità per consolidarsi in Italia. Tuttavia le trattative, seguite da Rothschild, sembrerebbero aver imboccato una strada differente. È assai probabile infatti che verrà preferito un partner industriale tedesco, con cui trattare in esclusiva. Il dossier, in particolare, sarebbe già stato inviato all’Ivass per l’approvazione dell’operazione.

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