Produttività e welfare a effetto potenziato

Welfare - Integrazione - Collaborazione (2) Imc

Welfare - Integrazione - Collaborazione (2) Imc(di Davide Cagnoni e Alessandro Germani – Quotidiano del Lavoro)

Il welfare aziendale costituisce un insieme di benefit e prestazioni, diffuso soprattutto nelle multinazionali, finalizzato a superare la componente meramente monetaria della retribuzione al fine di sostenere il reddito dei dipendenti e migliorarne la vita privata e lavorativa. Esso può essere stimolato attraverso la leva fiscale, come finalmente è avvenuto anche in Italia attraverso la legge di Stabilità 2016, con la detassazione di fattispecie quali i viaggi ricreativi, i check up medici, le visite specialistiche, le rette per corsi sportivi, gli abbonamenti a riviste e quotidiani, i biglietti per spettacoli.

La nuova disposizione prevede che i premi di risultato (articolo 1, comma 182) erogati fino all’importo di euro 2.000 (o 2.500 in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori) siano assoggettati ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, se legati ad incrementi di produttività e redditività stabiliti dal decreto del ministero del Lavoro del 25 marzo scorso. Fin qui si tratta di una riedizione della detassazione dei premi di produttività, che nel 2015 era stata congelata per mancanza di fondi.

La vera novità è stata introdotta, invece, dal successivo comma 184 in quanto le ipotesi di non assoggettamento a tassazione ex articolo 51, comma 2 Tuir (molti dei casi sopra citati) e comma 3 ultimo capoverso (cessione di beni o prestazioni di servizi non superiori a euro 258,23) non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente ma soprattutto non sono assoggettate alla sostitutiva anche nell’ipotesi in cui per scelta del lavoratore si opti per questi servizi in sostituzione delle somme monetarie. Il vantaggio è di fatto duplice:

  • il lavoratore non sconta imposizione sulla componente in natura;
  • l’azienda deduce integralmente i costi ai fini Ires e Irap ex articolo 95 Tuir e non nei limiti dell’articolo 100 , ovvero 5 per mille del costo di lavoro dipendente (circolare 28/E/16).

La detassazione, relativa ai premi da euro 2.000/2.500 assoggettati a sostitutiva e alle erogazioni in natura (articolo 51, commi 2 e 3 ultimo capoverso) che invece non lo sono, può riguardare i titolari di redditi di lavoro dipendente del settore privato non superiori, nell’anno precedente quello di percezione delle somme, a euro 50.000 (comma 186).

In ogni caso le somme e i valori (comma 187) devono essere erogati in esecuzione di contratti aziendali o territoriali (articolo 51 dlgs 81/15).

La legge 208/15 interviene poi a riformulare alcune fattispecie dell’articolo 51 Tuir. In particolare la lettera f) ora prevede la non imponibilità in capo al lavoratore:

  • in caso di intervento del datore di lavoro sia su base volontaria sia contrattualmente, secondo accordo o regolamento aziendale;
  • con riferimento alla generalità dei dipendenti o a categorie degli stessi o dei familiari (circolare 188/E/98 e risoluzione 378/E/07);
  • richiamando l’articolo 100 comma 1 in relazione alle finalità dello stesso. È stata poi riscritta la successiva lettera f-bis relativa alle spese di istruzione, prevedendo a favore dei lavoratori e familiari la detassazione delle spese anche per asili e scuole materne (mensa compresa), sostituendo il concetto ormai anacronistico delle colonie climatiche con quello dei centri estivi, invernali e ludoteche. Invece la nuova lettera f-ter riguarda la non imponibilità delle spese di assistenza per familiari anziani o non autosufficienti. Infine, il comma 3-bis introduce i voucher in formato cartaceo o elettronico che (articolo 6, dm 25 marzo 2016):
    • possono essere utilizzati solo dal titolare;
    • non possono essere monetizzati o ceduti a terzi;
    • danno diritto all’elemento in natura per l’intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare.

In passato è stato chiarito che gli oneri di utilità sociale ex articolo 100 Tuir riguardavano solo le erogazioni in natura, non estendendosi a quelle sostitutive in denaro, rilevando anche nel caso in cui i servizi o le opere erano messi a disposizione dei dipendenti da strutture esterne all’azienda (risoluzione 26/E/10).

Con la legge di Stabilità si è superata l’impostazione del sostenimento volontario dei servizi da parte del datore di lavoro, in quanto la fiscalità di favore ora sussiste anche qualora gli stessi siano oggetto di contrattazione integrativa. Se, dunque, si migliora la produttività dell’impresa, consentendole di dedurre i costi del personale dipendente che a sua volta non è gravato da imposte e contributi sui servizi fruiti, si è in presenza di un caso, piuttosto raro, di meccanismo fiscale virtuoso che deve essere giustamente incentivato ed esteso ad altri ambiti.

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