Professionisti, l’assicurazione non viene meno a polizza scaduta

Cassazione - Esterno Imc

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(di Antonio Iorio – Quotidiano del Fisco)

Per danni richiesti in un secondo tempo

La clausola inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile secondo cui la copertura è prestata soltanto se il danno causato dall’assicurato e la relativa richiesta di risarcimento formulata dal terzo avvengono nel periodo di durata dell’assicurazione è un patto atipico immeritevole di tutela e quindi deve considerarsi nulla.

A fornire questo importante principio riferito alla cosiddetta clausola claims made, è la Cassazione, III sezione civile, con la sentenza 10506 depositata ieri. La pronuncia riguarda un’azienda ospedaliera ma può interessare molti professionisti che, di sovente, si vedono opporre dalle proprie assicurazioni tale clausola.

Nella specie, un paziente citava un’azienda ospedaliera in conseguenza di danni patiti per un intervento chirurgico eseguito nel 2003. L’azienda chiamava in causa nel 2005 il proprio assicuratore che riteneva di non dover pagare l’indennizzo in quanto il contratto escludeva – attraverso la citata clausola claims made – la garanzia per fatti illeciti commessi dall’assicurato anche durante la vigenza del contratto se la richiesta di risarcimento del terzo fosse pervenuta all’assicurato dopo la scadenza della polizza (nella specie 31 dicembre 2003). La Suprema Corte ha confermato le ragioni dell’azienda sanitaria pur correggendo la sentenza della Corte di Appello che aveva disatteso per altre questioni le eccezioni della compagnia assicuratrice.

Secondo i giudici di legittimità la clausola in questione attribuisce all’assicuratore un vantaggio ingiusto e sproporzionato senza contropartita. In effetti si finisce per escludere tutti i danni causati dall’assicurato in prossimità della scadenza del contratto essendo praticamente impossibile che la vittima di un danno abbia la prontezza di chiederne il risarcimento immediatamente al responsabile

Ne consegue che tale clausola deve considerarsi un patto atipico immeritevole di tutela ai sensi dell’articolo 1322, comma 2, del Codice civile in quanto realizza un ingiusto e sproporzionato vantaggi dell’assicuratore e pone l’assicurato in una condizione di indeterminata e non controllabile soggezione.

La pronuncia, seppur riferita ad un’azienda ospedaliera, appare importante anche per i professionisti che, spesso si vedono opporre dalle proprie assicurazioni questa clausola.

Il caso più frequente riguarda le azioni di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci, spesso avviate dai curatori nel tentativo di recuperare somme tramite le assicurazioni degli stessi professionisti, dove si verifica che l’asserito danno è avvenuto in un determinato periodo di copertura assicurativa, ma la denuncia del sinistro è ovviamente successiva anche talvolta alla scadenza del contratto.

Vi è ora da sperare, in conseguenza di questa sentenza, che i giudici di merito respingano simili eccezioni ma, soprattutto, che le compagnie assicuratrici evitino di formularle.

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One Comment;

  1. Antonio D. said:

    Scusate, ma in assenza di questa clausola apposta dagli assicuratori ed escludendo il periodo di retro (o se vogliamo ipotizzando una copertura in claims senza retro) cosa resta per distinguere una copertura che utilizza una formula in loss occurence da una che utilizza una formula in claims made? Qualcuno saprebbe rispondermi?

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