Progetto Pensplan, sono oltre 200.000 gli aderenti alla previdenza complementare della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol

Costa - Plotegher - Steger (2) Imc

Costa - Plotegher - Steger (2) Imc

Bilancio 10 anni dopo la riforma, il rendimento del Tfr versato al fondo pensione territoriale batte quello del Tfr in azienda (42% contro 25%)

“I dati confermano che il Progetto è in ottima salute e che la società Pensplan Centrum ha onorato la sua mission sociale valorizzando il capitale pubblico investito, offendo servizi di qualità alla cittadinanza e agli aderenti ai fondi pensione convenzionati e sviluppando nella Regione una nuova cultura di Welfare complementare in un’ottica di lungo periodo. Dopo 20 anni di proficua attività Pensplan accoglie nuove sfide per offrire ai cittadini, tramite la valorizzazione dell’adesione alla previdenza complementare, protezione e supporto per realizzare progetti personali e famigliari nei diversi momenti del loro ciclo di vita in ambiti quali la casa, il diritto allo studio e le necessità di cura in età anziana”. Con queste parole Violetta Plotegher, assessora alla previdenza per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ha introdotto la presentazione dei risultati 2016 del progetto di previdenza complementare regionale Pensplan.

“L’aumento costante delle adesioni alla previdenza complementare in Regione – hanno dichiarato l’assessora Plotegher, la presidente di Pensplan Laura Costa ed il vicepresidente Rainer Steger, in occasione della conferenza stampa odierna di presentazione della Relazione annuale 2016 –, il forte investimento nell’informazione e consulenza grazie alla diffusione degli sportelli Pensplan Infopoint sul territorio, l’incremento delle pratiche amministrative a servizio dei cittadini nonché il rinforzo degli interventi di sostegno alla previdenza complementare a favore dei lavoratori nei periodi di difficoltà confermano l’impegno della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e la valorizzazione del capitale pubblico investito nella società Pensplan Centrum a sostegno del benessere della popolazione del nostro territorio”.

Il tasso di crescita degli aderenti ai fondi pensione istituiti in Regione per il 2016 è pari al 4,8%, e quindi inferiore solo al 2007, anno dove si era registrato un evidente boom di adesioni in seguito alla riforma delle pensioni. Al 30 aprile di quest’anno gli aderenti ai fondi pensione istituiti in Regione sono 205.646.

Questo risultato,. hanno spiegato da Pensplan, “è da ricondurre sicuramente tra l’altro alla continua attività di informazione e di consulenza resa da Pensplan attraverso le sue due sedi a Trento e Bolzano nonché la rete dei 123 sportelli Pensplan Infopoint distribuiti in modo capillare sull’intero territorio regionale”.

In Trentino-Alto Adige/Südtirol – sottolinea una nota del fondo pensione territoriale – un lavoratore su due risulta quindi iscritto a una forma di previdenza complementare, mentre nel resto d’Italia il tasso di adesione è pari al 32% circa. Di questi, tre lavoratori su quattro hanno scelto di aderire a un fondo pensione convenzionato all’interno del Progetto Pensplan e quindi o al fondo pensione negoziale Laborfonds, oppure a uno dei tre fondi pensione aperti tra Pensplan Plurifonds, Raiffeisen e Pensplan Profi. Tutti i cittadini residenti in Regione e iscritti a un fondo pensione beneficiano comunque degli interventi regionali di sostegno alla previdenza complementare.

Nel 2016 il rendimento del capitale sociale di Pensplan Centrum è stato pari al 3,72%. Il bilancio mostra un avanzo positivo di gestione di circa 1,2 milioni di euro. Si ricorda che il capitale sociale della società ammonta a 258.204.548 euro. “Questo risultato conferma l’autonomia e la sostenibilità finanziaria del progetto di previdenza complementare regionale – ha spiegato la presidente Costa –. In sostanza i rendimenti ottenuti dagli investimenti del capitale sociale della società riescono a finanziare le attività di Pensplan Centrum S.p.A. stessa, senza dover intaccare il livello del patrimonio datole in dotazione che, per legge, ha natura meramente funzionale alle finalità sociali perseguite dalla Legge Regionale”.

Il rendimento medio per gli aderenti residenti in Regione è stato pari al 2,9% contro l’1,5% della rivalutazione del Tfr. “Nel periodo dal 2007 a oggi – ha sottolineato il vicepresidente Steger, parlando del risultato a dieci anni dall’introduzione della riforma sul Tfr – il rendimento medio delle linee bilanciate dei fondi pensione istituiti in Regione è stato pari al 42%, mentre il Tfr in azienda si è fermato al 25%”.

I patrimoni dei fondi pensione istituiti in Regione raggiungono nel 2016 l’importo totale di quasi 3,5 miliardi di Euro, con un incremento dell’11% circa rispetto all’anno precedente. “Il sistema dei fondi pensione territoriali – sottolineano da Pensplan – garantisce un’importante ricaduta locale delle risorse investite, in quanto gran parte delle imposte sui rendimenti contribuisce alla fiscalità generale del nostro territorio”.

Negli ultimi cinque anni Pensplan ha registrato un deciso incremento delle proprie attività: in particolare, +3,7% medio annuo del numero degli aderenti ai fondi pensione gestiti, +4,5% medio annuo delle aziende gestite, +10,4% medio annuo delle attività amministrative (oltre 195.000 pratiche nel 2016) e +12,7% medio annuo dei contatti ricevuti (oltre 65.000 tra mail, telefonate e consulenze nel 2016, pari a più di 270 contatti al giorno lavorativo). Nel 2016, inoltre, si sono registrati oltre 1.400 contatti in occasione di manifestazioni informative diverse e sono stati formati 700 soggetti, tra studenti, apprendisti e operatori dei Pensplan Infopoint.

Nonostante l’aumento di operatività “Pensplan è riuscita a mantenere pressoché invariati i propri costi, operando con uno standard di qualità elevato, e tuttora in crescita, rispetto ai servizi erogati”.

Per quanto riguarda i progetti di sviluppo del welfare complementare regionale, infine, nel 2017 è prevista l’importazione del modello Risparmio casa in Trentino, visti gli ottimi risultati registrati nella Provincia di Bolzano, la collaborazione con l’INPS per un nuovo invio della “busta arancione regionale” – che dà ai lavoratori un quadro completo della propria pensione futura (obbligatoria e complementare) e quindi la possibilità di agire per tempo per garantirsi una copertura adeguata –, il programma di lavoro con l’OCSE per formulare proposte concrete per un possibile progetto regionale per la protezione del rischio di povertà relativo alla condizione di non autosufficienza e la possibilità di utilizzo del fondo pensione quale prodotto che consente alle famiglie di accedere a un’integrazione monetaria a un risparmio finalizzato agli studi universitari dei figli.

Nel 2017 verrà rivolta inoltre particolare attenzione ai giovani e in particolare ai figli fiscalmente a carico, “ai fini di un’adesione precoce alla previdenza complementare che permetta di maturare un capitale adeguato per la realizzazione di progetti di vita”.

“Nell’ottica di un sempre maggior orientamento al cittadino” rientra tra gli obiettivi di Pensplan per il 2017 anche l’apertura di nuovi Pensplan Infopoint presso la pubblica amministrazione, “al fine di poter fornire un servizio di consulenza personalizzato e completo anche per i dipendenti pubblici presso il proprio datore di lavoro”. La stessa soluzione sarà prospettata per il target dei lavoratori autonomi, con cui è già stato avviato all’inizio del 2017 un percorso di formazione ad hoc.

Intermedia Channel


Nella foto in apertura, da sinistra verso destra: Laura Costa (presidente di Pensplan), Violetta Plotegher (assessora alla previdenza per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol) e Rainer Steger (vicepresidente di Pensplan)

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