“Proposta indecente” per promotori e agenti

Assicurazioni - Dipendenti Imc

Armonizzare i criteri di ingresso, le prove d’esame, i processi di mantenimento in ruolo ed i criteri di esclusione

Propongo una soluzione di lungo periodo per gestire il futuro di una professione crescente nel settore finanziario. Promotori, agenti assicurativi e finanziari costituiscono una quota rilevante degli operatori di front-office del settore dell’intermediazione; in prospettiva, una quota determinante della rete commerciale ormai multicanale. Tralasciando i temi giuslavoristici, rimandati ad altra nota per necessità più ampia, tratto esclusivamente del problema dell’iscrizione agli elenchi previsti dalle norme vigenti.

Una proposta foolish, ma da valutare seriously, è la seguente: armonizzare i criteri di ingresso, le prove d’esame, i processi di mantenimento in ruolo ed i criteri di esclusione. Molti soggetti prestano l’intera gamma dei servizi, per scelta o per necessità; restare esclusi da un segmento è limite gravoso per le società mandanti e per i mandatari. Altrettanto palese è il mantenimento della dicotomia fra dipendenti e lavoratori autonomi. Questi ultimi, salvo casi nel settore assicurativo, hanno una dipendenza economica da un unico soggetto per il quale possono operare per legge. Un concetto non adeguatamente letto dai contratti che contrasta con previsioni di legge in materia di lavoro autonomo (fiscali, previdenziali, civilistiche).

Immaginiamo, quindi, una progressiva armonizzazione delle regole di accesso, permanenza, transito ed esclusione; oggi i dislivelli e le asincronie sono numerosi; trattiamo solo il tema dell’esame, fondante per l’acquisizione dei requisiti. Con prove d’esame armonizzate, il transito fra gli elenchi e l’accesso diverrebbero più agevoli, mentre l’adesione ad uno degli albi potrebbe essere condizione sufficiente per operare fuori sede e a largo raggio nei settori bancario, assicurativo e finanziario in ottica distributiva e consulenziale, restando la responsabilità degli intermediari mandanti, la copertura dei rischi di RC con adeguata polizza, il rispetto dei regolamenti (ormai in prevalenza congiunti), nonché i codice etici di categoria per il disegno delle norme di comportamento.

Nel 2013 tre authorities (Banca d’Italia, Consob, Ivass) sovraintenderanno ai tre organismi (OAM, APF, RUI) che gestiscono i ruoli degli agenti del credito, dei promotori e degli assicuratori. Un numero non noto oggi, ma probabilmente superiore al 30% (nonché in crescita) dei nominativi si ripete nei tre casi. Inutile sottolineare il costo di gestione degli organismi e di adesione agli stessi. Più interessante è osservare che solo il RUI prevede forme di mantenimento e di ripetizione dell’esame, mentre l’APF accoglie promotori operanti da prima del 1994, mai soggetti ad esami, e quelli inseriti successivamente che non hanno mai dovuto verificare il loro livello di aggiornamento in forma obbligatoria. L’OAM nasce oggi e si pone in una posizione intermedia.

Osservando le tre banche dati dei quiz si notano domande disomogenee fra loro e numerosissime sovrapposizioni, peraltro proposte in modi differenti. Ciascuna fonte contiene domande fuori tema rispetto all’argomento specifico, ma idonee a valutare la preparazione generale comunque necessaria; i pesi degli argomenti non sono sempre equilibrati. La casualità dell’estrazione delle domande di ciascun esame genera il rischio di non poter valutare una preparazione idonea, quanto un mero intenso allenamento nella soluzione delle batterie dei test. Senza voler effettuare comparazioni, le tre prove sono disomogenee per quantità dei quiz, per tempi d’esame, per rigorosità dei processi (RUI e OAM con esami gestiti esternamente, mentre APF ha una gestione propria delle prove) e per criteri minimi di superamento delle prove (forse l’elemento meno disallineato).

Propongo quindi una seria analisi comparata con l’obiettivo di giungere a un’unica struttura di gestione coordinata che provveda a definire le prove, ad aggiornare ordinatamente le domande, a diminuirne le differenze, a gestire il sistema sanzionatorio, per evitare distorsioni per gli iscritti a più organismi e a riconoscere un meccanismo di passaggi e di scelte prioritarie dei singoli soggetti. Si può provare a costruire una vera professione?

Autore: Giuseppe G. Santorsola – Advisor Online (Articolo originale)

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