Protezione dei patrimoni con le polizze rivalutabili

Cassaforte (2) - Protezione patrimonio Imc

Cassaforte (2) - Protezione patrimonio Imc(Fonte: La Stampa)

Se la priorità è la prudenza. Gli operatori: va tenuto conto anche del peso delle tasse

Le proposte dai professionisti del Wealth Management per dare valore agli investimenti devono orientarsi di più sulla diversificazione e sulla protezione del patrimonio in questa fase di tassi bassi. «Pur rimanendo costruttivi sul mercato azionario, manteniamo un approccio difensivo, gestito attraverso strategie value da un lato, e dall’altro attraverso soluzioni di investimento alternative che offrono la possibilità di ridurre la sensibilità agli indici azionari, attraverso prodotti long/short», dice Paolo Molesini, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Private Banking che aggiunge: «In ottica di protezione, lo strumento in grado di garantire una stabilità di rendimento nel tempo va sicuramente ricercato nelle Polizze rivalutabili di ramo primo, che offrono inoltre anche una risposta alle tematiche legate al passaggio generazionale».

«L’approccio per la componente di portafoglio a reddito fisso, secondo noi, deve essere attendista e caratterizzato da una buona componente di liquidità. A questa, si possono poi associare una componente moderata di investimenti in obbligazioni societarie, sia investment grade che high yield, e una componente in emissioni dei Paesi Emergenti, a patto di realizzare entrambe attraverso un approccio non solo diversificato ma anche opportunistico, ribadendo che anche nel comparto obbligazionario la diversificazione e la selettività sono importanti», dice Andrea Rotti, direttore Investimenti e Gestioni patrimoniali Ersel.

«In un contesto di tassi di interesse ai minimi storici e vicini a zero su tutte le scadenze, nei prossimi anni gli investitori dovranno abituarsi a rendimenti inferiori, rispetto anche al recente passato, dagli investimenti obbligazionari», sottolinea anche Francesco Cosmelli, responsabile del Private Banking di Banca Akros. All’interno di questa cornice di riferimento, l’istituto ha individuato alcune direzioni di ricerca di rendimenti comunque interessanti, senza rinunciare al tradizionale approccio agli investimenti, basato su una rigorosa analisi fondamentale e sul risk management fortemente integrato nel processo di investimento. «A un primo livello sono state individuate alcune, precise scelte di asset allocation, che dovrebbero consentire di offrire un pick up di rendimento rispetto a quello che i mercati generalmente offrono, senza sacrificare il controllo del rischio – spiega l’esperto –. Fra questi citiamo l’approccio opportunistico nell’individuare obbligazioni corporate con un pricing non allineato ai fondamentali con scadenze brevi, i settori di investimento di nicchia, come i mutui, solidi, dei Paesi nordici, i titoli obbligazionari dell’area asiatica, per citarne alcuni, e le strategie di investimento absolute return che incorporano un approccio tipico degli hedge fund ma in una struttura altamente regolata e controllata, discriminando i gestori con expertise comprovata da quelli dell’ultima ora. A un secondo livello possiamo collocare alcuni servizi che offriamo. In questo ambito viene posta molta attenzione all’ottimizzazione fiscale dei propri portafogli, anche alla luce del recente aumento della pressione fiscale, con la tassazione sulle rendite passata in pochissimi anni dal 12,50% al 26%, con l’applicazione dell’Iva alle commissioni sulle gestioni patrimoniali, con il bollo e la Tobin Tax».

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