Protezione dei prestiti affare per società estere; sale il mercato italiano

Ombrello assicurativo

Stranieri gli operatori che si propongono di pagare le reate di debito in caso di morte, inabilità temporanea, invalidità o perdita del lavoro. La novità: in un’unica polizza varie esigenze

Non è un caso che molti degli operatori che hanno aggredito il mercato italiano della protezione dei mutui e dei prestiti siano di origine estera. Infatti il segmento “Credit Protection Insurance” non è semplicemente uno dei tanti rami assicurativi ma comprende pezzi di vari rami in prodotti compositi, che erogano varie forme di coperture insieme. Così, se non è mai stato difficile trovare una polizza vita collegata alla durata di un mutuo – cosa che viene richiesta in genere dalle stesse banche e che protegge la famiglia e lo stesso istituto di credito dal rischio che il mutuatario perda la vita – solo in tempi più recenti si sono viste polizze “composite” che prendono in considerazione più fattori.

Accanto alla classica copertura morte, infatti, ci sono adesso prodotti assicurativi che includono anche la protezione contro l’invalidità permanente o l’inabilità temporanea e anche la perdita del posto di lavoro (cosa sfortunatamente non proprio difficile ai giorni nostri). La nuova frontiera del firewall contro ogni possibile motivo di difficoltà a pagare le rate del mutuo è stata portata avanti soprattutto da operatori esteri, che vengono da mercati dove questi prodotti sono presenti già da anni.

Uno dei più attivi sul mercato italiano, con una filiale ad hoc, è l’americana Genworth Financial, che fa parte di un gruppo incluso nel 500 “global financial security company” di Fortune 500. Amplissima è la varietà dei settori all’interno dei quali la società sviluppa il suo business: ci sono prodotti a protezione dei mutui, dei prestiti personali, delle carte di credito e dei prestiti finalizzati all’acquisto di un automobile. La Genworth è un operatore specializzato nel trovare forme innovative di copertura. Ora, è chiaro che chi, ad esempio, ha un mutuo, ha senz’altro il problema di coprirsi, prima di tutto, dal rischio di decesso. Ma, è qui la novità, non soltanto questo estremo impedimento può creare grossi problemi ma anche avvenimenti che raramente vengono presi in considerazione. Sono tali gli eventi meno importanti ma tuttavia molto fastidiosi, ai fini della capacità di continuare a pagare le rate di un mutuo, come l’invalidità, l’inabilità temporanea e la perdita del posto di lavoro. Ognuna di queste coperture appartiene a un ramo diverso e per avere ciascuna di esse l’assicurato dovrebbe disperdersi fra mille rivoli. Nasce da questa constatazione l’idea di creare dei prodotti compositi che riescono a contemperare varie esigenze in un’unica, semplice polizza. Il punto è che, almeno per l’Italia, tutte queste pur utili coperture di contorno – a cominciare da quella sulla perdita del posto di lavoro, sono arrivate quando già la crisi economica era cominciata.

«I nostri prodotti – dice Peter Barrett (nella foto), global managing director della Lifestyle protection division di Genworth – validi sempre, si inseriscono ora in un ciclo negativo dell’economia in cui la gente cerca di sopravvivere agli alti livelli di disoccupazione e di proteggere il proprio tenore di vita. L’Italia è per i nostri prodotti uno dei paesi europei che si stanno sviluppando di più. Rispetto a Francia, Germania non ci sono grandi differenze. Soltanto in Finlandia, ad esempio, c’è già un’alta propensione della popolazione alla protezione del proprio livello di vita». Ma non bisogna pensare che questi prodotti possano risolvere ogni e qualsiasi problema. In ogni caso è bene leggere le condizioni della polizza. «In generale – dice Pierfrancesco Basilico, direttore Italia di Afi Esca, entrata in Italia nel 2011 – la protezione contro la perdita del posto di lavoro non è assoluta. Non protegge cioè per un tempo indefinito, ma soltanto per qualche mese, il tempo di trovare un nuovo lavoro».

Accade inoltre che in certe polizze vendute dalle banche insieme ai mutui, le coperture diverse dal caso morte durino per qualche anno e non per tutta la durata del mutuo. «Spesso – aggiunge Basilico – queste coperture valgono soltanto per i primi dieci anni, poi l’assicurato rimane scoperto. Le nostre polizze, invece, danno la copertura dei sinistri per tutta la durata dei mutui». Non è facile, per un utente, trovare la polizza che più gli si attagli. Intanto, soltanto alcune compagnie danno una copertura “personalizzata” sull’età e la tipologia del mutuatario. In generale, invece, queste sono polizze collettive che non stanno a guardare se uno è più giovane di un altro (e quindi pagherebbe di meno perché il rischio di premorienza è minore). Per questo motivo i più giovani hanno tutta la convenienza a cercare sul mercato polizze personalizzate. Ma non è facile trovare il prodotto più adatto anche perché le banche, finora, hanno cercato di obbligare il cliente a prendere l’assicurazione sul mutuo da loro proposta. E su questa polizza, come ha dimostrato l’Isvap, l’organismo di vigilanza delle compagnie, hanno lucrato commissioni stratosferiche. Proprio l’Isvap ha messo in consultazione un nuovo regolamento che dovrebbe consentire di fatto al cliente di scegliere la polizza che vuole.

Autore: Adriano Bonafede – Repubblica Affari & Finanza (Articolo originale)

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