Prova trasparenza sulle polizze online

Trasparenza (2) Imc

Trasparenza (2) Imc

(a cura di Maurizio Di Rocco – L’esperto risponde, Il Sole 24 Ore)

Ho stipulato una polizza assicurativa tramite un sito online ma poco dopo, leggendo più attentamente le condizioni contrattuali, mi sono reso conto che l’assicurazione sottoscritta non fa esattamente al caso mio e che alcune clausole d’indennizzo sono eccessivamente e volutamente vaghe. Ho la facoltà di recedere dal contratto? E, nel caso, quali sono le modalità con cui posso esercitare il mio diritto? Non vorrei dover attendere la sua conclusione, perché preferirei procedere fin da subito alla conclusione di un diverso contratto con un altro agente assicurativo. – T. F. – RIMINI

La disciplina inerente ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali, contenuta nel Codice del consumo (Dlgs 206 del 2005), è fortemente incentrata sul profilo informativo e sulla trasparenza.

In particolare l’obbligo di trasparenza, diretto a salvaguardare il consumatore, si traduce nel dovere che incombe sul cosiddetto “contraente forte”, vale a dire sul professionista che predispone il contratto, di informare il cliente dei termini esatti e delle specifiche clausole che regolano l’operazione economica, prima che quest’ultimo vi aderisca. Ciò perché si tratta di tipi contrattuali caratterizzati dalla complessità dell’oggetto nonché dalla particolare modalità di negoziazione a distanza.

I conseguenti interventi legislativi, pertanto, mirano a controbilanciare le evidenti difficoltà riscontrate dalla “parte debole”, attraverso la previsione di rigorosi obblighi d’informazione e correttezza a carico del professionista. Ecco perché, all’articolo 49 del Codice del consumo, sono dettagliatamente elencate le singole informazioni che dovranno essere fornite al consumatore in un linguaggio chiaro e comprensibile, prima della sottoscrizione, e che formeranno parte integrante del contratto stesso.

Fermo restando che incombe sul professionista l’onere di provare di aver adempiuto agli obblighi di informazione citati, qualora le clausole contrattuali dovessero risultare eccessivamente vaghe e poco comprensibili, si applicheranno, oltre alle regole previste specificatamente dal Codice del consumo, anche quelle fissate in generale per i contratti dal Codice civile.

Il giudice, quindi, dovrà indagare quale sia la comune volontà delle parti, al di là del dato letterale, come previsto dall’articolo 1362 del Codice civile. Qualora questa regola non sia sufficiente per superare l’ambiguità, si dovrà, poi, ricorrere all’interpretazione contra proferentem (articolo 1370 del Codice civile), ossia quella che risulta più sfavorevole nei confronti di colui che ha redatto la clausola ambigua.

Tornando al Codice del consumo, l’articolo 35, comma 2, prevede che, in caso di dubbio interpretativo, la condizione contrattuale debba essere valutata facendo prevalere il significato che appare, in ogni caso, più favorevole al consumatore. Del resto, come confermato anche da costante giurisprudenza, quando le clausole sono previste e inserite unilateralmente da una parte (nel nostro caso l’assicurazione) è da escludere che le conseguenze derivanti da una loro inesatta formulazione possano ricadere sull’assicurato. Particolarmente rilevanti per il caso del lettore sono, inoltre, gli obblighi d’informazione inerenti alle modalità di esercizio del diritto di recesso.

Infatti, salve le eccezioni previste dall’articolo 59 del Codice del consumo, il consumatore dispone di 14 giorni di tempo per recedere dal contratto sottoscritto a distanza, senza l’obbligo di fornire alcuna motivazione e senza ulteriori costi. Tale periodo si estende fino a 12 mesi qualora il professionista abbia omesso di fornire al cliente le informazioni relative al diritto di recesso.

In ogni caso, per recedere, è sufficiente che il cliente informi il professionista, prima della scadenza del termine, nei modi da quello indicati oppure tramite una qualsiasi manifestazione scritta di volontà. Il recesso comporterà, a carico del professionista, l’obbligo di rimborsare qualsiasi pagamento ricevuto dal cliente, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal giorno in cui ha ricevuto la richiesta.

Nel caso descritto, quindi, non sarà necessario svolgere una puntuale contestazione delle clausole ritenute inadeguate, ma sarà sufficiente procedere alla dichiarazione di recesso nei termini e nei modi indicati.

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