Prove di risparmio per le polizze Rc auto

Rc Auto (2) Imc

Rc Auto (2) Imc

(di Adriano Lovera – Il Sole 24 Ore)

Normative e strategie per ridurre il premio. Dai maggiori controlli sul contrassegno agli sconti per chi installa la black box ai preventivatori per fare confronti

IL QUESITO: Devo rinnovare la polizza Rc auto e ho sentito che ci sono novità in arrivo a favore dell’assicurato. Ma quali sono le possibilità di ridurre il premio?

Il mondo della Rc auto cambia volto, con novità che rendono la vita più semplice per l’automobilista. E che potrebbero aprire la strada a tariffe più basse, anche se questo resta ancora un auspicio.

Tagliando e attestato

Dal prossimo 18 ottobre non sarà più necessario esporre il tagliando di assicurazione (effetto del decreto liberalizzazioni del 2012 del governo Monti). Spetterà alle forze dell’ordine verificare se la targa in questione sia in regola con l’obbligo assicurativo, grazie al confronto con le banche dati della Motorizzazione. Una comodità in più per chi guida, pensata in realtà per frenare il fenomeno delle frodi e dei tagliandi di assicurazione falsi, con cui ancora oggi nel nostro Paese circola un buon numero di veicoli (le ultime stime parlano di 4,5 milioni). Ma questa semplificazione ci farà risparmiare? «Il provvedimento dovrebbe portare a un sensibile aumento delle sottoscrizioni di polizze Rca, legate a veicoli finora sconosciuti al sistema. Da questo discenderà una diminuzione generale dei premi. Ma è lecito aspettarsi che gli effetti concreti di questa novità si vedranno dal 2017», spiega Pietro Giordano, presidente nazionale Adiconsum. Sulla consistenza della possibile diminuzione dei premi inciderà comunque la sinistrosità degli attuali evasori: se è alta, i benefici si perderanno e, anzi, il bilancio potrà essere negativo.

Già da luglio, invece, è scattata la dematerializzazione dell’attestato di rischio (Regolamento Ivass del 19 maggio 2015), il documento fondamentale per confrontare i preventivi ed eventualmente per cambiare compagnia: contiene la nostra classe Cu di assegnazione e lo storico degli ultimi cinque anni di incidenti. Non viene più spedito a casa per posta, ma è disponibile online in un’area dedicata del sito di ciascuna compagnia, dove occorre registrarsi. «Per chi non è abituato, questo passaggio comporterà qualche complicazione nei primi tempi – ammette il presidente dell’Adiconsum –. Ma, intanto, evita che ogni anno siano spedite 40 milioni di buste cartacee per tutta Italia. E poi, appena presa dimestichezza con lo strumento, ognuno potrà controllare in qualsiasi momento, da qualsiasi dispositivo, il proprio attestato». Un’agevolazione quando si fanno i confronti online o in agenzia.

I siti per confrontare

Ancora oggi gli italiani sono piuttosto fedeli alla propria compagnia. In media il 15% degli assicurati decide di cambiare assicurazione in cerca della tariffa migliore. «È un dato molto basso, che in realtà non spinge ancora il mercato a sviluppare una vera concorrenza», osservano dall’Adiconsum. Gli strumenti principali per pagare meno sono i siti comparatori. Ci sono quelli privati (ad esempio: Facile.it, Segugio.it, Assicurazione.it, Sostariffe.it, 6sicuro.it, Cercassicurazioni.it e molti altri) convenzionati, però, con un numero limitato di compagnie. Altrimenti, c’è il comparatore pubblico di Ivass – ministero Sviluppo Economico (www.tuopreventivatore.it). Questo non confronta il costo finale delle polizze, ma solo la parte obbligatoria Rca. Però scandaglia tutto il mercato ed è un ottimo punto di partenza.

Quanto si può risparmiare

Un automobilista che era rimasto “fedele” alla stessa compagnia per diversi anni, può risparmiare il 20-30% in un colpo solo, magari passando da una tradizionale a una compagnia diretta (con l’eccezione però dei residenti al Sud per i quali spesso le online costano di più). Naturalmente, una volta allineati alla fascia più conveniente, non si troverà lo stesso sconto cambiando continuamente assicurazione.

Inoltre attenzione alle clausole di rivalsa (ad esempio il mancato rispetto della “guida esclusiva”): spesso, a fronte di un modesto risparmio nel premio annuale, si rischia di andare incontro a spese impreviste in caso di sinistro. Passando alle garanzie o alle polizze aggiuntive, c’è il tema dello scoperto o delle franchigie, ossia la parte di danno che resta a carico dell’assicurato: spesso i preventivi più economici presentano anche i livelli più penalizzanti. Sul “furto e incendio”, ad esempio, generalmente è meglio uno scoperto del 5% rispetto al 10% o addirittura 15% proposto da alcune compagnie. Stesso discorso per la “rottura cristalli”, dove è comune trovare una franchigia di 100-150 euro, mentre 250 euro è davvero esagerata. Infine, occhio alle rinunce inutili. Una garanzia come gli “infortuni del conducente” costa poco, anche solo 30 euro l’anno, ma nel malaugurato caso di incidente con colpa risulta utilissima per pagare le proprie spese mediche.

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