Puppato (PD), abrogazione “Tacito rinnovo” danneggia i cittadini

Laura Puppato (2) (Foto Gianluca Panella) Imc

Laura Puppato (2) (Foto Gianluca Panella) Imc

Anche la senatrice del Partito Democratico Laura Puppato (nella foto, di Gianluca Panella) esprime la propria contrarietà all’emendamento al DDL Concorrenza, approvato in Commissione Industria del Senato, che prevede l’abrogazione del tacito rinnovo per tutte le polizze di assicurazione dei rami Danni. “Io e il collega Mario Morgoni del Pd – scrive Puppato in una nota – abbiamo presentato in Aula emendamenti per sopprimere questa modifica apportata al testo in Commissione e tornare dunque alla possibilità del tacito rinnovo. Senza interpellarci, alcuni organi di stampa hanno attribuito il nostro gesto ad oscuri interessi personali, ma invece è vero il contrario. A differenza di quanto scrivono, ad essere danneggiati dall’abrogazione del tacito rinnovo sono soprattutto i clienti, quindi i cittadini. L’operazione è infatti un regalo alle grandi imprese assicuratrici, soprattutto quelle che intendono strutturarsi online senza agenti professionisti”.

“I contratti per il Ramo danni – spiega la senatrice PD – sono polizze complesse, che coprono malattie, infortuni e anche la responsabilità civile professionale o d’impresa. La scadenza ravvicinata delle garanzie prestate, senza garanzia di continuità allo stesso costo, esporrebbe ad un rischio di scopertura assicurativa il cliente che abbia denunciato un sinistro soggetto a cronicità, ad aggravamento che preluda a maggiori oneri per le imprese di assicurazione, a tutto vantaggio delle compagnie e ad evidente svantaggio del cittadino. Non solo, i clienti potranno scegliere solo tra 2 opportunità: contratti pluriennali (a scadenza decennale o a 5 anni senza tacito rinnovo) o annuali. Il che significa scegliere solo tra un vincolo estremo e un contratto che diventa carta straccia appena 12 mesi dopo. Inoltre senza il tacito rinnovo gli agenti di assicurazione vedranno ulteriormente ridotto il proprio potere contrattuale nei confronti delle grandi compagnie, non potendo più contare, nei fatti, su un portafoglio di clienti stabili e garantiti”.

“Ultimo ma non per importanza, non esiste in Europa scelta analoga ma, anzi, la Gran Bretagna ha evitato questo intervento nel 2013, comprendendo che si tratta di un’operazione che comprime la concorrenza e la libera scelta e favorisce le grandi imprese – conclude Puppato –. Altro ragionamento va fatto per il mercato assicurativo auto obbligatorio per legge. E’ per tutti questi motivi  noi riproporremo fortemente la questione nell’Aula del Senato, confidando che la riflessione porti a una migliore soluzione finale”.

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