QUALI SCENARI PER MEDICAL MALPRACTICE E RC SANITARIA

Aldo Minucci (3) Imc

Nel suo intervento al Convegno “LA SALUTE: ASSICURARE LA MEDICINA E PROTEGGERE I CITTADINI. Dalle ragioni di tutti ad una soluzione condivisa” organizzato ieri dall’ANIA, il presidente Aldo Minucci (nella foto) ha toccato diverse tematiche relative al tema della responsabilità civile sanitaria, alla sua assicurabilità e ai riflessi sulla sicurezza dei pazienti e sul funzionamento del sistema sanitario.

Nella considerazione iniziale, Minucci si è soffermato sull’evoluzione generale della malpractice medica, fenomeno che negli ultimi anni ha portato ad un deciso incremento delle denunce non solo in Italia. Le cause di tale tendenza sono riconducibili all’aumento degli importi dei risarcimenti riconosciuti dai tribunali, in particolare per i danni non patrimoniali, all’ampliamento dei diritti e dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza e in una maggiore attenzione dei pazienti alla qualità e ai risultati delle cure ricevute, in parte favorita da alcuni fornitori di servizi di tutela dei danneggiati.

Questo ha portato a maggiori costi diretti in termini di risarcimenti dovuti o di prezzi delle coperture assicurative, maggiori difficoltà nei rapporti tra medico e paziente e maggiori costi indiretti derivanti da un ricorso eccessivo e improprio a prestazioni della cosiddetta “medicina difensiva”. La consuenza più evidente per il sistema assicurativo italiano è ben fotografata dal rapporto fra sinistri e premi per copertura della responsabilità civile dei medici e delle strutture sanitarie. I dati relativi al 2010 parlano di percentuali, rispettivamente, del 142% e del 159%, un livello evidentemente non sostenibile, che ha inoltre portato a rapporti più difficili con gli assicurati a causa dell’inevitabile aumento dei prezzi e delle più stringenti condizioni contrattuali e assuntive.

Tra le diverse misure utili per mitigare il rischio, contenere i costi e incrementare la disponibilità di coperture assicurative, il presidente Ania ha indicato la costituzione di organismi indipendenti che rilevino e analizzino gli errori medici e i cosiddetti “quasi errori” evidenziati volontariamente dagli operatori sanitari, l’inserimento della figura del risk manager in tutte le strutture erogatrici di servizi sanitari, lo sviluppo di processi formativi per i medici e per gli operatori sanitari per la prevenzione dei casi di malpractice e per la minimizzazione degli eventuali danni e la costituzione di fondi pubblici, che coprano le tipologie di rischio non assicurabili o difficilmente assicurabili dal mercato assicurativo nazionale ed internazionale (ad esempio, infezioni diffuse, categorie professionali ad alto rischio, rischi “tarati”).

Passando quindi all’analisi delle misure contenute nella Legge 189/2012 recentemente approvata, Minucci ha sottolineato gli aspetti positivi che affrontano il problema della medical malpractice, così come le carenze ancora presenti in tema di costo dei risarcimenti.

Parlando dell’esonero da responsabilità penale in caso di rispetto di “best practices”, infatti, viene sottolineato come “per effetto di questa disposizione, mentre l’applicazione delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica comporta un’esclusione ex lege della responsabilità penale per colpa lieve, sul piano civilistico – l’unico in relazione al quale opera la copertura assicurativa – non viene invece apportata alcuna sostanziale modifica agli attuali profili di responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie con le conseguenti ricadute sull’invarianza del costo dei risarcimenti“.

L’art. 3 bis delle legge si sofferma invece sull’adozione di misure di risk management. Disposizione positiva, secondo il presidente Ania, “poiché mira a diffondere strumenti e procedure di risk management, necessari per un maggiore controllo dei rischi – dunque dei costi – connessi allo svolgimento delle attività sanitarie“. L’articolo tuttavia prevede che tutto ciò avvenga “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, e la preoccupazione in tal senso è che la norma introdotta “depotenzi sostanzialmente la portata della disposizione. Risulta difficile, infatti, immaginare che si possa svolgere una rigorosa attività di risk management senza risorse e investimenti adeguati“.

Parlando infine di una serie di misure introdotte quali fondo speciale, tabelle e regime bonus/malus, Minucci esprime perplessità sulle modalità di finanziamento del “Fondo speciale che garantisca idonea copertura assicurativa agli esercenti professioni sanitarie sulla base di definite categorie di rischio professionale“. Secondo il presidente Ania, il Fondo “dovrebbe essere finanziato in parte dai medici e in parte da coloro che usufruiscono delle specifiche prestazioni sanitarie in modo simile a quanto previsto per il contributo previdenziale gravante sulle parcelle di alcune categorie professionali“, senza richiedere ulteriori contributi a carico delle imprese assicuratrici.

Positivo anche il parere sull’applicazione delle tabelle previste dal Codice delle Assicurazioni in materia di r.c. auto per il risarcimento del danno biologico conseguente all’esercizio della professione sanitaria. L’ANIA però sottolinea come vi siano ancora lacune nell’emanazione di una legislazione applicativa in tal senso, visto che “siamo ancora in attesa, infatti, della pubblicazione – a ormai sette anni di distanza dalla loro previsione – delle tabelle per le lesioni gravi nel settore r.c. auto“.

Minucci è anche critico nei confronti delle clausole bonus/malus da introdurre nei contratti, visto che le imprese “già stabiliscono le proprie prassi assuntive e prezzi anche sulla base della sinistrosità degli assicurati“.

Concludendo il proprio intervento, il presidente Ania osserva come la recente legge contenga alcune misure positive che testimoniano l’attenzione del legislatore nei confronti di questo tema; la riforma “non consente tuttavia di risolvere il problema, mancando di quelle disposizioni che, come detto in precedenza, sarebbero state necessarie per rendere veramente sostenibile, nel lungo periodo, l’intero sistema“.

A confermare ed ampliare la portata dell’intervento di Minucci è stata la vice presidente Ania, Maria Bianca Farina, che ha portato inoltre all’attenzione dei lavori l’esempio dalle best practice internazionali, con due modelli in particolare: il sistema «no fault» scandinavo, che prevede un risarcimento per determinate casistiche di eventi senza ricerca della colpa e il modello francese – visto come un possibile riferimento per il futuro – che prevede l’obbligo assicurativo per tutte le strutture e i liberi professionisti e conta anche su un Fondo di garanzia che copre il rischio insolvenza.

Consulta e scarica l’intervento di Aldo Minucci

Consulta e scarica l’intervento di Maria Bianca Farina

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