Quando la banca rifiuta la polizza vita

Ramo Vita

«Se vuole il mutuo deve stipulare una polizza vita». Alzino la mano gli aspiranti mutuatari di questo travagliato 2012 – con erogazioni di prestiti ipotecari dimezzate – che non hanno ricevuto questa proposta allo sportello, nelle fasi preliminare di contrattazione del mutuo. Può esser capitato anche di ricevere una proposta per la stipula di una Credit protection insurance (Cpi), che copre il pagamento delle rate in caso di perdita del posto del lavoro, infortunio, eccetera.

È legale o si tratta di un abuso? La risposta esatta, certamente per quanto riguarda le polizze vita (mentre resta qualche dubbio sulle Cpi), è la prima, perché l’articolo 28 del dl 24 gennaio 2012 stabilisce che «gli intermediari, se condizionano l’erogazione del mutuo alla stipula di un’assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi». Come dire, al di là dei due preventivi, che le banche possono condizionare l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto accessorio. Questo, nonostante sul mutuo ci sia già una garanzia ipotecaria. Se l’assicurazione viene posta come obbligatoria questa deve comparire anche nel Taeg (Tasso annuo effettivo globale che comprende gli interessi e tutti gli altri costi). Un punto, però, agevolmente aggirabile. Molti istituti, infatti, pongono l’assicurazione formalmente facoltativa, ma nei fatti ne “consigliano” la stipula nel momento in cui si apprestano a elaborare l’istruttoria, con la verifica sulle condizioni reddituali.

Ma cosa succede se un aspirante mutuatario ha già stipulato precedentemente una polizza vita il cui massimale copre l’importo che il mutuo dovrebbe erogare? È sufficiente la polizza precedente o la banca può chiederne un’altra? Non c’è – a detta degli esperti – una risposta univoca. La banca può accettare una polizza sulla vita precedente, se valuta che l’importo coperto è in linea con quello del mutuo e se reputa la compagnia affidabile. Ma può anche stabilire che non è sufficiente e vincolare l’erogazione del finanziamento a un’altra polizza, più calibrata sull’importo e sulle condizioni del mutuo. Lo stesso dicasi per la polizza incendio e scoppio che la maggior parte delle banche richiede come obbligatoria. Nella prassi, però, quando un mutuatario esibisce una polizza condominiale di questo tipo, gli istituti tendono ad accettarla. Se la polizza sulla vita è fornita dal datore di lavoro (come nel caso posto dal lettore nella scheda in pagina) la banca potrà però avere buon gioco nel rifiutarla, perché se per ogni motivo l’aspirante mutuatario dovesse perdere il posto, anche la polizza potrebbe decadere.

Autore: Vito Lops – Casa24 (Articolo originale)

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