Rami Danni, premi in calo dell’1,8% alla fine del secondo trimestre 2015

Statistiche - Raccolta premi (4) Imc

Statistiche - Raccolta premi (4) Imc

Tredicesimo trimestre consecutivo di flessione per il comparto, i cui premi scendono dell’1,8% a 18,4 miliardi di Euro a causa dell’ulteriore calo dei premi del settore Auto (-5,9% a 9,21 miliardi; -7,2% a 7,835 miliardi per la sola Rc Auto), mentre gli altri rami danni registrano un progresso del 2,6% a 9,2 miliardi (ottavo trimestre consecutivo in progresso)

ANIA Trends ha diffuso il consueto rapporto trimestrale relativo ai premi totali del lavoro diretto italiano dei rami Danni. All’ultima rilevazione al II trimestre 2015 hanno partecipato la quasi totalità delle imprese nazionali e 44 rappresentanze di imprese europee che in termini di quota mercato rappresentano comunque oltre il 90% del totale (sono attualmente 70 le imprese ammesse a operare in Italia in regime di stabilimento nel settore danni).

Relativamente alla totalità delle imprese (italiane, rappresentanze di imprese U.E. ed extra U.E.), i premi rilevati alla fine del II trimestre 2015 sono stati pari a 18,41 miliardi (in diminuzione dell’1,8% rispetto al II trimestre del 2014 ed in calo per il tredicesimo trimestre consecutivo). Il settore Auto ha contabilizzato 9,21 miliardi in diminuzione del 5,9%. In particolare, il ramo R.C. Autoveicoli terrestri con una raccolta premi di 7,835 miliardi, risulta in calo del 7,2%. Si tratta della dodicesima variazione tendenziale negativa (a livello trimestrale) e di un trend che, segnala l’Ufficio Studi ANIA, non si era mai registrato in questo ramo, per lo meno con variazioni negative così prolungate e così pronunciate.

Da giugno 2012 a giugno 2015 i premi contabilizzati in questo ramo sono diminuiti complessivamente di quasi il 20%.

Alla variazione negativa ha contribuito “una sempre più intensa concorrenza da parte delle imprese che hanno potuto anche beneficiare di un lungo periodo di riduzione della sinistrosità iniziato nel 2010 ma che, secondo gli ultimi dati disponibili, sembra essersi interrotto già alla fine dello scorso mese di marzo”. Il ramo Corpi veicoli terrestri, con 1,38 miliardi di Euro di raccolta premi alla fine del II trimestre 2015 ha consolidato la variazione positiva già registrata alla fine del I trimestre (+1,9%; era +0,6% nel I trimestre 2015).

Beneficiando dei segnali di recupero del ciclo economico, i premi contabilizzati degli altri rami danni alla fine del II trimestre 2015 sono risultati in crescita del 2,6% rispetto al II trimestre 2014 (in linea con quanto già registrato alla fine del I trimestre) per un volume pari a 9,2 miliardi. In particolare, i rami che risultano avere una crescita superiore alla media sono stati: Credito (259 milioni; +4,3%), R.C. Generale (2,01 miliardi; +5,7%), Tutela legale (187 milioni; +7,9%), Assistenza (332 milioni; +11,1%), Corpi veicoli marittimi (147 milioni; +17,1%) e Corpi veicoli ferroviari (3 milioni; +18,4%). Hanno invece registrato una diminuzione dei premi contabilizzati rispetto al II trimestre 2014 i rami R.C. Veicoli marittimi (18 milioni; -8%), Corpi veicoli aerei (20 milioni; -17,1%) e R.C. aeromobili (9 milioni; -19,6%).

Analizzando il dettaglio dei premi realizzati nel II trimestre, risulta che nel ramo R.C. Auto sono stati contabilizzati 4,02 miliardi di Euro rispetto ai 3,81 miliardi del trimestre precedente; anche nel ramo Corpi di veicoli terrestri si è registrato un incremento, passando dai 666 milioni nel primo trimestre ai 710 milioni nel secondo trimestre. Un incremento di 250 milioni circa è stato rilevato negli altri rami danni, i cui premi contabilizzati nel primo trimestre ammontavano a 4,47 miliardi mentre quelli contabilizzati nel secondo sono stati pari a 4,73 miliardi. Nel complesso del settore danni si è passati dagli 8,95 miliardi del I trimestre ai 9,46 miliardi del II trimestre.

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E. (44 imprese che rappresentano oltre il 90%in termini di premi su un totale di 70 imprese attualmente autorizzate), alla fine dei primi sei mesi del 2015, sono stati contabilizzati 2,32 miliardi di Euro di premi, in aumento del 3,7% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2014. Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale dei premi è stato del 12,6%: in particolare nel settore Auto il peso è stato del 5,5% mentre negli altri rami danni di circa il 20%. In alcuni rami tale quota è stata superiore al 40%, come nei rami R.C. Aeromobili (45,8%), Merci trasportate (46,1%) e nel ramo Credito dove l’incidenza di tali imprese è stata pari a quasi il 90%.

Nel settore Auto si è registrata una contrazione dei premi pari a oltre il 6% (in linea con quella delle imprese italiane e delle rappresentanze extra-UE) ma con dinamiche molto più accentuate nei singoli rami; i premi del ramo R.C. Autoveicoli terrestri diminuiscono infatti del 10,4% (rispetto al -7% delle imprese italiane ed extra-UE) e i premi del ramo Corpi veicoli terrestri aumentano del 9,4% (rispetto al +1,2% delle imprese italiane ed extra-UE); negli altri rami danni l’incremento dei premi è stato pari al 6,9%. Tra i rami più significativi (in termini di volume premi) si è registrata una crescita della raccolta nei rami R.C. Generale (635 milioni, +9,3%), Credito (227 milioni, +8,5%), Infortuni (229 milioni, +8,1%) e Incendio (164 milioni, +0,4%).

Analisi di dettaglio per canale distributivo e ramo

Il principale canale di distribuzione delle imprese italiane ed extra U.E. è risultato essere il canale agenziale (79,5%), in lieve diminuzione rispetto a quanto rilevato alla fine del II trimestre del 2014 (80,7%). In particolare, i rami nei quali il canale agenziale risulta mediamente più sviluppato sono i rami R.C. Veicoli marittimi (93%), R.C. Autoveicoli terrestri (86,4%), R.C. Generale (83,1%), Altri danni ai beni (83,1%) e Incendio ed elementi naturali (80,3%). Volumi di business molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece nei rami Corpi veicoli aerei (12,7%) e R.C. Aeromobili (15,6%), rami nei quali è invece molto forte la presenza dei broker, con quote di mercato rispettivamente pari a 86,3% e 79,3%.

Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni, con una quota pari al 7,2%. Oltre ai rami già menzionati, i rami in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono il Credito (20,2%), il Malattia (21,4%), i Corpi veicoli ferroviari (40,6%), le Merci trasportate (42,9%) e i Corpi veicoli marittimi (52,8%). ANIA Trends evidenzia come il peso dei broker sia sottostimato, in quanto non considera una quota importante di premi (stimata per il totale danni nel 2014 in 25,5 punti percentuali) che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. Tenendo conto di questo fattore anche per il II trimestre 2015 la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe al 54%, mentre quella dei broker salirebbe a 32,7%.

Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 4,6% (3,9% al II trimestre 2014), sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Credito (42,4%) e Perdite pecuniarie (46,4%). Rivestono tuttavia un ruolo importante (e in crescita) anche nei rami Infortuni (8,5%), Malattia (8,2%), Tutela legale (8,2%) e Incendio ed elementi naturali (7,6%).

La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, Vendita telefonica e Internet) a fine giugno 2015 registrava un’incidenza dell’8,5% (era 8,3% alla fine di giugno 2014). Facendo riferimento al dettaglio delle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, risulta che a fine giugno 2015, le agenzie in economia pesavano per il 3,5% (era 3,3% nello stesso periodo del 2014), mentre il canale internet per il 3,4% (3,3% nel 2014); in particolare l’utilizzo di internet è risultato in aumento nel ramo R.C. Autoveicoli terrestri, dove è arrivato a sfiorare il 6% (era 5,4% a giugno dell’anno precedente). La vendita telefonica, infine, ha registrato una quota pari all’1,6% (era 1,7% alla fine del II trimestre 2014).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E., i principali canali di distribuzione sono stati i broker – con una quota pari al 43,7% – e gli agenti, con una quota pari al 40,9%. In particolare, nel settore Auto è quello agenziale il canale distributivo più utilizzato dalle imprese – con una quota del 68,4% – mentre negli altri rami danni il canale di distribuzione prevalente è risultato essere quello dei broker (52,3%). Risultano invece nel complesso poco sfruttati il canale bancario (6%) e l’utilizzo di internet (2,2%).

Intermedia Channel


ANIA – Rilevazione trimestrale dei premi del lavoro diretto italiano dei rami danni – II trimestre 2015

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