Rami Danni, raccolta premi in aumento dell’1,1% nel 2017

Statistiche - Raccolta premi (6) Imc

Statistiche - Raccolta premi (6) ImcAlla fine del 2017, come già anticipato nelle stime provvisorie di alcune settimane fa, i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano Danni sono stati pari a 36,8 miliardi di Euro, in aumento dell’1,1% rispetto alla fine del 2016. All’andamento positivo ha contribuito la decelerazione del tasso di decremento dei premi del comparto Auto nonché una crescita dei premi degli altri rami Danni. Nel dettaglio, i premi del ramo Rc auto sono stati pari a 13,8 miliardi, in calo del 2,2% rispetto al 2016, mentre i premi del ramo Corpi veicoli terrestri sono stati pari a 3 miliardi, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli altri rami danni, a conferma del trend positivo degli ultimi trimestri, hanno contablizzato oltre 19,9 miliardi di Euro di premi, con un tasso di crescita del 2,6%

ANIA ha diffuso il rapporto aggiornato a fine 2017 relativo ai premi totali del lavoro diretto italiano dei rami Danni. Alla rilevazione hanno partecipato la quasi totalità delle imprese nazionali e 49 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano oltre il 95% del totale (sono attualmente 74 le imprese ammesse a operare in Italia in regime di stabilimento nel settore Danni).

Relativamente alla totalità delle imprese (italiane, rappresentanze di imprese U.E. ed extra U.E.), come già anticipato nelle stime provvisorie di alcune settimane fa, i premi rilevati alla fine del 2017 sono stati pari a 36,77 mliardi di Euro, in aumento dell’1,1% rispetto a quanto rilevato alla fine del 2016. La crescita registrata dai premi totali Danni è la conseguenza di una diminuzione nel settore Auto – i cui premi hanno registrato una flessione dello 0,7% – ed un aumento negli altri rami Danni, i cui premi sono cresciuti del 2,6%.

Nello specifico, nel comparto Auto si è registrata una diminuzione del 2,2% nel ramo Rc Auto e veicoli marittimi e una crescita del 6,5% nel ramo Corpi veicoli terrestri. Per il ramo RCA si tratta della sesta variazione negativa consecutiva, pur in un contesto di tassi di riduzione via via decrescenti: dal 2011 al 2017 i premi sono diminuiti di oltre il 25% ed il volume premi del 2017 (pari a 13,8 miliardi) risulta diminuito di quasi cinque miliardi rispetto ai premi contabilizzati nel 2011.

Sono diversi i fattori hanno contribuito al complessivo calo del volume premi del ramo RCA, in presenza di un parco di veicoli assicurati che è rimasto sostanzialmente invariato. Tra i più rilevanti, l’ANIA ricorda la diminuzione del numero dei sinistri (effetto a sua volta sia delle difficili condizioni economiche del paese che negli anni dal 2012 al 2015 hanno portato a un significativo calo dell’utilizzo dei mezzi privati sia dell’introduzione, nella primavera del 2012, della legge sui danni fisici lievi che ha avuto effetti molto positivi sulla riduzione dei sinistri fraudolenti), l’uso progressivo e sempre più diffuso dei prodotti assicurativi legati a dispositivi telematici) che hanno avuto un ruolo determinante nel ridurre i premi degli assicurati virtuosi che hanno accettato il monitoraggio del proprio stile di guida) e la forte e crescente competizione fra le imprese (che hanno potuto beneficiare della già citata riduzione di sinistrosità e, quindi, di costi tecnici positivi sia pure in progressiva e importante contrazione).

Per il ramo Corpi veicoli terrestri (ossia le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli) si tratta invece del terzo anno consecutivo di crescita dei premi, fortemente correlata con la vendita di nuove vetture, che dopo il crollo (secondo i dati ACI), di oltre il 40% nel periodo 2009-2013 , è cresciuta del 45% nel periodo 2014-2017.

Per quanto riguarda gli altri rami Danni, questi risultano ancora positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale. In particolare, si registra una variazione positiva uguale o superiore alla media (+2,6%) nei rami Infortuni (+2,7%), Assistenza (+5,6%), Tutela legale (+6,1%), Malattia (+9,4%) e Perdite pecuniarie (+12,6%); sono invece risultati in calo i premi dei rami Corpi veicoli aerei (-23,0%), Rc Aeromobili (-15,8%), Cauzione (-3,6%), Corpi veicoli marittimi (-2,6%) ed Rc veicoli marittimi (-1,1%). Incendio ed Rc generale sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,1%).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E., alla fine del 2017 sono stati contabilizzati 4,4 miliardi di Euro di premi, in lieve aumento (+0,2%) rispetto a quanto rilevato nell’intero 2016. Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale dei premi è stato del 12,1%: in particolare, nel settore Auto l’incidenza è stata del 5,1% mentre sale al 18% negli altri rami danni. In alcuni segmenti la quota è stata superiore al 40%, come nei rami Corpi veicoli aerei (45,2%), Merci trasportate (46,5%), Rc Aeromobili (50,9%) e nel ramo Credito, dove il peso di queste imprese è stata pari ad oltre l’87%.

La quota di mercato delle rappresentanze di imprese U.E. resta invece particolarmente ridotta e inferiore al 10% nei rami Corpi veicoli ferroviari (3,6%), Rc Auto (4,5%), Malattia (4,9%), Rc Veicoli marittimi (5,8%) e Assistenza (7,6%). I volumi di raccolta mostrano una lieve crescita del settore Auto (+0,6%): il ramo Corpi veicoli terrestri ha registrato un aumento superiore a quello registrato dalle imprese nazionali (8,5% contro 6,3%) mentre il ramo RCA ha registrato la stessa contrazione (-2,2%). Praticamente stabile rispetto al 2016, invece, il volume premi degli altri rami Danni (+0,1%).

Analisi di dettaglio per canale distributivo e ramo

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., la principale forma di intermediazione in termini di quota di mercato si conferma essere il canale agenziale (76,3%), in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al 77,1% rilevato alla fine del 2016. I rami nei quali il canale agenziale risulta mediamente più sviluppato sono Rc Veicoli marittimi (94,3%), Rc Auto (85,8%), Rc Generale (82,1%) ed i rami Altri danni ai beni e Cauzioni (79,6%). Volumi di attività molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece nei rami Corpi veicoli aerei (11,8%), Corpi veicoli marittimi (13,6%) ed Rc Aeromobili (13,8%), comparti nei quali è molto forte la presenza dei broker (con quote di mercato rispettivamente pari a 87,9%, 85,7% e 86,1%).

Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari al 9,3%. Oltre a quelli già menzionati, il ramo in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono le Merci trasportate (41,1%). ANIA continua ad evidenziare come il peso complessivo dei broker sia sottostimato, in quanto non considera una rilevante quota di premi (stimata nel 2016 in 25,8 punti percentuali del totale rami Danni) che questa categoria di intermediari raccoglie ma che viene presentata alle agenzie e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il 2017, la quota degli agenti per il totale settore Danni scenderebbe al 50,5%, mentre quella dei broker salirebbe al 35,1%.

Gli sportelli bancari, con una quota di mercato del 6,1%, sono in aumento (+0,6 p.p. rispetto a fine 2016) e sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Credito (31,1%) e Perdite pecuniarie (46%). Rivestono ad ogni modo un ruolo importante (ed in tendenziale crescita) anche nei rami Malattia (13,1%), Infortuni (11,7%), Tutela legale (9,5%), Incendio ed elementi naturali (8,6%), Assistenza (8,8%).

La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, Vendita telefonica e Internet) registrava a fine 2017 un’incidenza del 7,9% (praticamente invariata: 8% la quota rilevata alla fine di settembre 2016). Prendendo in considerazione le singole modalità di distribuzione della vendita diretta, alla fine del 2017 le agenzie in economia pesavano per il 3,6% (come nel 2016), mentre incideva per il 3,2% il canale internet ( +0,2 punti percentuali); la quota relativa ai premi veicolati attraverso i preventivatori online risulta pari all’1,3%: nel settore Auto questo valore è pari al 2,5%, mentre è decisamente più bassa (e prossima allo 0,2%) la quota relativa agli altri rami Danni. Per questo segmento di attività, il ricorso da parte degli assicurati all’utilizzo di preventivatori online è collegato ai rami Perdite pecuniarie (0,2%), Infortuni (0,5%), Tutela legale (1,4%) e Assistenza (1,9%).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E., i principali canali di distribuzione sono stati i broker – con una quota pari al 43,4% – e gli agenti, con una quota pari al 40,6%. Nel settore Auto, il canale agenziale è stato quello più utilizzato dalle imprese (con una quota del 61,6%), mentre negli altri rami Danni il canale di distribuzione prevalente è risultato essere quello dei broker (51,3%). Gli sportelli bancari risultano essere il terzo canale di vendita, con una quota dell’8,3% (10,3% nel settore auto e 7,8% nei restanti rami). Risulta infine nel complesso pari a 6,8% la quota della vendita diretta.

Intermedia Channel


ANIA – Rilevazione trimestrale dei premi del lavoro diretto italiano dei rami danni dopo il IV trimestre 2017

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