Rami Danni, raccolta premi in crescita del 2,6% nel 2018

Statistiche - Raccolta premi - Grafici Imc

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A fine 2018 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore Danni sono stati pari a 37,7 miliardi di Euro, per quella che rappresenta la settima variazione tendenziale positiva dopo cinque anni di continua riduzione. Al risultato ha contribuito sia la crescita dei premi del comparto Auto sia l’ulteriore aumento dei premi degli altri rami Danni. Nel dettaglio, i premi del ramo RCA sono stati pari a 13,9 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto al 2017, mentre i premi del ramo Corpi veicoli terrestri sono stati pari a 3,2 miliardi, in crescita del 5,9% rispetto all’anno precedente. Gli altri rami Danni confermano il trend positivo degli ultimi trimestri, contabilizzando a fine 2018 oltre 20,6 miliardi di premi, con un tasso di crescita del 3,5%

ANIA ha diffuso il rapporto aggiornato a tutto il 2018 relativo ai premi totali del lavoro diretto italiano dei rami Danni. Alla rilevazione ha partecipato la totalità delle imprese nazionali e 53 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano circa il 95% del totale (sono attualmente 87 le imprese ammesse a operare in Italia in regime di stabilimento nel comparto Danni).

Relativamente alla totalità delle imprese (italiane, rappresentanze di imprese U.E. ed extra U.E.), i premi rilevati a fine 2018 sono stati pari ad oltre 37,7 miliardi di Euro, in aumento del 2,6% rispetto a quanto rilevato nel 2017. L’Associazione delle imprese assicurative evidenzia come si tratti della variazione tendenziale più elevata registrata dal 2011. La crescita registrata nel 2018 è la conseguenza di un aumento sia nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una variazione positiva dell’1,5% a 17,1 miliardi, sia negli altri rami Danni, dove i premi sono cresciuti del 3,5% a 20,6 miliardi.

Più specificatamente, nel comparto Auto si è registrata per la prima volta dopo sei anni una lieve crescita dei premi nel ramo Rc Auto e veicoli marittimi (+0,6% a 13,9 miliardi) mentre si conferma l’andamento positivo del ramo Corpi veicoli terrestri: +5,9% a 3,2 miliardi. La crescita del ramo RCA, spiegano da ANIA, è in realtà l’effetto combinato di un incremento di circa l’1,2% del parco assicurato e di una variazione negativa dei premi medi praticati, che sulla base anche di quanto rileva trimestralmente l’IVASS per le autovetture ad uso privato si stima possa diminuire in media di oltre lo 0,5% ancora nel 2018.

Per il ramo RCA si tratterebbe della sesta variazione negativa consecutiva del premio medio praticato, pur in un contesto di tassi di riduzione progressivamente decrescenti: dal 2012 al 2018 i premi medi Rc Auto sono diminuiti del 25%.

Per il ramo Corpi veicoli terrestri (ossia le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli) si tratta invece del quarto anno positivo per i volumi di raccolta (+3,3% nel 2015, +6,1% nel 2016 e +6,5% nel 2017) dopo una riduzione complessiva dei premi di circa il 30% nei sette anni precedenti (2008-2014).

Per quanto riguarda gli altri rami Danni, questi sono stati positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e da una maggiore spinta nell’offerta di prodotti innovativi da parte delle imprese. I rami che hanno registrato una variazione positiva superiore alla media sono stati Merci trasportate (+3,6%), Altri danni ai beni (+4,9%), Credito (+6,3%), Tutela legale (+6,9%), Malattia (+7,3%), Assistenza (+7,5%), e Corpi veicoli ferroviari (+19,5%). Hanno invece mostrato tassi di crescita inferiori alla media i rami Infortuni (+0,8%), Cauzione (+1,4%), Rc aeromobili (+3,1%), Rc Generale e Rc veicoli marittimi (+2,9%), Incendio ed altri elementi naturali (+2,4%), Perdite pecuniarie (+3,1%).

Relativamente alle rappresentanze di imprese con sede legale nei Paesi europei, i premi contabilizzati sono stati pari a 4,6 miliardi, in aumento del 4,4% rispetto a quanto rilevato nel 2017. Il peso percentuale dei premi raccolti dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale è stato del 12,3%: in particolare, nel settore Auto il peso è stato del 5,4%, mentre negli altri rami Danni è stato pari al 18%. Per alcuni rami questa quota è stata superiore al 40%, come Rc Aeromobili (51,9%), Merci trasportate (46,3%), Corpi veicoli aerei (47,1%) e Credito dove l’incidenza di queste imprese è stata pari all’87%. Resta invece ridotta e inferiore al 5% nei rami RCA (4,9%), Malattia (4,8%) e Corpi veicoli ferroviari (3%).

Il settore Auto è risultato in aumento dell’8,5%, con uno sviluppo sia per i premi RCA (+9,8%), che per quelli del ramo Corpi veicoli terrestri (+5%). Anche il comparto non-Auto ha registrato una variazione positiva (+3,5%). In particolare, il ramo RcGenerale, la cui raccolta da parte di queste imprese rappresenta quasi un terzo del totale, ha registrato nel 2018 un incremento del 2%; a fronte di una variazione nulla nella raccolta delle imprese italiane, il ramo Infortuni registra un aumento dei premi pari a +4,6%. I premi nel ramo Credito – la cui raccolta, come anticipato, è effettuata quasi per intero da rappresentanze di imprese UE – sono cresciuti del 6,1%. La variazione registrata nel ramo Trasporti è stata positiva e pari all’1,6%; la raccolta del ramo non è stata tuttavia sufficiente a contrastare la forte contrazione registrata nei volumi delle imprese italiane.

Analisi di dettaglio per canale distributivo e ramo

Relativamente alle imprese italiane ed extra U.E., la principale forma di intermediazione in termini di quota di mercato si conferma essere il canale agenziale (75,3%), in diminuzione di un punto percentuale rispetto a quanto rilevato a fine 2017. I rami nei quali il canale agenziale risulta più sviluppato sono Rc Veicoli marittimi (94,6%), Rc Auto (85,1%), Rc Generale (80,3%), Cauzione (79,9%) e Altri danni ai beni (79,2%). Volumi di attività molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece nei rami Corpi veicoli aerei (9%), Rc Aeromobili (13,7%) e Corpi veicoli marittimi (14,6%) nei quali è molto forte la presenza dei broker (con quote di mercato rispettivamente pari a 89,3%, 84% e 84,9%).

Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari al 9,5%. Oltre a quelli già menzionati, i rami in cui l’intermediazione di questa categoria di intermediari è molto rilevante sono il ramo Cauzione (17,4%), i rami Malattia e Corpi veicoli ferroviari (19,2%), il Credito (21,4%) e le Merci trasportate con una quota superiore al 40%. Ancora una volta ANIA evidenzia, comunque, come la quota di mercato dei broker sia sottostimata, in quanto non considera una parte importante di premi (stimata per il totale Danni, nel 2017, in 21,7 punti percentuali) che la categoria raccoglia ma che presenta alle agenzie e non direttamente alle imprese.

Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il 2018, la quota degli agenti per il totale settore Danni scenderebbe al 53,6%, mentre quella dei broker salirebbe a 31,2%.

Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 6,6% (+0,5 p.p. rispetto al 2017), sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Credito (38,6%) e Perdite pecuniarie (44,2%). Rivestono tuttavia un ruolo importante (e in crescita) anche nei rami Malattia (13,9%), Infortuni (12,4%), Tutela legale (10,2%), Incendio ed elementi naturali e Assistenza (8,9%).

La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, Vendita telefonica e Internet) a fine 2018 registra un’incidenza dell’8,4% (era all’8,2% a fine dicembre 2017). Per quanto concerne le singole modalità di distribuzione della vendita diretta, a fine 2018 le agenzie in economia pesavano per il 4,1% (contro il 3,6% del 2017), mentre il canale internet incide per il 3,3% (3,2% nel 2017). La quota relativa ai premi veicolati attraverso i preventivatori online risulta stabile e pari all’1,4%; nel settore Auto, in particolare, la quota è pari al 2,6% mentre più bassa e pari allo 0,2% è quella relativa agli altri rami Danni. I rami in cui, anche se marginalmente, si fa ricorso da parte degli assicurati all’utilizzo di preventivatori online sono l’Assistenza (2%), la Tutelea legale (1,5%), gli Infortuni (0,5%) e le Perdite pecuniarie (0,2%).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E., i principali canali di distribuzione sono stati i broker e gli agenti con una quota pari al 41,7% per entrambi. Nel settore Auto, in particolare, è quello agenziale il canale distributivo più utilizzato dalle imprese (con una quota del 58,2%), mentre negli altri rami Danni il canale di distribuzione prevalente è risultato essere quello dei broker (49,5%). Gli sportelli bancari risultano essere il terzo canale di vendita con una quota del 9,9% (14,3% nel settore auto e 8,8% nei restanti rami). Risulta infine nel complesso pari a 5,6% la quota della vendita diretta.

Intermedia Channel


ANIA – Rilevazione trimestrale dei premi del lavoro diretto italiano dei rami danni – Quarto trimestre 2018

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