Rapporto Lloyd’s, Europa ancora largamente impreparata a fronteggiare i rischi informatici

Cyber Risk - Rischi informatici (3) Imc

Cyber Risk - Rischi informatici (3) Imc

Secondo il nuovo rapporto sulla sottoassicurazione globale, i disastri naturali ed una nuova serie di rischi legati alla cybersecurity costituiscono una crescente minaccia per l’economia mondiale. La diffusione dell’assicurazione va di pari passo con l’incremento dei rischi e con le potenziali perdite del PIL per garantire una protezione adeguata e sostenere una crescita resiliente. In Europa l’indice medio di penetrazione assicurativa (2,9%) è lievemente superiore alla media dei 43 paesi analizzati nel loro insieme (2,1%). Nel Vecchio continente si registrano tuttavia minori livelli di copertura per i rischi cyber rispetto ad altre economie sviluppate, aspetto che lascia i Paesi di quest’area sotto-assicurati nei confronti del potenziale impatto di attacchi cyber. Alcuni rischi delle economie sviluppate rimangono sottoassicurati, inclusi il terremoto e le inondazioni in Europa

Secondo A World at Risk, nuovo rapporto dei Lloyd’s sulla sottoassicurazione globale, il gap di coperture assicurative a livello mondiale è stimabile in 163 miliardi, creando un’esposizione che costituisce una minaccia significativa per i mezzi di sostentamento e la prosperità globale.

Il rapporto, sviluppato dal mercato mondiale per l’assicurazione e la riassicurazione dei rischi speciali e dal Centre for Economics and Business Research (CEBR) rivela che nonostante l’economia globale generale sia cresciuta negli ultimi anni, così come le nuove minacce, il differnziale assicurativo si è ridotto di meno del 3% rispetto al 2012, quando i Lloyd’s pubblicarono il loro primo report sulla sottoassicurazione globale. Questo miglioramento così limitato è stato registrato in un periodo nel quale sono aumentate sia la gravità che la frequenza delle catastrofi legate alle condizioni meteorologiche. Oltre a questo, sono in crescita (ed in rapida evoluzione) ulteriori rischi globali come i crimini informatici. E queste tendenze sembrano destinate ad accentuarsi.

La diffusione dell’assicurazione è sensibilmente maggiore nelle economie sviluppate rispetto a quelle emergenti, ma l’Europa registra livelli di copertura dei rischi cyber minori rispetto agli Stati Uniti. La ridotta diffusione è dovuta in parte alla mancanza di una rigida regolamentazione nel nostro continente, prima dell’entrata in vigore del General Data Protection Regulation (la nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali). Nel 2016 il tasso di diffusione dell’assicurazione cyber era del 30% in Germania e del 36% nel Regno Unito, mentre negli Stati Uniti raggiungeva il 55%. Si stima che gli attacchi cyber a livello globale siano costati alle aziende nel solo 2017 tra i 445 ed i 608 miliardi di dollari. Con il GDPR ed i relativi requisiti per la notifica delle violazioni dei dati, si prevede un incremento della domanda di coperture assicurative per i rischi cyber in Europa.

Il rapporto mostra anche come la situazione assicurativa europea non sia uniforme. Non tutti i Paesi del Vecchio continente e non tutti i settori si trovano infatti ad affrontare lo stesso livello di sottoassicurazione. I Paesi Bassi si confermano, a livello mondiale, quale Paese con la maggiore penetrazione assicurativa (7,7%).

Nello specifico, il rapporto fornisce una panoramica dell’impatto dei disastri e della sottoassicurazione nei seguenti Paesi europei:

  • In Francia, il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sul settore agricolo del paese ed in particolare sulle regioni che producono vino. Nell’aprile del 2017, le gravi gelate susseguitesi alla primavera anticipata hanno avuto conseguenze devastanti sui raccolti di uva. Si stima che questi cambiamenti estremi nel meteo abbiano causato perdite per 4,2 miliardi di dollari, delle quali solo 950 milioni coperte assicurativamente (meno di un quarto).
  • In Germania alcune regioni sono particolarmente soggette ad inondazioni come la Baviera e la Sassonia. Nel 2013, il livello del fiume Danubio si è innalzato come mai successo nei precedenti 500 anni ed ha causato la morte di 26 persone e danni per 17,4 miliardi di dollari (0,46% del PIL). La gestione di questi rischi, che aumentano con i cambiamenti climatici, dovrebbe essere una priorità per gli urbanisti. Inoltre, anche se il manifatturiero è un settore dominante dell’economia del Paese, la relativa penetrazione assicurativa è percentualmente inferiore rispetto a quella di Francia o Irlanda.
  • I terremoti costituiscono un rischio considerevole in Italia, ma il rapporto evidenzia come persista un alto livello di sottoassicurazione. Tra il 2014 ed il 2017 il nostro Paese ha subito gravi danni a causa delle catastrofi naturali, inclusa una serie di terremoti, ma solo il 12% delle perdite erano assicurate.

Il cambiamento climatico rimarrà una delle principali cause di rischio in Europa, considerando che la situazione del meteo è sempre più irregolare. In base alla Lloyd’s City Risk Index, le catastrofi naturali ed i rischi legati al meteo potrebbero ridurre di 13,34 miliardi di dollari i rendimenti economici in Europa. Dato il livello di sviluppo economico dei paesi europei, inoltre, i rischi legati alle attività professionali come gli attacchi cyber acquistano importanza. Come mostra ancora l’indicatore dei Lloyd’s, attualmente le città europee rischiano perdite fino a 9,36 miliardi di dollari ogni anno a causa di questa minaccia.

Questi rischi possono essere gestiti meglio investendo nella resilienza, come ad esempio con la costruzione di infrastrutture ed edifici di maggiore qualità per ridurre gli effetti delle catastrofi naturali, con migliori servizi di emergenza e con il ricorso all’assicurazione. Una serie di studi suggerisce che, in media, i benefici della resilienza (definiti ampiamente) superano di quattro volte i costi. A questo proposito si veda Costs and benefits of disaster risk reduction (UNISDR – 2007), Economic Aspects of DRR (OECD – 2015) e Reducing risk of future disasters: priorities for decision makers (UK Government Office for Science – 2012).

“L’assicurazione contribuisce in modo sostanziale alla ricostruzione dopo i disastri mettendo a disposizione velocemente le risorse finanziarie necessarie a superare la crisi. Soluzioni assicurative innovative possono offrire ai governi l’accesso rapido ai sostegni finanziari in seguito a una catastrofe, alleggerendo il loro carico e quello dei contribuenti. Quando l’assicurazione non è disponibile, i disastri possono avere conseguenze molto più gravi sulle economie e sulle vite umane – ha affermato Bruce Carnegie-Brown, presidente dei Lloyd’s –. Il settore assicurativo vuole collaborare con i governi per aiutare le persone a comprendere quali prodotti assicurativi sono a loro disposizione e per fornire un migliore accesso a queste soluzioni. Insieme possiamo affrontare il problema della sottoassicurazione e dare, a tutte le economie maggiormente esposte nel mondo, la sicurezza di cui hanno disperatamente bisogno”.

Strumenti finanziari per chiudere il gap assicurativo

Il Centre for Global Disaster Protection – istituito dallo UK Department for International Development (DfID), con il supporto dei Lloyd’s e di Risk Management Solutions (RMS) – ha pubblicato un ulteriore rapporto, Innovative Finance for Resilient Infrastructure, che esplora i nuovi strumenti finanziari che potrebbero essere utilizzati per chiudere il gap assicurativo nei paesi a più basso reddito ed incentivare gli investimenti nella resilienza. Il Rapporto sottolinea l’importante ruolo che possono assumere le strutture e le capacità assicurative nel fornire liquidità in seguito a un disastro, proteggendo i bilanci dei governi ed i contribuenti.

“Chi non può permettersi di sostenere i costi per costruire in maniera resiliente, potrà ancora meno permettersi di affrontare i costi di ricostruzione in seguito ad un disastro – ha dichiarato Daniel Stander, Global Managing Director di RMS –. È fondamentale dunque poter quantificare accuratamente i benefici derivanti dagli investimenti nella resilienza. I quattro prodotti sono stati creati con questo in mente. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi iniziali per la costruzione in modo resiliente e finanziare i rischi residui. In questo modo i benefici dell’assicurazione possono arrivare a chi ne ha più bisogno”.

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