Rapporto Ocse sulle pensioni: “L’Italia ha i contributi più alti”

Pensioni (3) Imc

Pensioni (3) Imc

(Fonte: La Stampa)

Lo studio: «Cittadini non informati sui rischi della precarietà»

L’Italia ha i contributi previdenziali più elevati tra i Paesi avanzati ed è, invece, nella retroguardia quanto al peso dei fondi pensione privati.

La conferma arriva dall’Ocse con il Pensions Outlook 2016 dove si sottolinea il livello elevato dei contributi a carico delle aziende (23,81%) mentre quelli a carico del lavoratore (9,19%) sono in linea con alcuni grandi Paesi come la Francia e la Germania. L’Ocse invita l’Italia a dare maggiori informazioni ai cittadini sul sistema pensionistico e sui rischi di avere redditi da pensione non adeguati dopo carriere lavorative brevi e frammentate. In particolare lo studio sottolinea che l’unica soluzione di lungo periodo per avere redditi da pensione più alti è «pagare contributi più consistenti e per periodi più lunghi» e che «il lavoro futuro e la discussione politica si devono contare su come raggiungere entrambi» gli obiettivi.

L’Ocse nella pubblicazione invita la politica e i Governi a impegnarsi perché le informazioni ai cittadini siano le più vaste e complete possibili, sul pilastro pubblico della previdenza e su quello integrativo. E proprio sulla previdenza integrativa segnala come siano solo sette i Paesi che nel 2015 avevano Fondi integrativi con attività superiori al 100% del Pil (erano quattro all’inizio degli anni Duemila). L’Italia sul fronte del secondo pilastro, nonostante in passi avanti, resta ancora in fondo alla classifica. I Fondi integrativi italiani hanno attività pari all’8,7% del Pil a fronte del 2,6% degli anni Duemila In Danimarca le attività dei fondi integrativi superano ormai il 205% del Pil.

Nelle ultime riflessioni sull’Italia l’Ocse aveva segnalato l’importanza delle recenti riforme pensionistiche pur ricordando che la spesa rimaneva elevata. Nel periodo 2010-2015 il nostro Paese – si legge nel Pensions Policy Notes 2015 – l’Italia aveva il secondo più elevato livello di spesa pubblica per pensioni in percentuale del Pil (16% a fronte dell’8,4% della media Ocse). Inoltre a fronte di una carriera lavorativa stabile e lunga (tra i 20 e i 67 anni) il nostro sistema, grazie all’alto livello dei contributi, permette ai pensionati futuri di ottenere tassi di sostituzione netti del-l’81,5% del salario rispetto al 65,8% medio Ocse.

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One Comment;

  1. italo10 said:

    elevati contributi = maggiore pensione statale
    maggiori contributi per pensione pubblica = minori contributi per la pensione integrativa privata
    tutto quadra!

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