VALUTAZIONI: COFACE METTE SOTTO SORVEGLIANZA L’ITALIA

La recessione, sottolinea la compagnia assicurativa specializzata dell’assicurazione dei crediti, si aggrava nel sud dell’Europa e non risparmia il nostro Paese, la Spagna e Cipro.

Il deteriorarsi della situazione economica nel Sud dell’Europa ha spinto Coface (nella foto, la sede italiana) a mettere sotto sorveglianza negativa le valutazioni A4 di Spagna e Italia e a declassare quella di Cipro da B a C.

Per quanto riguarda l’Italia, spiega una nota della compagnia, «il Pil, in diminuzione dello 0,8% dal primo trimestre  2012, è in caduta per il terzo trimestre consecutivo. Il declino dell’attività industriale si aggrava e il settore dell’edilizia è particolarmente colpito, con una riduzione della produzione del 15,1% nell’anno. La disoccupazione registra livelli record e in aprile tocca il 10,2% della popolazione. In un contesto in cui le riforme potrebbero portare a una crescente disillusione tra la popolazione, il pesante debito pubblico costituisce una minaccia, con il suo livello di solvibilità che resta particolarmente vulnerabile al cambiamento delle aspettative di mercato. Coface registra un deterioramento netto nell’esperienza di pagamento delle imprese italiane, in particolare nei settori metallurgico, agroalimentare, dell’edilizia e tessile».

In Spagna, nel primo trimestre 2012, «si è verificato un sensibile aggravamento della recessione, caratterizzata da una crollo importante della produzione industriale, del terziario e dalla caduta del 30% dei prezzi degli immobili, dopo il picco del dicembre 2007. Il tasso di disoccupazione continua a crescere, attestandosi al di sopra del 24% da marzo 2012. In Spagna i ritardi di pagamento e i fallimenti delle imprese sono in aumento netto e riguardano non solo il settore dell’edilizia, ma anche l’agroalimentare, la componentistica elettronica, il chimico e il commercio non specializzato. La crescita debole limita ogni riduzione del debito pubblico e le tensioni del debito sul mercato secondario restano importanti».

Cipro, infine, «è il quinto paese della zona euro a richiedere l’assistenza finanziaria dell’Unione monetaria. Il settore bancario, fortemente esposto al rischio greco, presenta un rischio sistemico con un bilancio pari a sette volte il suo Pil. Il livello di indebitamento privato (311% del Pil nel 2011) è il più alto d’Europa, l’indebitamento delle imprese è del 186% del Pil. Il settore delle costruzioni continua a soffrire a seguito dello scoppio della bolla immobiliare e l’industria petrolchimica patisce per l’interruzione della fornitura di elettricità».

Redazione – Intermedia Channel

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